CHI SI ACCONTENTA GODE
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-oh
-bu!
-bu
-bu! paura, eh?
-che paura, che paura, che paura. e tra me e me bisbiglio: i feel good, i feel good, i feel wonderful
-ilèèèèèèèèèè
-che cazzo c'è?
-volevo chiederti una cosa del nostro cellulare
-nostro? abbiamo la comunione dei beni adesso?
-perchè quando rispondo devo schiacciare due volte?
-perchè non hai impostato "risposta con ogni tasto->NO"
-uffa... che ci sta pure da impoztare il telefono?
-è un favore che ti fanno. puoi decidere tu come ti trovi più comoda.
-ilè
-va avanti, perdi un sacco di tempo con le interiezioni e non arrivi mai al sodo. ti arriveranno le marchette della pensione che starai ancora invocando il mio nome.
-come si fa a impoztare la sveglia?
-vai in impostazioni e sveglia e fai l'orario
-e il volume della radio?
-di fianco, i tasto a lato del display
-che è il display?
-lo schermo!
-ah. e quanto tempo ci mette a ricaricarsi?
-poco più di un'ora
-beh, io ce lo lascio 3 ore, allora
-teresa, non è una gara a chi ce lo lascia di più. 3 ore sono troppe. puoi staccarlo prima
arriva un sms e lei brontola. io, col canino da vampiro, passo all'indagine.
-è johnny?
-zì... quello mi scoccia
-dai, è innamorato!
-zì, ma mi scoccia. mi ha chiamato 4 volte 'sta settimana ma io non gli ho risposto. poi sabato ha richiamato e allora gli ho rizpozto.
-e che ti ha detto?
-che vuole uscire con me
-vai, cristo, vai!!!!
-no. mi ha chiesto se trovo che sia inzistente
-e gli hai detto di sì, che ti lasci in pace?
-no, mi pareva brutto.
-bisogna che ti decidi: o gli dici di lasciarti stare e che non ti interessa, oppure esci con lui e gli dai una possibilità.
-mi ha chiesto cosa penzo di lui e gli ho detto che è zimpatico
-cazzo, come dire: sei sfigato! l'hai ammazzato così!
-poi gli ho detto che non uscivo e lui mi ha chiesto se mi vedo con qualcuno
-e tu ovviamente hai detto sì per levartelo dalle palle! brava!
-no, non mi vedo con nessuno, io! gli ho detto che non mi vedo con nessuno!
-ho capito, cristo! non ho dubbi che tu non esca con uno del sesso opposto, ma dovevi mentire per uccidergli la speranza
-mi za che è vero...
-perchè?
-perchè mi ha detto che visto che non mi vedo con nessuno allora lui inziste... che non mi molla...
-un pazzo
-ha detto che questa settimana ci penza e poi mi manda un sms
-scusa, gli ci vuole una settimana?
-ha detto che lo deve scrivere bene!
-teresa, molla l'osso. se uno ci mette una settimana per 160 caratteri, ci metterà 6 anni a chiederti di sposarlo. e alla tua età e messa come sei, non puoi permetterti di perdere altro tempo prezioso.
ho visto un uomo che moriva per amore
29 gennaio 2003
28 gennaio 2003
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
dove eravamo rimasti? ah, sì, alla trilogia meryterryca: acneica-gerontofila-fogna. la tendenza acneica si manifesta quando la vedete, basta una distanza di 250 metri per avvistare le prime pustole. per le altre due voci, gerontofila e fogna, accomodatevi.
eravamo in cucina io, sarry, terry, maria ed elena. maria ed elena hanno superato i 60. mery terry è come se l'avesse già fatto. anzi, forse è nata che aveva 90 anni e si è fermata sempre lì.
vedendo me e sara indaffarate nelle libagioni, le 3 donne si appartano nell'altra stanza. terra nostra incombeva solenne. io vedo che mery terry si accoda alla transumanza di matrone e le dico:
-ma dai, non resti con noi?
-nonnò, vado dillà con loro.
ora, non pensiate che le abbia chiesto di rimanere perchè gradivo la sua presenza. volevo un po' di showtime per la sara. ma terry ha preferito la compagnia di due signore di accertata senilità piuttosto che quella di 2 coetanee (più o meno). per questo definita gerontofila.
finita terra nostra, quando ormai io e la mia amichetta eravamo a sgrollarci carote e pomodori, lei ritorna tra noi, e chiede l'unica cosa che avrebbe mai potuto chiedere a sara:
-che vi siete fatte da mangiare?
sara descrive gli gnocchetti al pomodoro e il pinzimonio, parola inizialmente arcana per mery terry. che si è capito benissimo che ha finto di sapere cos'è. davanti a un pasto così semplice e fresco (sara è vegetariana) mery terry ha abbozzato un sorriso di commiserazione, come a dire: io so fare di meglio. così ha continuato a digitare tasti di cellulare. probabilmente sms per johnny.
sara, in tutta la sua furbizia e incoscienza, le chiede:
-e tu che hai mangiato?
-ma niente... ho fatto una cena leggera... inzalata con ricotta (da qui il "fogna")
espressione schifata di sara che immagina i rivoli del latte di ricotta scivolare dagli angoli delle fauci di mery terry.
-ah... leggerino.. <-TONO IRONICO
-zì, leggero. perchè mi ero mangiata la pasta alle 4 e mica potevo maniare pezante... ho fatto una cozina cozì... <- TONO DI CHI NON HA COMPRESO L'IRONIA
sara a quel punto mi guarda. ha capito. e mi ha capito. forse per un attimo ha provato pure compassione, ma sa che posso cavarmela da sola. dopo aver lavato i piatti, asciugato teglie, rotto una tazzina e riso come matte, andiamo a letto. io le leggo una favola in cui mi invento al momento fatti più divertenti e sorprendenti di quelli descritti dal legittimo autore. una storia di orsacchiotti, figli e nonni, con l'ingresso inaspettato di una civetta. quando sara si è addormentata, prima di spegnere la luce, ho pensato che non gliel'avrei detto. che la sera prima, avvertendo mery terry del suo arrivo, tra noi due era intercorso questo dialogo.
-domani sera arriva la mia amica sara
-ah
-sta qua 3 giorni, fino a venerdì
-ah. ecchemmangia?
-è vegetariana. mangeremo verdure.
-vegetariana.. ihhhhhhhhhhhhhh
-perchè, che c'è?
- se vuoi ho delle polpette da darti!
-verdure impanate?
-no, carne. ma tanto micca se ne accorge!
-teresa?
-zì?
-al contrario tuo io ho delle amiche. e non sono per niente coglione.
-ma va, se ci metti un po' di formaggio micca lo sa che è carne... così le fai mangiare le proteiene che nella verdura non ci stanno!
-teresa?
-zì?
-buonanotte.
no, non credo. a sara questo non lo dirò mai.
comprerò le banane
le banane comprerò
scatolette colorate
carni rosa congelate
c'è di tutto intorno a me
dove eravamo rimasti? ah, sì, alla trilogia meryterryca: acneica-gerontofila-fogna. la tendenza acneica si manifesta quando la vedete, basta una distanza di 250 metri per avvistare le prime pustole. per le altre due voci, gerontofila e fogna, accomodatevi.
eravamo in cucina io, sarry, terry, maria ed elena. maria ed elena hanno superato i 60. mery terry è come se l'avesse già fatto. anzi, forse è nata che aveva 90 anni e si è fermata sempre lì.
vedendo me e sara indaffarate nelle libagioni, le 3 donne si appartano nell'altra stanza. terra nostra incombeva solenne. io vedo che mery terry si accoda alla transumanza di matrone e le dico:
-ma dai, non resti con noi?
-nonnò, vado dillà con loro.
ora, non pensiate che le abbia chiesto di rimanere perchè gradivo la sua presenza. volevo un po' di showtime per la sara. ma terry ha preferito la compagnia di due signore di accertata senilità piuttosto che quella di 2 coetanee (più o meno). per questo definita gerontofila.
finita terra nostra, quando ormai io e la mia amichetta eravamo a sgrollarci carote e pomodori, lei ritorna tra noi, e chiede l'unica cosa che avrebbe mai potuto chiedere a sara:
-che vi siete fatte da mangiare?
sara descrive gli gnocchetti al pomodoro e il pinzimonio, parola inizialmente arcana per mery terry. che si è capito benissimo che ha finto di sapere cos'è. davanti a un pasto così semplice e fresco (sara è vegetariana) mery terry ha abbozzato un sorriso di commiserazione, come a dire: io so fare di meglio. così ha continuato a digitare tasti di cellulare. probabilmente sms per johnny.
sara, in tutta la sua furbizia e incoscienza, le chiede:
-e tu che hai mangiato?
-ma niente... ho fatto una cena leggera... inzalata con ricotta (da qui il "fogna")
espressione schifata di sara che immagina i rivoli del latte di ricotta scivolare dagli angoli delle fauci di mery terry.
-ah... leggerino.. <-TONO IRONICO
-zì, leggero. perchè mi ero mangiata la pasta alle 4 e mica potevo maniare pezante... ho fatto una cozina cozì... <- TONO DI CHI NON HA COMPRESO L'IRONIA
sara a quel punto mi guarda. ha capito. e mi ha capito. forse per un attimo ha provato pure compassione, ma sa che posso cavarmela da sola. dopo aver lavato i piatti, asciugato teglie, rotto una tazzina e riso come matte, andiamo a letto. io le leggo una favola in cui mi invento al momento fatti più divertenti e sorprendenti di quelli descritti dal legittimo autore. una storia di orsacchiotti, figli e nonni, con l'ingresso inaspettato di una civetta. quando sara si è addormentata, prima di spegnere la luce, ho pensato che non gliel'avrei detto. che la sera prima, avvertendo mery terry del suo arrivo, tra noi due era intercorso questo dialogo.
-domani sera arriva la mia amica sara
-ah
-sta qua 3 giorni, fino a venerdì
-ah. ecchemmangia?
-è vegetariana. mangeremo verdure.
-vegetariana.. ihhhhhhhhhhhhhh
-perchè, che c'è?
- se vuoi ho delle polpette da darti!
-verdure impanate?
-no, carne. ma tanto micca se ne accorge!
-teresa?
-zì?
-al contrario tuo io ho delle amiche. e non sono per niente coglione.
-ma va, se ci metti un po' di formaggio micca lo sa che è carne... così le fai mangiare le proteiene che nella verdura non ci stanno!
-teresa?
-zì?
-buonanotte.
no, non credo. a sara questo non lo dirò mai.
comprerò le banane
le banane comprerò
scatolette colorate
carni rosa congelate
c'è di tutto intorno a me
VERITA'
molta gente mi dice che non crede che mery terry esista ma che sia solo il frutto della fervida mente di una scrittrice.
questa cosa è sbagliata per 3 motivi:
1)non sono una scrittrice
2)non sono fervida
3) la mia amica sarry è stata 3 giorni a casa mia la scorsa settimana e l'ha vista. ci ha parlato (come si può parlare a mery terry, ovvio). le è stata vicino. mery terry esiste.
sara è cresciuta con me. o io con lei, non lo so. e qualcosa dev'essere andato storto perchè lei con la pubertà è diventata l'emblema della femminilità, della bellezza e del sex-appeal. io con la pubertà sono semplicemente diventata il testimonial perfetto per i fanghi d'alga guam. tutto lì.
sara viene da me mercoledì, curiosa e ansiosa di incontrare mery terry. solo che si doveva andare a teatro. voglio dire, a teatro ci andavamo io e lei, non lei e mery terry. figuriamoci se mery terry va a teatro. l'unica cosa che ha visto in 2 anni è stata giampiero ingrassia.
insomma, io e sara ci prepariamo per il teatro alla velocità della luce e usciamo di corsa. ma prima ci fermiamo sulla soglia della cucina. e lì, a piantonare il suo bunker di elettrodomestici e di scorte di cibo congelato si erge magnifica Lei, la santa gerarda di potenza, il mito gourmante della rete, l'artusi geneticamente modificato: the mery terry. vedere sara che le allungava la mano incredula è stato come vedere alessandro cecchi paone che finalmente catturava il mostro di lochness. o achab che saliva a cavalcioni su moby dick. o il leviatano. un incontro mitico e mistico. sara le stringe la mano con tutta la sua grazia da ballerina e lei, tanto per essere gentile e garbata, le fa:
-piacere, maria tereza. ma io ti avevo già visto. sei già stata qui.
fantastico. un modulo del cervello di mery terry non è colpito da afasia. la sua memoria, dunque, funziona. questo riduce notevolmente le possibilità che funzionino l'area di broca o di wernicke.
sara la guarda incredula e rammenta di averla già intravista la volta precedente che era venuta a trovarmi. ma lo sgarbo con cui maria teresa le aveva fatto notare la dimenticanza (che io chiamerei rimozione, tipo quella di lucia nei promessi sposi) l'ha gelata. abbozziamo un sorriso di convenienza e ci fiondiamo in ascensore. chiuse nella cabina insonorizzata del lift sara sfodera la sua genetica gentilezza e tenta di dirmi:
-ma dai, non è così brutta...
io la guardo fucilandola con la retina. non ammetto bestemmie in casa mia. anche se si tratta dell'ascensore ed è in comune con gli altri condomini. mery terry è orrorifica. punto e basta. poi penso: ok sara, adesso la pensi così. dammi un altro giorno e cambierai idea.
e si va a teatro. se foste passati in corso di porta romana, mercoledì sera, mi avreste vista. ero abbarbicata come manolo sul cancello del carcano. dovevo rubare la locandina dello spettacolo, che sara assolutamente voleva. tutto questo all'una di notte, dopo aver aspettato che il traffico della city calasse e che nessun membro delle forze dell'ordine mi arrestasse. in quel caso, comunque, avrei finto l'infermità mentale dichiarando di essere l'uomo ragno.
si torna a casa, alle 2, dopo aver chiacchierato della vita, degli amori, del futuro e del domani. nel senso di giovedì. sara avrebbe gironzolato per la grande mela lombarda e io avrei lavorato. poi ci si ribeccava la sera per andare al cinema o a fare qualche follia. peccato che il lavoro sia durato fino a tardi e che, dovendo fare anche la spesa, io e la mia amichetta si sia rientrate alle 10 di sera. in cucina c'erano maria, mery terry e la nostra vicina elena. giovanna in contumacia da 2 settimane.
entriamo in camera, buttiamo lo shopping sui letti e sara mi guarda con aria assassina. pesca qualcosa nella sua borsa e decolla per la cucina. dalla stanza da letto la sento urlare:
-POSSO FARVI UNA FOTO?
io mi fiondo di là in un nanosecondo.
-allora, posso farvi una foto?
MERY TERRY- nooooooooooooooooooooooooooooooooo! che sto in piggiama!
-ma tanto ti prendo solo la faccia! (e mi strizza l'cchio come a dire: le piglio anche l'etichetta delle mutande, tranquilla)
fotogramma precedente: tutte a mettersi a posto i capelli
fotogramma successivo: foto di gruppo in cucina con particolare di me che abbraccio mery terry.
quindi esistono le prove. se la pellicola si è impressionata (e si è impressionata di sicuro), esiste un ologramma di mery terry.
non dubitate, increduli. testimonianze dal luogo incriminato confermano l'esistenza di un esemplare di mery terry.
e del dialogo culinario successivo, intercorso tra sarry e terry, vi racconterò domani. vi dico solo che la trilogia di aggettivi data da sara per definire la mia escrescente coinquilina è stata: acneica gerontofila fogna. l'avevo detto che avrebbe cambiato idea.
non c'è acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lì l'incendi abbrustolito
molta gente mi dice che non crede che mery terry esista ma che sia solo il frutto della fervida mente di una scrittrice.
questa cosa è sbagliata per 3 motivi:
1)non sono una scrittrice
2)non sono fervida
3) la mia amica sarry è stata 3 giorni a casa mia la scorsa settimana e l'ha vista. ci ha parlato (come si può parlare a mery terry, ovvio). le è stata vicino. mery terry esiste.
sara è cresciuta con me. o io con lei, non lo so. e qualcosa dev'essere andato storto perchè lei con la pubertà è diventata l'emblema della femminilità, della bellezza e del sex-appeal. io con la pubertà sono semplicemente diventata il testimonial perfetto per i fanghi d'alga guam. tutto lì.
sara viene da me mercoledì, curiosa e ansiosa di incontrare mery terry. solo che si doveva andare a teatro. voglio dire, a teatro ci andavamo io e lei, non lei e mery terry. figuriamoci se mery terry va a teatro. l'unica cosa che ha visto in 2 anni è stata giampiero ingrassia.
insomma, io e sara ci prepariamo per il teatro alla velocità della luce e usciamo di corsa. ma prima ci fermiamo sulla soglia della cucina. e lì, a piantonare il suo bunker di elettrodomestici e di scorte di cibo congelato si erge magnifica Lei, la santa gerarda di potenza, il mito gourmante della rete, l'artusi geneticamente modificato: the mery terry. vedere sara che le allungava la mano incredula è stato come vedere alessandro cecchi paone che finalmente catturava il mostro di lochness. o achab che saliva a cavalcioni su moby dick. o il leviatano. un incontro mitico e mistico. sara le stringe la mano con tutta la sua grazia da ballerina e lei, tanto per essere gentile e garbata, le fa:
-piacere, maria tereza. ma io ti avevo già visto. sei già stata qui.
fantastico. un modulo del cervello di mery terry non è colpito da afasia. la sua memoria, dunque, funziona. questo riduce notevolmente le possibilità che funzionino l'area di broca o di wernicke.
sara la guarda incredula e rammenta di averla già intravista la volta precedente che era venuta a trovarmi. ma lo sgarbo con cui maria teresa le aveva fatto notare la dimenticanza (che io chiamerei rimozione, tipo quella di lucia nei promessi sposi) l'ha gelata. abbozziamo un sorriso di convenienza e ci fiondiamo in ascensore. chiuse nella cabina insonorizzata del lift sara sfodera la sua genetica gentilezza e tenta di dirmi:
-ma dai, non è così brutta...
io la guardo fucilandola con la retina. non ammetto bestemmie in casa mia. anche se si tratta dell'ascensore ed è in comune con gli altri condomini. mery terry è orrorifica. punto e basta. poi penso: ok sara, adesso la pensi così. dammi un altro giorno e cambierai idea.
e si va a teatro. se foste passati in corso di porta romana, mercoledì sera, mi avreste vista. ero abbarbicata come manolo sul cancello del carcano. dovevo rubare la locandina dello spettacolo, che sara assolutamente voleva. tutto questo all'una di notte, dopo aver aspettato che il traffico della city calasse e che nessun membro delle forze dell'ordine mi arrestasse. in quel caso, comunque, avrei finto l'infermità mentale dichiarando di essere l'uomo ragno.
si torna a casa, alle 2, dopo aver chiacchierato della vita, degli amori, del futuro e del domani. nel senso di giovedì. sara avrebbe gironzolato per la grande mela lombarda e io avrei lavorato. poi ci si ribeccava la sera per andare al cinema o a fare qualche follia. peccato che il lavoro sia durato fino a tardi e che, dovendo fare anche la spesa, io e la mia amichetta si sia rientrate alle 10 di sera. in cucina c'erano maria, mery terry e la nostra vicina elena. giovanna in contumacia da 2 settimane.
entriamo in camera, buttiamo lo shopping sui letti e sara mi guarda con aria assassina. pesca qualcosa nella sua borsa e decolla per la cucina. dalla stanza da letto la sento urlare:
-POSSO FARVI UNA FOTO?
io mi fiondo di là in un nanosecondo.
-allora, posso farvi una foto?
MERY TERRY- nooooooooooooooooooooooooooooooooo! che sto in piggiama!
-ma tanto ti prendo solo la faccia! (e mi strizza l'cchio come a dire: le piglio anche l'etichetta delle mutande, tranquilla)
fotogramma precedente: tutte a mettersi a posto i capelli
fotogramma successivo: foto di gruppo in cucina con particolare di me che abbraccio mery terry.
quindi esistono le prove. se la pellicola si è impressionata (e si è impressionata di sicuro), esiste un ologramma di mery terry.
non dubitate, increduli. testimonianze dal luogo incriminato confermano l'esistenza di un esemplare di mery terry.
e del dialogo culinario successivo, intercorso tra sarry e terry, vi racconterò domani. vi dico solo che la trilogia di aggettivi data da sara per definire la mia escrescente coinquilina è stata: acneica gerontofila fogna. l'avevo detto che avrebbe cambiato idea.
non c'è acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lì l'incendi abbrustolito
22 gennaio 2003
DIALOGO TRA AMICHE
-sono andata in discoteca sabato
IO: che musica c'era?
-ogni sala aveva una musica diversa
-con chi sei andata?
-con una mia collega e un suo amico
-e hai ballato?
-no, non so ballare. la mia collega però ballava col suo amico
-e tu?
-seduta a guardare. mi piace guardare la gente che balla
-vabbeh, però dovresti muoverti un po'!
-ho conosciuto un ragazzo
-bello!
-si chiama johnny. è di avellino.
-cazzo, con uno di avellino, no!
-perchè no?
-perchè poi ti porta giù e vivi da matrona tutta la vita!
-ma tanto non mi piace. però gli ho dato il numero di telefono
-e perchè gliel'hai dato se non ti piace?
-perchè mi pareva maleducato dirgli di no!
-allora se ti chiedeva "me la dai'" gli dicevi sì per non essere scortese?
-che c'entra? nooooooooooooooooo
-potevi darglielo falso il numero!
-eh, sì, la fai facile! e poi che pensava di me?
-CHE GLI AVEVI DATO UN NUMERO FALSO! che poteva pensare?
-vabbeh, che brutta figura!
-con uno sconosciuto? chettifrega!
-continua a mandarmi messaggi e chiedermi di uscire!
-e vai!
-ma non mi piace!
-senti, alla tua età io prenderei quel che viene e mi accontenterei. sennò rimani zitella. non fare la difficile!
-ma non mi piace johnny!
-ma che cazzo gli hai dato il numero a fare!
-eh, siamo stati a parlare e me l'ha chiesto!
-che ti dice?
-vuoi saperlo?
-evidentemente se te lo cheido un po' di curiosità c'è!
-ha scritto: SAI COSA MI HA COLPITO DI TE? NON MI BASTEREBBE UNA NOTTE PER SPIEGARTELO!
abbandono la conversazione perchè johnny ha dei seri problemi:
ipotesi di problema 1): johnny non ha trovato niente di interessante nella mia amica e non sa come dirglielo ma vuole comunque intingere il suo plumcake nel twining di lei;
ipotesi di problema 2): johnny ha dei seri problemi con la lingua italiana e non riesce a esprimersi. quindi non sa comunicare.
nel caso 1) siamo di fronte a un mascalzone, quindi meglio lasciar perdere; nel caso 2) siamo di fronte a un analfabeta, che peggiora la situazione. quale situazione? quella della mia amica. che pensate un po', è mery terry. provate adesso a rileggere il dialogo con la consapevolezza che è lei. tutto diverso, eh?
ti cerco e tu
mi dài quel che vuoi
-sono andata in discoteca sabato
IO: che musica c'era?
-ogni sala aveva una musica diversa
-con chi sei andata?
-con una mia collega e un suo amico
-e hai ballato?
-no, non so ballare. la mia collega però ballava col suo amico
-e tu?
-seduta a guardare. mi piace guardare la gente che balla
-vabbeh, però dovresti muoverti un po'!
-ho conosciuto un ragazzo
-bello!
-si chiama johnny. è di avellino.
-cazzo, con uno di avellino, no!
-perchè no?
-perchè poi ti porta giù e vivi da matrona tutta la vita!
-ma tanto non mi piace. però gli ho dato il numero di telefono
-e perchè gliel'hai dato se non ti piace?
-perchè mi pareva maleducato dirgli di no!
-allora se ti chiedeva "me la dai'" gli dicevi sì per non essere scortese?
-che c'entra? nooooooooooooooooo
-potevi darglielo falso il numero!
-eh, sì, la fai facile! e poi che pensava di me?
-CHE GLI AVEVI DATO UN NUMERO FALSO! che poteva pensare?
-vabbeh, che brutta figura!
-con uno sconosciuto? chettifrega!
-continua a mandarmi messaggi e chiedermi di uscire!
-e vai!
-ma non mi piace!
-senti, alla tua età io prenderei quel che viene e mi accontenterei. sennò rimani zitella. non fare la difficile!
-ma non mi piace johnny!
-ma che cazzo gli hai dato il numero a fare!
-eh, siamo stati a parlare e me l'ha chiesto!
-che ti dice?
-vuoi saperlo?
-evidentemente se te lo cheido un po' di curiosità c'è!
-ha scritto: SAI COSA MI HA COLPITO DI TE? NON MI BASTEREBBE UNA NOTTE PER SPIEGARTELO!
abbandono la conversazione perchè johnny ha dei seri problemi:
ipotesi di problema 1): johnny non ha trovato niente di interessante nella mia amica e non sa come dirglielo ma vuole comunque intingere il suo plumcake nel twining di lei;
ipotesi di problema 2): johnny ha dei seri problemi con la lingua italiana e non riesce a esprimersi. quindi non sa comunicare.
nel caso 1) siamo di fronte a un mascalzone, quindi meglio lasciar perdere; nel caso 2) siamo di fronte a un analfabeta, che peggiora la situazione. quale situazione? quella della mia amica. che pensate un po', è mery terry. provate adesso a rileggere il dialogo con la consapevolezza che è lei. tutto diverso, eh?
ti cerco e tu
mi dài quel che vuoi
LA SVOLTA
alle elementari avevo i capelli lunghi fino al sedere, una bellezza. ma mia madre mi faceva sempre lo chignon e non potevo giocare sulla beltade del crine per appiopparmi quell'alessandro di cui sotto. poi, in quarta, mia madre mi metteva il grambiule. nero. non era obbligatorio. ero l'unica bambina della scuola a portarlo. e non potevo mostrare bei jeans, o belle magliette. ero calimero con colletto bianco. in più avevo degli occhiali orribili per correggere lo strabismo.
alle medie c'erano i paninari ma mia madre non mi comprava mai roba firmata. non avendo uno stipendio mio perchè il lavoro minorile in italia era stato quasi del tutto debellato, non potevo comprare nulla della best company e del charro. non mi si notava. ma almeno non avevo più il grembiule.
al liceo portavo un orribile ciuffo anni '80 (essendo che erano gli anni '80), a ventaglio. avevo la frangetta che sembrava tagliata da un marmista e una coroncina di capelli neri a contornarmi il viso. immobilizzato con 8 quintali di lacca graphic. se mi fossi stampata contro un muro, il ciuffo non avrebbe potuto essere più perpendicolare al punto vita.
all'università ero anonima, ogni tanto mi truccavo ma in mezzo a 300 ragazze era difficile che emergesse la mia carica sensual-erotica.
poi, la svolta. 2 anni fa faccio per caso la particina in "adesso sesso" dei vanzina. mi ero preparata. ho detto: "vanzina è un erotomane e mi guarderà tette e culo senza fissarmi negli occhi nemmeno un istante". me lo presentano dicendogli:
"signor vanzina, questa è ilenia".
io ero già pronta a inferocirmi per essere stata trattata da donna oggetto, invece vanzina neanche mi caga. non pretendo che mi parlasse o mi guardasse negli occhi. guardami tette e culo, cribbio! invece nulla. il tettologo e culologo più famoso d'italia non nota parti anatomiche femminili in me. non scorge nulla di vulvico sotto la gonna.
è stato lì che ho deciso che doveva esserci la svolta. che dovevo mostrare la chincaglieria. perchè si doveva vedere la mercanzia.
non è che adesso vada in giro con la scollatura ombelicale o una minigonna inguinale. però mi sento femminile e valorizzo la mia donnità. e se un giorno mi chiedessero a chi devo dire grazie per aver maturato la mia identità sessuale, dirò: I FRATELLI VANZINA.
un giorno che avevo rotto col passato
alle elementari avevo i capelli lunghi fino al sedere, una bellezza. ma mia madre mi faceva sempre lo chignon e non potevo giocare sulla beltade del crine per appiopparmi quell'alessandro di cui sotto. poi, in quarta, mia madre mi metteva il grambiule. nero. non era obbligatorio. ero l'unica bambina della scuola a portarlo. e non potevo mostrare bei jeans, o belle magliette. ero calimero con colletto bianco. in più avevo degli occhiali orribili per correggere lo strabismo.
alle medie c'erano i paninari ma mia madre non mi comprava mai roba firmata. non avendo uno stipendio mio perchè il lavoro minorile in italia era stato quasi del tutto debellato, non potevo comprare nulla della best company e del charro. non mi si notava. ma almeno non avevo più il grembiule.
al liceo portavo un orribile ciuffo anni '80 (essendo che erano gli anni '80), a ventaglio. avevo la frangetta che sembrava tagliata da un marmista e una coroncina di capelli neri a contornarmi il viso. immobilizzato con 8 quintali di lacca graphic. se mi fossi stampata contro un muro, il ciuffo non avrebbe potuto essere più perpendicolare al punto vita.
all'università ero anonima, ogni tanto mi truccavo ma in mezzo a 300 ragazze era difficile che emergesse la mia carica sensual-erotica.
poi, la svolta. 2 anni fa faccio per caso la particina in "adesso sesso" dei vanzina. mi ero preparata. ho detto: "vanzina è un erotomane e mi guarderà tette e culo senza fissarmi negli occhi nemmeno un istante". me lo presentano dicendogli:
"signor vanzina, questa è ilenia".
io ero già pronta a inferocirmi per essere stata trattata da donna oggetto, invece vanzina neanche mi caga. non pretendo che mi parlasse o mi guardasse negli occhi. guardami tette e culo, cribbio! invece nulla. il tettologo e culologo più famoso d'italia non nota parti anatomiche femminili in me. non scorge nulla di vulvico sotto la gonna.
è stato lì che ho deciso che doveva esserci la svolta. che dovevo mostrare la chincaglieria. perchè si doveva vedere la mercanzia.
non è che adesso vada in giro con la scollatura ombelicale o una minigonna inguinale. però mi sento femminile e valorizzo la mia donnità. e se un giorno mi chiedessero a chi devo dire grazie per aver maturato la mia identità sessuale, dirò: I FRATELLI VANZINA.
un giorno che avevo rotto col passato
16 gennaio 2003
QUANDO LA VITA VA COME DEVE ANDARE
quando ero piccola e la pubertà non aveva ancora rovinato il mio equilibrio psico-fisico con ormoni e mestruazioni, amavo disperatamente alessandro, che non mi ha mai filato di striscio. era bello, moro, con le lentiggini, gli occhi verdi e aveva 6 anni. fino ai 10 anni l'ho amato alla follia. per il suo compleanno della 5 elementare (quindi il 10°, se so ancora contare) gli ho regalato il pallone di zico, con un vero autografo falso del grande campione. e lui l'ha scartato, apprezzato, esaltato. forse mi ha persino detto grazie. e invece di darmi un bacio è andato in cortile a giocare con gli altri maschi della classe. noi femmine lì a mangiare popcorn e bere fanta. desolation.
alle medie ho avuto il batticuore per enrico, che non mi cagava neanche lui. moro, con gli occhi verdi, senza lentiggini e con qualche anno in più di me. per lui mi sono fatta la permanente. ma non una permanente qualsiasi. LA MIA PRIMA PERMANENTE. lui era in colonia con gli altri amichetti e io li raggiungevo dopo. mi sono detta: lo spiazzo e arrivo su con dei capelli fantastici, da restarci secco. mi vedrà e impazzirà. peccato che invece di avere una parrucchiera avevo una ovino-coltrice. la mia permanente era una permanente pecorina. dei ricci piccolissimi, tipo michael jackson nei jackson five (prima della camera iberbarica, dunque). sembravo uno di quei mosaici del mausoleo di ravenna, che hanno quelle aureole giganti e circolarissime, tutte gialle. io ero tutta nera, praticamente un hula-hoop di riccioli intorno alla testa. quando sono arrivata in colonia enrico è impazzito, ma dal ridere. ero una roba tricologicamente comica. e sfumavano via via le mie opportunità di conquista. desperation.
con enrico ci ho riprovato al ritorno dalla colonia, quando i frequenti lavaggi avevano destabilizzato i ricci merinos. c'era la cena per vedere le diapositive della vacanza. io mi preparo e mi dico: avrò una pelle strepitosa. siccome non avevo ancora perizia e non sapevo dell'esistenza delle creme di helena rubinstein, mi sono spalmata del camay. così, del bagnoschiuma direttamente sulla faccia. a mia discolpa devo dire che la pubblicità era ingannevole perchè diceva: camay, per una pelle di seta. micca esplicitavano di diluire con acqua per ottenere schiuma. beh, a causa di uno spot traditore, mi sono ritrovata alla cena con delle chiazze rosse da reazione allergica. tutti hanno pensato che avessi contratto una malattia infettiva (no, venerea no: a quell'epoca e in quegli anni verdi era impensabile) e mi hanno mandato a casa. isolation.
dopo anni ho rivisto alessandro. ha perso i capelli, le lentiggini e l'età. è rimasto con 2 occhi verdi (per carità, micca gli si augura la perdita di organi vitali) ma porta gli occhiali. enrico adesso è sposato, ha ancora occhi e capelli ma si è rivelato non essere il mio tipo. troppo precoce nel costruirsi una famiglia.
quindi, in fondo, devo dire grazie alla ceppiratti che realizzò il pallone di zico, alla mia parrucchiera di allora e alla camay. perchè hanno fatto andare le cose nel modo giusto. senza i piccoli inconvenienti che mi hanno causato, adesso non sarei la compagna di george clooney.
Mi ritorni in mente
bello come sei, forse ancor di più
quando ero piccola e la pubertà non aveva ancora rovinato il mio equilibrio psico-fisico con ormoni e mestruazioni, amavo disperatamente alessandro, che non mi ha mai filato di striscio. era bello, moro, con le lentiggini, gli occhi verdi e aveva 6 anni. fino ai 10 anni l'ho amato alla follia. per il suo compleanno della 5 elementare (quindi il 10°, se so ancora contare) gli ho regalato il pallone di zico, con un vero autografo falso del grande campione. e lui l'ha scartato, apprezzato, esaltato. forse mi ha persino detto grazie. e invece di darmi un bacio è andato in cortile a giocare con gli altri maschi della classe. noi femmine lì a mangiare popcorn e bere fanta. desolation.
alle medie ho avuto il batticuore per enrico, che non mi cagava neanche lui. moro, con gli occhi verdi, senza lentiggini e con qualche anno in più di me. per lui mi sono fatta la permanente. ma non una permanente qualsiasi. LA MIA PRIMA PERMANENTE. lui era in colonia con gli altri amichetti e io li raggiungevo dopo. mi sono detta: lo spiazzo e arrivo su con dei capelli fantastici, da restarci secco. mi vedrà e impazzirà. peccato che invece di avere una parrucchiera avevo una ovino-coltrice. la mia permanente era una permanente pecorina. dei ricci piccolissimi, tipo michael jackson nei jackson five (prima della camera iberbarica, dunque). sembravo uno di quei mosaici del mausoleo di ravenna, che hanno quelle aureole giganti e circolarissime, tutte gialle. io ero tutta nera, praticamente un hula-hoop di riccioli intorno alla testa. quando sono arrivata in colonia enrico è impazzito, ma dal ridere. ero una roba tricologicamente comica. e sfumavano via via le mie opportunità di conquista. desperation.
con enrico ci ho riprovato al ritorno dalla colonia, quando i frequenti lavaggi avevano destabilizzato i ricci merinos. c'era la cena per vedere le diapositive della vacanza. io mi preparo e mi dico: avrò una pelle strepitosa. siccome non avevo ancora perizia e non sapevo dell'esistenza delle creme di helena rubinstein, mi sono spalmata del camay. così, del bagnoschiuma direttamente sulla faccia. a mia discolpa devo dire che la pubblicità era ingannevole perchè diceva: camay, per una pelle di seta. micca esplicitavano di diluire con acqua per ottenere schiuma. beh, a causa di uno spot traditore, mi sono ritrovata alla cena con delle chiazze rosse da reazione allergica. tutti hanno pensato che avessi contratto una malattia infettiva (no, venerea no: a quell'epoca e in quegli anni verdi era impensabile) e mi hanno mandato a casa. isolation.
dopo anni ho rivisto alessandro. ha perso i capelli, le lentiggini e l'età. è rimasto con 2 occhi verdi (per carità, micca gli si augura la perdita di organi vitali) ma porta gli occhiali. enrico adesso è sposato, ha ancora occhi e capelli ma si è rivelato non essere il mio tipo. troppo precoce nel costruirsi una famiglia.
quindi, in fondo, devo dire grazie alla ceppiratti che realizzò il pallone di zico, alla mia parrucchiera di allora e alla camay. perchè hanno fatto andare le cose nel modo giusto. senza i piccoli inconvenienti che mi hanno causato, adesso non sarei la compagna di george clooney.
Mi ritorni in mente
bello come sei, forse ancor di più
14 gennaio 2003
MUSEI E ORRORI
so perchè esistono i musei. perché non c'è abbastanza spazio per contenere certe categorie di cose: non abbastanza spazio per i quadri, non abbastanza spazio per i fossili, non abbastanza spazio per le cere. e non abbastanza spazio per gli orrori. casa mia è il museo di mery terry: di quadri (perfetta come squarcio di fontana), di fossili (un esemplare unico di donna non-sapiens dell'era potentinozoica), di cere (meglio cerette: quelle che si dovrebbe fare spessamente) e orrori. culinari, ovviamente.
prima di partire per le vacanze ho chiesto a mery terry quale sarebbe stato il menu del suo pranzo di natale.
-chessò... lazagne, ravioli...
-no, non hai capito. il TUO pranzo di natale, non il mio. lasagne e cappelletti sono piatti tipici emiliani. con potenza non c'entrano. cosa mangiate VOI?
-quello che mangi tu! ecchemmangio?
EMULAZIONE, EMULAZIONE, EMULAZIONE. TED BUNDY, CHIKATILO, UNABOMBER.
-voglio dire, avrete un piatto tipico...
-non mi viene!
delusion. speravo di regalarvi come cadeau qualche prelibatezza campanilistica. e invece nulla. poi, come per incanto, avviene una sinapsi. in mery terry. un neurone dell'emisfero destro si incontra fortuitamente con un neurone dell'emisfero sinistro. e il tutto è ancora più miracoloso se si pensa che ha luogo in un cervello che ospita al massimo 4 neuroni. che non vanno assolutamente mai d'accordo tra loro.
-ilèèèèèè...
-che c'è?
-bù!
-paura da matti. peggio di dario argento.
-mi sò ricordata!
-cosa?
-che mangiamo noi a natale!
-dimmi, dimmi... <-DISSE IL LUPO A CAPPUCCETTO ROSSO
-la colazione è tradizione
-la colazione è tradizione tutte le mattine, teresa! è anche un buon modo di sopravvivere fino a mezzogiorno!
-voglio dirti... la colazione è speciale
-ansimo dalla voglia di saperlo (con una bustina di biochetasi in una mano e un cucchiaio di citrosodina nell'altro)
-alla mattina ci alziamo e mangiamo pane, burrino e sarde. si prende il pane, ci si spalma il burrino, si mettono le sarde e si mangiano cozì. sò buonizzime!
-ma se alla mattina mangi le sarde, poi passi la giornata a pagare i danni morali alle persone che narcotizzi con tuo fiatino da cloaca!
-eh?
-lascia stare... poi? altre cose?
-no, un po' quello che mangiate voi! noi siamo bbravi a fà dolci! marò!
e taccio. perchè sapere che ti alzi la mattina con la prospettiva delle sarde è già un peso sufficiente per la mia mera terra. mery terry.
ieri sera, poi, ha dato il meglio di sè, raccontandomi e mostrandomi il suo percorso alimentare della giornata.
arriva a casa alle 3 e mangia, pranza. alle 8 cena, con le meraviglie che vi descrivo ogni giorno con spirito pioneristico. se ha un buchino nella stomaco, poi, non è che sgranocchia qualcosa o si prepara una tisana. lei si cucina "uno spuntino". ieri sera, alle 11.22 (so l'ora precisa perchè spegnevo il cellulare dopo una lunga chiacchierata), sento un profumo venire dalla cucina. mi fiocino coscente che lo facevo contro il mio stesso interesse e la vedo fornicare ai fornelli. con una precisione da staffettista, nel momento esatto in cui io mi siedo a tavola lei catapulta la sua gourmandise nel piatto. e ritorna al lavandino per mettere a bagno la pentola.
sono rimasta 15 secondi da sola con quella carne morta a fianco a me. e io, che di carne ne mangio tanta, non riuscivo a capire a quale animale fosse un giorno appartenuta. era un ammasso di ciccia bianca quasi trasparente, ammucchiata in un punto del piatto. un altro pezzo, invece, era un ammasso di carne sul beige ammassato attorno a un osso. un osso che per essere seppellito da un cane necessiterebbe di un'escavatrice d'ausilio.
-teresa? questa carne è per domani?
-no, per mò. tenevo fame.
-e cosa ti sei cucinata?
-chennesò. agnello, capretto. è carne diggiù.
che culo. mentre milioni di famiglie italiane sorseggiano filtrofiore bonomelli, io fumo passivamente olezzo di agnello incaprettato. non solo sulle stecche di marlboro ma anche sulle confezioni di carne a destinazione mery terry dovrebbero scrivere: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. dei coinquilini soprattutto.
No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente.
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò.
so perchè esistono i musei. perché non c'è abbastanza spazio per contenere certe categorie di cose: non abbastanza spazio per i quadri, non abbastanza spazio per i fossili, non abbastanza spazio per le cere. e non abbastanza spazio per gli orrori. casa mia è il museo di mery terry: di quadri (perfetta come squarcio di fontana), di fossili (un esemplare unico di donna non-sapiens dell'era potentinozoica), di cere (meglio cerette: quelle che si dovrebbe fare spessamente) e orrori. culinari, ovviamente.
prima di partire per le vacanze ho chiesto a mery terry quale sarebbe stato il menu del suo pranzo di natale.
-chessò... lazagne, ravioli...
-no, non hai capito. il TUO pranzo di natale, non il mio. lasagne e cappelletti sono piatti tipici emiliani. con potenza non c'entrano. cosa mangiate VOI?
-quello che mangi tu! ecchemmangio?
EMULAZIONE, EMULAZIONE, EMULAZIONE. TED BUNDY, CHIKATILO, UNABOMBER.
-voglio dire, avrete un piatto tipico...
-non mi viene!
delusion. speravo di regalarvi come cadeau qualche prelibatezza campanilistica. e invece nulla. poi, come per incanto, avviene una sinapsi. in mery terry. un neurone dell'emisfero destro si incontra fortuitamente con un neurone dell'emisfero sinistro. e il tutto è ancora più miracoloso se si pensa che ha luogo in un cervello che ospita al massimo 4 neuroni. che non vanno assolutamente mai d'accordo tra loro.
-ilèèèèèè...
-che c'è?
-bù!
-paura da matti. peggio di dario argento.
-mi sò ricordata!
-cosa?
-che mangiamo noi a natale!
-dimmi, dimmi... <-DISSE IL LUPO A CAPPUCCETTO ROSSO
-la colazione è tradizione
-la colazione è tradizione tutte le mattine, teresa! è anche un buon modo di sopravvivere fino a mezzogiorno!
-voglio dirti... la colazione è speciale
-ansimo dalla voglia di saperlo (con una bustina di biochetasi in una mano e un cucchiaio di citrosodina nell'altro)
-alla mattina ci alziamo e mangiamo pane, burrino e sarde. si prende il pane, ci si spalma il burrino, si mettono le sarde e si mangiano cozì. sò buonizzime!
-ma se alla mattina mangi le sarde, poi passi la giornata a pagare i danni morali alle persone che narcotizzi con tuo fiatino da cloaca!
-eh?
-lascia stare... poi? altre cose?
-no, un po' quello che mangiate voi! noi siamo bbravi a fà dolci! marò!
e taccio. perchè sapere che ti alzi la mattina con la prospettiva delle sarde è già un peso sufficiente per la mia mera terra. mery terry.
ieri sera, poi, ha dato il meglio di sè, raccontandomi e mostrandomi il suo percorso alimentare della giornata.
arriva a casa alle 3 e mangia, pranza. alle 8 cena, con le meraviglie che vi descrivo ogni giorno con spirito pioneristico. se ha un buchino nella stomaco, poi, non è che sgranocchia qualcosa o si prepara una tisana. lei si cucina "uno spuntino". ieri sera, alle 11.22 (so l'ora precisa perchè spegnevo il cellulare dopo una lunga chiacchierata), sento un profumo venire dalla cucina. mi fiocino coscente che lo facevo contro il mio stesso interesse e la vedo fornicare ai fornelli. con una precisione da staffettista, nel momento esatto in cui io mi siedo a tavola lei catapulta la sua gourmandise nel piatto. e ritorna al lavandino per mettere a bagno la pentola.
sono rimasta 15 secondi da sola con quella carne morta a fianco a me. e io, che di carne ne mangio tanta, non riuscivo a capire a quale animale fosse un giorno appartenuta. era un ammasso di ciccia bianca quasi trasparente, ammucchiata in un punto del piatto. un altro pezzo, invece, era un ammasso di carne sul beige ammassato attorno a un osso. un osso che per essere seppellito da un cane necessiterebbe di un'escavatrice d'ausilio.
-teresa? questa carne è per domani?
-no, per mò. tenevo fame.
-e cosa ti sei cucinata?
-chennesò. agnello, capretto. è carne diggiù.
che culo. mentre milioni di famiglie italiane sorseggiano filtrofiore bonomelli, io fumo passivamente olezzo di agnello incaprettato. non solo sulle stecche di marlboro ma anche sulle confezioni di carne a destinazione mery terry dovrebbero scrivere: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. dei coinquilini soprattutto.
No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente.
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò.
INCONTRI NOTTURNI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
l'altra notte in casa c'era un gelo inumano. se la temperatura fosse scesa di un altro grado il gatto delle nevi sarebbe entrato a fare la rotta in casa. ad un certo punto mi è sembrato di veder passare l'orso della coca cola col pinguino de longhi. tra gatti, orsi, pinguini e mery terry in casa avevo un bello zoo.
mi sono rifugiata sotto le coperte sperando di riuscire a sopravvivere. e naturalmente sperando che mery terry non lo facesse. se moriva crionizzata si conservava anche giovane. mi addormento tutta intirizzita sognando zucchine refrigerate e salsicce mantecate quando, al tepore del piumone, dopo un sonno di qualche ora, mi sveglio nel cuore della notte. una pipì, una pipì, una pipì... che a momenti la facevo sul posto. mi staglio nel buio e apro piano piano la porta, cercando di individuare in sistema braille l'entrata del bagno. entro, evacuo (ovviamente dirottando il flusso di urina sulle pareti del water, in modo da non fare rumore) ed esco come una ladra. ed è lì che l'infarto si nasconde insidioso.
-ilèèèè
a quel punto mi giro e vedo qualcosa che assomiglia a un essere umano venirmi incontro. per un attimo ho pensato fosse solo un errore di prospettiva. invece era lei. tutta avvolta nel suo pigiama grigio topomorto, con i capelli sconvolti e con un'aura indecifrabile che l'avvolgeva. qualcosa non mi convinceva della sua immagine ma a quell'ora non avevo voglia di star lì a guardare il pelo. soprattutto il suo, che è lungo e ispido. e potentino. coltivato a roba unta e rancida.
-ma porco cazzo, teresa, cosa ci fai alzata?
-mò devo andà a fà cose...
-che cose?
-pipì. anche tu?
-già dato.
-zenti...
-sì
-ci sta freddo in caza...
-da cosa l'hai capito?
-la caldaia non va!
-per forza non va. sei arrivata a casa alle 3 e non l'hai accesa! c'è una sottile e geniale differenza tra ON e OFF...
-ma io non ho poi tanto freddo...
è a quel punto che capisco. non stavo parlando con un primate ma con uno stand ambulante di vestiti. sopra al pigiamone grigio topomorto che mi perseguita da 2 anni, trovavano singolare abbinamento una giacca fucsia di lana, un paio di calzettoni pieni di pelucchi grumosi, una sciarpa con le frange e un oggetto che si stringeva al petto.
-cos'è che stringi al cuore con così tanto affetto?
-la borza dell'acqua calda. me la metto in fondo ai piedi. io tengo zempre freddo ai piedi e me la metto laggiù.
-ma ci devi anche pisciare con la boule?
-con che?
-con quella borsa lì!
a quel punto ho un sospetto atroce. so che è troppo tardi, la domanda l'ho già fatta. ho l'ansia che mi risponda: "ci piscio dentro così l'urina non va conzumata! così ho sempre un ricambio caldo da mettere ai piedi!". non dirlo, teresa, non dirlo. non dirlo, ti prego.
-no! si è raffreddata l'acqua e la rimetto via!
-ah! che sollievo! senti, ma che ci fai vestita come se andassi a cortina?
-mi copro!
-sai che hai ragione? dato che la natura ti ha dotato di uno scafandro umano poco generoso, almeno copri quello che può essere di disturbo alla quiete pubblica! brava. buonanotte.
e me ne vado a dormire, con la consapevolezza di aver formulato una serie di accostamenti linguistici che non ha capito. ma che sicuramente non le hanno disturbato il sonno. di disturbato, lei, ha ben altre cose. a partire dall'attività culinaria.
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
l'altra notte in casa c'era un gelo inumano. se la temperatura fosse scesa di un altro grado il gatto delle nevi sarebbe entrato a fare la rotta in casa. ad un certo punto mi è sembrato di veder passare l'orso della coca cola col pinguino de longhi. tra gatti, orsi, pinguini e mery terry in casa avevo un bello zoo.
mi sono rifugiata sotto le coperte sperando di riuscire a sopravvivere. e naturalmente sperando che mery terry non lo facesse. se moriva crionizzata si conservava anche giovane. mi addormento tutta intirizzita sognando zucchine refrigerate e salsicce mantecate quando, al tepore del piumone, dopo un sonno di qualche ora, mi sveglio nel cuore della notte. una pipì, una pipì, una pipì... che a momenti la facevo sul posto. mi staglio nel buio e apro piano piano la porta, cercando di individuare in sistema braille l'entrata del bagno. entro, evacuo (ovviamente dirottando il flusso di urina sulle pareti del water, in modo da non fare rumore) ed esco come una ladra. ed è lì che l'infarto si nasconde insidioso.
-ilèèèè
a quel punto mi giro e vedo qualcosa che assomiglia a un essere umano venirmi incontro. per un attimo ho pensato fosse solo un errore di prospettiva. invece era lei. tutta avvolta nel suo pigiama grigio topomorto, con i capelli sconvolti e con un'aura indecifrabile che l'avvolgeva. qualcosa non mi convinceva della sua immagine ma a quell'ora non avevo voglia di star lì a guardare il pelo. soprattutto il suo, che è lungo e ispido. e potentino. coltivato a roba unta e rancida.
-ma porco cazzo, teresa, cosa ci fai alzata?
-mò devo andà a fà cose...
-che cose?
-pipì. anche tu?
-già dato.
-zenti...
-sì
-ci sta freddo in caza...
-da cosa l'hai capito?
-la caldaia non va!
-per forza non va. sei arrivata a casa alle 3 e non l'hai accesa! c'è una sottile e geniale differenza tra ON e OFF...
-ma io non ho poi tanto freddo...
è a quel punto che capisco. non stavo parlando con un primate ma con uno stand ambulante di vestiti. sopra al pigiamone grigio topomorto che mi perseguita da 2 anni, trovavano singolare abbinamento una giacca fucsia di lana, un paio di calzettoni pieni di pelucchi grumosi, una sciarpa con le frange e un oggetto che si stringeva al petto.
-cos'è che stringi al cuore con così tanto affetto?
-la borza dell'acqua calda. me la metto in fondo ai piedi. io tengo zempre freddo ai piedi e me la metto laggiù.
-ma ci devi anche pisciare con la boule?
-con che?
-con quella borsa lì!
a quel punto ho un sospetto atroce. so che è troppo tardi, la domanda l'ho già fatta. ho l'ansia che mi risponda: "ci piscio dentro così l'urina non va conzumata! così ho sempre un ricambio caldo da mettere ai piedi!". non dirlo, teresa, non dirlo. non dirlo, ti prego.
-no! si è raffreddata l'acqua e la rimetto via!
-ah! che sollievo! senti, ma che ci fai vestita come se andassi a cortina?
-mi copro!
-sai che hai ragione? dato che la natura ti ha dotato di uno scafandro umano poco generoso, almeno copri quello che può essere di disturbo alla quiete pubblica! brava. buonanotte.
e me ne vado a dormire, con la consapevolezza di aver formulato una serie di accostamenti linguistici che non ha capito. ma che sicuramente non le hanno disturbato il sonno. di disturbato, lei, ha ben altre cose. a partire dall'attività culinaria.
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
09 gennaio 2003
ted bundy, andrei chikatilo, john wayne gacy.
jeffrey dahmer, donato bilancia, charles manson.
lo strangolatore di boston, unabomber, mery terry.
sono solo alcuni dei nomi dei serial killer più famosi della storia. e tutti hanno cominciato nello stesso modo: emulazione.
martedì sera rientro dalle vacanze ansiosa di rivedere la mia merry. e devo dire che l'ho trovata davvero male. ingrassata (non oso pensare a cosa ha trangugiato in questi giorni), brufolata (una colonia di pustole le infestava 1 guancia. una sola), trifolata, mantecata e scipita. forse anche un po' citrugna. ma se la preoccupazione per la sua salute fisica stentava ad avanzare, era per la visione di ciò che si stava preparando. alle 9 di sera cuoceva salsicce e patate arrosto sul fuoco. ma in una teglia da forno. sarà un nuovo modo di cucinare. omeopatico, forse. o forse psicopatico. direi la seconda.
-ilèèèèè...
-eccola! che suono soave!
-ciao!
-ciao, bentornata!
-zenti...
-dimmi (lo spirito del natale, un po' come ad uncle scrooge, mi era rimasto)...
-volevo dire...
-il lupo perde il pelo ma non il vizio: finiscile le frasi...
-ci sta il forno che non funziona. vedi un po' ze riesci a giustarlo?
-AGGiustarlo!
-che c'ha?
-influenza, catarro nelle bombole, fuliggine nelle vie respiratorie alte. che cazzo vuoi che sappia io? la spina è attaccata... probabile che la spia antiperditadigas sia rotta: il fuoco si accende ma poi si spegne subito...
-maronna... emmò che faccio?
-tipo... usare il fornello come stai già facendo?
-ma questa è carne bbuona. l'ho portata daggiù. è carne diggiù. la devo cozumare sennò va a male. sai che facciamo?
-scordatelo! io non mangio la tua carne perchè sennò la devi buttare! quella carne si è fatta 15 ore sulla freccia salentina, in una valigia, fuori dal frigo. non se ne parla neanche.
-però è peccato...
-dispiace un casino anche a me <- FALSA IPOCRITA DI MERDA
è a quel punto che noto, sul tavolino della cucina, un cellulare. nokia, 8310, cover blu. ravano nella mia borsa e cerco il mio. lo guardo come se lo vedessi per la prima volta: nokia, 8310, cover blu. nokia, nokia. 8310, 8310. cover blu, cover blu.
-teresa?
-zì?
-hai comprato il cellulare uguale al mio?
-ZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!! non zei contenta?
-non è che ne tragga 'sto gran vantaggio...
-mi piaceva
-immagino!
EMULAZIONE. il cellulare si unisce alla lista di oggetti che mery terry mi emula. senza contare che ogni 2x3 mi chiede spiegazioni sul telefonino come se fossi il manuale d'uso. EMULAZIONE. di bagnoschiuma, estetiste, orologi. EMULAZIONE. di pentole, cellulari e chissàchealtro. EMULAZIONE. e nella testa mi risuonano solo 3 parole: chikatilo, bundy, mery terry.
comunque adesso ho un po' paura
jeffrey dahmer, donato bilancia, charles manson.
lo strangolatore di boston, unabomber, mery terry.
sono solo alcuni dei nomi dei serial killer più famosi della storia. e tutti hanno cominciato nello stesso modo: emulazione.
martedì sera rientro dalle vacanze ansiosa di rivedere la mia merry. e devo dire che l'ho trovata davvero male. ingrassata (non oso pensare a cosa ha trangugiato in questi giorni), brufolata (una colonia di pustole le infestava 1 guancia. una sola), trifolata, mantecata e scipita. forse anche un po' citrugna. ma se la preoccupazione per la sua salute fisica stentava ad avanzare, era per la visione di ciò che si stava preparando. alle 9 di sera cuoceva salsicce e patate arrosto sul fuoco. ma in una teglia da forno. sarà un nuovo modo di cucinare. omeopatico, forse. o forse psicopatico. direi la seconda.
-ilèèèèè...
-eccola! che suono soave!
-ciao!
-ciao, bentornata!
-zenti...
-dimmi (lo spirito del natale, un po' come ad uncle scrooge, mi era rimasto)...
-volevo dire...
-il lupo perde il pelo ma non il vizio: finiscile le frasi...
-ci sta il forno che non funziona. vedi un po' ze riesci a giustarlo?
-AGGiustarlo!
-che c'ha?
-influenza, catarro nelle bombole, fuliggine nelle vie respiratorie alte. che cazzo vuoi che sappia io? la spina è attaccata... probabile che la spia antiperditadigas sia rotta: il fuoco si accende ma poi si spegne subito...
-maronna... emmò che faccio?
-tipo... usare il fornello come stai già facendo?
-ma questa è carne bbuona. l'ho portata daggiù. è carne diggiù. la devo cozumare sennò va a male. sai che facciamo?
-scordatelo! io non mangio la tua carne perchè sennò la devi buttare! quella carne si è fatta 15 ore sulla freccia salentina, in una valigia, fuori dal frigo. non se ne parla neanche.
-però è peccato...
-dispiace un casino anche a me <- FALSA IPOCRITA DI MERDA
è a quel punto che noto, sul tavolino della cucina, un cellulare. nokia, 8310, cover blu. ravano nella mia borsa e cerco il mio. lo guardo come se lo vedessi per la prima volta: nokia, 8310, cover blu. nokia, nokia. 8310, 8310. cover blu, cover blu.
-teresa?
-zì?
-hai comprato il cellulare uguale al mio?
-ZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!! non zei contenta?
-non è che ne tragga 'sto gran vantaggio...
-mi piaceva
-immagino!
EMULAZIONE. il cellulare si unisce alla lista di oggetti che mery terry mi emula. senza contare che ogni 2x3 mi chiede spiegazioni sul telefonino come se fossi il manuale d'uso. EMULAZIONE. di bagnoschiuma, estetiste, orologi. EMULAZIONE. di pentole, cellulari e chissàchealtro. EMULAZIONE. e nella testa mi risuonano solo 3 parole: chikatilo, bundy, mery terry.
comunque adesso ho un po' paura
07 gennaio 2003
eccomi qua, reduce da 15 giorni di vacanza e di astinenza da pc, internet e blog. e chisseloimmaginava che la befana mi avrebbe portato un premio? ebbene, grazie a personalità confusa scopro di aver vinto il premio come miglior blog umoristico dell'anno e come personaggio blog. non io, mery terry. quindi il viaggio premio che c'era in palio lo farò fare a lei. una bella vacanza nel cratere dello stromboli. da consumarsi preferibilmente entro domani. prima che si quieti, insomma.
tanto per dire che ringrazio sentitamente per questo award. mi riempie d'orgoglio. sono solo preoccupata per chi ha stilato la classifica. o è troppo buono o è reduce dal cottolengo. in quest'ultimo caso, devo averlo avuto vicino in corsia.
e così stasera rivedo la mia amata mery terry. che è diventata il mio nuovo modo di fare gli auguri. ai miei amici, per le feste, ho spedito: "merry terry christmas". solo a quelli che potevano capirne il senso, ovviamente.
lei, la vera terry, o mera terry, mi ha telefonato la sera della vigilia o giù di lì.
-ilèèèèèè
-chi parla?
-zò mariateresa!
-ma nella rubrica ho segnato un altro cellulare! tu non sei teresa! confessa: che ne hai fatto di lei? l'hai inghiottita?
ride
-zò io!
-ciaooooooo.... che c'è?
-zenti, ti volevo ringraziare per il penzierino che mi hai lasciato sul letto la mattina che sei partita!
precisazione del caso: la mattina che sono partita per le vacanze ho lasciato un regalino di natale a mery terry. gliel'ho appoggiato sul cuscino con un biglietto d'auguri (da vera bastarda sono stata tentatissima di scrivere anche a lei "merry terry christmas". ma poi si monta la testa. oppure -che è peggio- monta della panna che ormai è caglio o della maionese fatta con le uova che hanno già le piume. no grazie, meglio "tanti auguri" e basta). il regalo era EDUCATIVO. cerco sempre di fare regali utili. le ho donato un sacchetto di robe da mangiare. di quelle sane, fatte come dio comanda e soprattutto non rancide o scadute. c'era un po' di tutto dentro e ci ho infilato una scopetta, che dicono porti fortuna. ragazzi, era natale anche per me. il cuore non ha retto all'iniezione di bontà degli spot bauli.
-ti volevo dire... bella la scopetta!
-cazzo teresa, ti ho regalato uno sfracco di robe e tu noti la scopetta? fanculo, dovevi notare la roba da mangiare! <-QUESTO E' QUELLO CHE AVREI VOLUTO DIRE. IN REALTA' HO SOLO DETTO->
-figurati... è un pensierino!
-un bel penzierino!
-penSierino, con la S!
-penZierino! e io c'hoddetto?
-vabbeh... tutto bene?
-zì. allora buone feste. ci rivediamo l'anno prozzimo.
-augu...
click. e mette giù. una donna priva di qualsiasi rituale di commiato. mi ha mozzato gli auguri a metà. e mi ci gioco le palle che del mio regalo ha tenuto la scopetta e il resto l'ha buttato via. il mio terrore è che per ricambiare mi abbia portato in cambio delle schifezze potentine. che già fanno in schifo in partenza. figuriamoci dopo un viaggio di 15 ore sulla freccia salentina! saranno arrivate a piedi da sole!
tu non mi lasci mai
ti cerco e tu ... e tu ci sei
ti cerco e tu, mi dai quel che puoi
tanto per dire che ringrazio sentitamente per questo award. mi riempie d'orgoglio. sono solo preoccupata per chi ha stilato la classifica. o è troppo buono o è reduce dal cottolengo. in quest'ultimo caso, devo averlo avuto vicino in corsia.
e così stasera rivedo la mia amata mery terry. che è diventata il mio nuovo modo di fare gli auguri. ai miei amici, per le feste, ho spedito: "merry terry christmas". solo a quelli che potevano capirne il senso, ovviamente.
lei, la vera terry, o mera terry, mi ha telefonato la sera della vigilia o giù di lì.
-ilèèèèèè
-chi parla?
-zò mariateresa!
-ma nella rubrica ho segnato un altro cellulare! tu non sei teresa! confessa: che ne hai fatto di lei? l'hai inghiottita?
ride
-zò io!
-ciaooooooo.... che c'è?
-zenti, ti volevo ringraziare per il penzierino che mi hai lasciato sul letto la mattina che sei partita!
precisazione del caso: la mattina che sono partita per le vacanze ho lasciato un regalino di natale a mery terry. gliel'ho appoggiato sul cuscino con un biglietto d'auguri (da vera bastarda sono stata tentatissima di scrivere anche a lei "merry terry christmas". ma poi si monta la testa. oppure -che è peggio- monta della panna che ormai è caglio o della maionese fatta con le uova che hanno già le piume. no grazie, meglio "tanti auguri" e basta). il regalo era EDUCATIVO. cerco sempre di fare regali utili. le ho donato un sacchetto di robe da mangiare. di quelle sane, fatte come dio comanda e soprattutto non rancide o scadute. c'era un po' di tutto dentro e ci ho infilato una scopetta, che dicono porti fortuna. ragazzi, era natale anche per me. il cuore non ha retto all'iniezione di bontà degli spot bauli.
-ti volevo dire... bella la scopetta!
-cazzo teresa, ti ho regalato uno sfracco di robe e tu noti la scopetta? fanculo, dovevi notare la roba da mangiare! <-QUESTO E' QUELLO CHE AVREI VOLUTO DIRE. IN REALTA' HO SOLO DETTO->
-figurati... è un pensierino!
-un bel penzierino!
-penSierino, con la S!
-penZierino! e io c'hoddetto?
-vabbeh... tutto bene?
-zì. allora buone feste. ci rivediamo l'anno prozzimo.
-augu...
click. e mette giù. una donna priva di qualsiasi rituale di commiato. mi ha mozzato gli auguri a metà. e mi ci gioco le palle che del mio regalo ha tenuto la scopetta e il resto l'ha buttato via. il mio terrore è che per ricambiare mi abbia portato in cambio delle schifezze potentine. che già fanno in schifo in partenza. figuriamoci dopo un viaggio di 15 ore sulla freccia salentina! saranno arrivate a piedi da sole!
tu non mi lasci mai
ti cerco e tu ... e tu ci sei
ti cerco e tu, mi dai quel che puoi
19 dicembre 2002
PER LA GIOIA DI TUTTI... L'ANGOLO DI MERY TERRY
-ilèèèèèèè...
-lasciami entrare in casa
-volevo dire
-cosa?
-bù!
-sarebbe?
-bù... per farti paura!
-me la sto facendo sotto
e così varco la soglia di casa. inciampando nello stenditoio di mery terry. e buttando l'occhio sulle sue mutande per capire che taglia porta. lei insiste sulla 3a ma io sono convinta che sia 5a. sicuramente la 4a c'è. arrivo in camera, smollo borse, scripts e beta vari e mi impegno a essere buona. stasera niente cattiverie contro mery terry. così, armata di buoni propositi e di 1 kg di bicarbonato (si sa mai che tocchi di assaggiare qualcosa), entro in cucina.
-ilèèèèèèè
-ma non puoi finire la frase senza stopparti al vocativo?
-eh?
-dimmi!
-c'ho un zacco di cose da raccontarti..
-che culo!
-volevo farti vedere il giornale... ci stanno un zacco di offerte per fare regali
-ma questa è la pubblicità dell'esselunga... che regali vuoi che faccia? un panettone maina?
-no, però ci stanno i motta e i PAULANI a 1, 40 euro! li puoi regalare!
-ma ti pare che vado in giro a regalare panettoni? ai miei amici? e poi si dice PALUANI!
-mi zembrava... comunque ci sta pure lo spumante
-a 1,40 euro? sarà pipì di passero raccolto dalle foglie delle viti di asti...
-no, a 3 euro penzo...
-non mi interessa
-ci sta anche la carta iggiennica
-NOOOOOOOOOOOOOOO!
-iiiihhh, ti pulirai il culo?
-questo è vero
-ilèèè, comunque volevo dire
-va avanti, fai delle pause che sembri narcolettica
-eh?
-vai avanti, criiiisto!
-abbiamo fatto la tombolata oggi a scuuuuoooola
-e hai vinto?
-zì, mò ti faccio vedè i premi. c'erano gli zponzor di cernusco che regalavano cose bbelle.
-fa lo stesso se non me li fai vedere, raccontameli. ho immaginazione a sufficienza.
-no, te li voglio fà vedè. ho vinto una borza, una maglietta, un cappellino e un asciugamano firmati
-firmati da chi?
-uno stilista ma non lo conosco, forse tu lo sai
-e fammi vedere 'sti capi d'alta sartoria
esce tutta contenta di cucina. ritorna dopo 2 nanosecondi con in mano una sacca blu dalla quale estrae con orgoglio il contenuto.
-che marca è?
-teresa...
-zì?
-non ti voglio deludere ma non è uno stilista
-ma non vedi? ci sta la firma!
-teresa, su borsa, maglietta, cappellino e asciugamano c'è scritto "BODY STAR palestra".
-vuol dire che è il nome di una palestra?
-sagace!!!
-vabbeh, comunque ho fatto anche un ambo e un terno
-brava! e che hai vinto?
-una stella di natale e dei pennarelli
-brava, sono fiera di te.
e ritorna tronfia in camera a depositare gli oggetti della "body star palestra couture". ma torna con: funghi congelati, mais, ricotta, parmigiano e uova. per mischiarli sapientemente in una frittata.
-ilèèèèèè
-ma uffah...
-volevo dì...
-secondo te posso mangiare queste uova?
-sei grande, dovresti essere in grado di prendere queste decisioni da sola
-ma sono scadute da 10 giorni
a quel punto il dilemma.
ipotesi 1: le dico di mangiare le uova e lei si ammala di salmonella. me la levo dai coglioni per un po' e godo.
ipotesi 2: le dico di non mangiare le uova perchè sono scadute e fanno male.
difetto dell'ipotesi 1: se mery terry mangia le uova marce, sicuramente un batterio attacca anche me durante la cena. e quindi mi ritrovo a fianco a lei in ospedale per le feste.
difetto dell'ipotesi 2: se mery terry non mangia le uova è costretta ad inventarsi una nuova ricetta con gli ingredienti rimasti. più tossica delle uova marce.
alla fine opto per l'ipotesi 2 e le salvo la vita. convinta che me ne sarei pentita amaramente. invece questa volta dio mi stava guardando. e accade il miracolo.
incredula, vedo mery terry pigliare tutto, rimetterlo in frigo e friggersi 2 sanissimi sofficini. 2 sofficini findus. è proprio vero che creano il sorriso. il mio soprattutto. grazie dio, grazie signor findus, ovunque Lei sia. in norvegia a pescare tonno per il capitan findus, nell'olimpo a provare i 4 salti in padella, nella valle degli orti a rubare informazioni capitali alla concorrenza. grazie, ovunque Lei sia. a volte la vita è davvero meravigliosa. anche se sa di fritto.
arrivederci a questa sera
almeno spero di rivederti
-ilèèèèèèè...
-lasciami entrare in casa
-volevo dire
-cosa?
-bù!
-sarebbe?
-bù... per farti paura!
-me la sto facendo sotto
e così varco la soglia di casa. inciampando nello stenditoio di mery terry. e buttando l'occhio sulle sue mutande per capire che taglia porta. lei insiste sulla 3a ma io sono convinta che sia 5a. sicuramente la 4a c'è. arrivo in camera, smollo borse, scripts e beta vari e mi impegno a essere buona. stasera niente cattiverie contro mery terry. così, armata di buoni propositi e di 1 kg di bicarbonato (si sa mai che tocchi di assaggiare qualcosa), entro in cucina.
-ilèèèèèèè
-ma non puoi finire la frase senza stopparti al vocativo?
-eh?
-dimmi!
-c'ho un zacco di cose da raccontarti..
-che culo!
-volevo farti vedere il giornale... ci stanno un zacco di offerte per fare regali
-ma questa è la pubblicità dell'esselunga... che regali vuoi che faccia? un panettone maina?
-no, però ci stanno i motta e i PAULANI a 1, 40 euro! li puoi regalare!
-ma ti pare che vado in giro a regalare panettoni? ai miei amici? e poi si dice PALUANI!
-mi zembrava... comunque ci sta pure lo spumante
-a 1,40 euro? sarà pipì di passero raccolto dalle foglie delle viti di asti...
-no, a 3 euro penzo...
-non mi interessa
-ci sta anche la carta iggiennica
-NOOOOOOOOOOOOOOO!
-iiiihhh, ti pulirai il culo?
-questo è vero
-ilèèè, comunque volevo dire
-va avanti, fai delle pause che sembri narcolettica
-eh?
-vai avanti, criiiisto!
-abbiamo fatto la tombolata oggi a scuuuuoooola
-e hai vinto?
-zì, mò ti faccio vedè i premi. c'erano gli zponzor di cernusco che regalavano cose bbelle.
-fa lo stesso se non me li fai vedere, raccontameli. ho immaginazione a sufficienza.
-no, te li voglio fà vedè. ho vinto una borza, una maglietta, un cappellino e un asciugamano firmati
-firmati da chi?
-uno stilista ma non lo conosco, forse tu lo sai
-e fammi vedere 'sti capi d'alta sartoria
esce tutta contenta di cucina. ritorna dopo 2 nanosecondi con in mano una sacca blu dalla quale estrae con orgoglio il contenuto.
-che marca è?
-teresa...
-zì?
-non ti voglio deludere ma non è uno stilista
-ma non vedi? ci sta la firma!
-teresa, su borsa, maglietta, cappellino e asciugamano c'è scritto "BODY STAR palestra".
-vuol dire che è il nome di una palestra?
-sagace!!!
-vabbeh, comunque ho fatto anche un ambo e un terno
-brava! e che hai vinto?
-una stella di natale e dei pennarelli
-brava, sono fiera di te.
e ritorna tronfia in camera a depositare gli oggetti della "body star palestra couture". ma torna con: funghi congelati, mais, ricotta, parmigiano e uova. per mischiarli sapientemente in una frittata.
-ilèèèèèè
-ma uffah...
-volevo dì...
-secondo te posso mangiare queste uova?
-sei grande, dovresti essere in grado di prendere queste decisioni da sola
-ma sono scadute da 10 giorni
a quel punto il dilemma.
ipotesi 1: le dico di mangiare le uova e lei si ammala di salmonella. me la levo dai coglioni per un po' e godo.
ipotesi 2: le dico di non mangiare le uova perchè sono scadute e fanno male.
difetto dell'ipotesi 1: se mery terry mangia le uova marce, sicuramente un batterio attacca anche me durante la cena. e quindi mi ritrovo a fianco a lei in ospedale per le feste.
difetto dell'ipotesi 2: se mery terry non mangia le uova è costretta ad inventarsi una nuova ricetta con gli ingredienti rimasti. più tossica delle uova marce.
alla fine opto per l'ipotesi 2 e le salvo la vita. convinta che me ne sarei pentita amaramente. invece questa volta dio mi stava guardando. e accade il miracolo.
incredula, vedo mery terry pigliare tutto, rimetterlo in frigo e friggersi 2 sanissimi sofficini. 2 sofficini findus. è proprio vero che creano il sorriso. il mio soprattutto. grazie dio, grazie signor findus, ovunque Lei sia. in norvegia a pescare tonno per il capitan findus, nell'olimpo a provare i 4 salti in padella, nella valle degli orti a rubare informazioni capitali alla concorrenza. grazie, ovunque Lei sia. a volte la vita è davvero meravigliosa. anche se sa di fritto.
arrivederci a questa sera
almeno spero di rivederti
17 dicembre 2002
stamattina ero in centro a milano che passeggiavo per le vie strette e piene di auto. dovevo andare in assicurazione a versare il mio fondo pensione. a un certo punto mi sento leggera, come se camminassi a 10 cm da terra.
che delusione scoprire che stavo veramente camminando a 10 cm da terra, ma il motivo è che avevo pestato una bella merda di cane. avete presente cosa significhi pestare una merda di cane con le nike? ve lo spiego subito.
il 90% delle nike ha delle PROFONDE scanalature nella suola. il che significa che quando schiacci una cacca col piede, suddetta cacca si incastra profondamente e irrimediabilmente in suddette scanalature. se hai una suola di cuoio, bella pari, basta strisciare e strusciare la suola per terra o in un ciuffo d'erba e sei già pulito. ma se la merda si incunea bastardamente in una suola nike, sai già che puzzerai per tutta la giornata. a me la cacca si è incuneata. il che mi lascia solo 2 merdose alternative:
alternativa 1: mettere una maschera anti-gas, prendere uno stecchino da spiedino e ripercorrere con la sua punta tutte le scanalature della nike, facendo fuoriscire cacca fresca. così facendo posso riutilizzare a breve la scarpa ma mi ammalo di tifo e rogna, se mi va bene;
alternativa 2: aspettare che la cacca si secchi e sbattere la scarpa contro un muro finchè tutte le particelle di fecidicane, ormai ridotte a stato polveroso, si stacchino dalle pareti delle scanalature della suola della scarpa della nike. così facendo non mi ammalo ma non posso riutilizzare la scarpa prima di 15 giorni (i processi di solidificazione delle feci richiedono tempi lunghi e quel particolare cane doveva aver preso un colpo di freddo, per cui la cacchina era anche un po' molliccia).
chi girasse per il centro di milano intorno alle 10 deve aver visto una morettina che sfregava una scarpa nike contro un'aiuola protetta dal comune di milano. dovevo andare dal mio assicuratore, non potevo tornare a casa a cambiarmi. nè potevo girare milano a piedi lasciando un po' di cacca in ogni aiuola che trovavo. avrei voluto andare dall'assicuratore senza una scarpa, magari facendomi passare per una alternativa, che si veste un po' alla cazzo. ma rischiavo il congelamento e la conseguente amputazione del piede. alla fine sono andata dall'assicuratore con cacca e scarpa incluse. ma mentre gli parlavo tenevo il piede destro indietro. sembravo una ballerina in posizione. e se camminavo portavo sempre avanti la sinistra, in modo da lasciare la destra e la puzza in lieve svantaggio rispetto a me e al mio interlocutore. ho versato ciò che dovevo versare, l'ho salutato, fatto auguri di natale e sono uscita. continuando a trascinare il piede sull'asfalto per lasciarmi alle spalle quanta più merda possibile. e questa ennesima -è proprio il caso di dirlo- figura di merda.
o mare nero, mare nero, mare ne...
che delusione scoprire che stavo veramente camminando a 10 cm da terra, ma il motivo è che avevo pestato una bella merda di cane. avete presente cosa significhi pestare una merda di cane con le nike? ve lo spiego subito.
il 90% delle nike ha delle PROFONDE scanalature nella suola. il che significa che quando schiacci una cacca col piede, suddetta cacca si incastra profondamente e irrimediabilmente in suddette scanalature. se hai una suola di cuoio, bella pari, basta strisciare e strusciare la suola per terra o in un ciuffo d'erba e sei già pulito. ma se la merda si incunea bastardamente in una suola nike, sai già che puzzerai per tutta la giornata. a me la cacca si è incuneata. il che mi lascia solo 2 merdose alternative:
alternativa 1: mettere una maschera anti-gas, prendere uno stecchino da spiedino e ripercorrere con la sua punta tutte le scanalature della nike, facendo fuoriscire cacca fresca. così facendo posso riutilizzare a breve la scarpa ma mi ammalo di tifo e rogna, se mi va bene;
alternativa 2: aspettare che la cacca si secchi e sbattere la scarpa contro un muro finchè tutte le particelle di fecidicane, ormai ridotte a stato polveroso, si stacchino dalle pareti delle scanalature della suola della scarpa della nike. così facendo non mi ammalo ma non posso riutilizzare la scarpa prima di 15 giorni (i processi di solidificazione delle feci richiedono tempi lunghi e quel particolare cane doveva aver preso un colpo di freddo, per cui la cacchina era anche un po' molliccia).
chi girasse per il centro di milano intorno alle 10 deve aver visto una morettina che sfregava una scarpa nike contro un'aiuola protetta dal comune di milano. dovevo andare dal mio assicuratore, non potevo tornare a casa a cambiarmi. nè potevo girare milano a piedi lasciando un po' di cacca in ogni aiuola che trovavo. avrei voluto andare dall'assicuratore senza una scarpa, magari facendomi passare per una alternativa, che si veste un po' alla cazzo. ma rischiavo il congelamento e la conseguente amputazione del piede. alla fine sono andata dall'assicuratore con cacca e scarpa incluse. ma mentre gli parlavo tenevo il piede destro indietro. sembravo una ballerina in posizione. e se camminavo portavo sempre avanti la sinistra, in modo da lasciare la destra e la puzza in lieve svantaggio rispetto a me e al mio interlocutore. ho versato ciò che dovevo versare, l'ho salutato, fatto auguri di natale e sono uscita. continuando a trascinare il piede sull'asfalto per lasciarmi alle spalle quanta più merda possibile. e questa ennesima -è proprio il caso di dirlo- figura di merda.
o mare nero, mare nero, mare ne...
12 dicembre 2002
ieri sera, parlando col mio amico bellacci (non vi aspettate il link perché non lo so fare), mi è venuta in mente l'unica volta che sono uscita con mery terry. quest'estate.
eravamo sole in casa io e lei. giovanna non abitava ancora con noi e la nostra padrona di casa era all'ospedale. quindi anarchia completa. io volevo godermi l'appartamento e passare le serate e farmi bagni caldi con sali e tanta schiuma, a leggere sul terrazzo, a telefonare agli amici, a guardare tv. mery terry invece si annoiava. voleva uscire. probabilmente perché chiunque la conosca e viva con lei non appena vede i suoi modus operandi tende a barricarla in casa affinchè non arrechi danno alla società. e come un animale in gabbia, non appena scorge un pertugio, terry tenta di fuggire. come i panda dello zoo, insomma. solo che i panda sono bellini da vedere. e non soffrono di herpes. e soprattutto non cucinano.
a un certo punto io mi infilo la mia tuta onyx piena di stelline e colori e mi piazzo in camera ad ascoltare musica. ci scatta anche qualche passo di danza. e mentre piroetto allegra davanti al poster di candy candy, scorgo nello specchio la sagoma di mery terry. un po' come in profondo rosso. solo che quella era fiction. la mia era tremenda realtà.
-cosa vuoi?
-ilèèèèè...
-oh..
-usciamo?
-e perché mai?
-perché mi rombo a stare in casa
-ti rombi?
-mi rombo... mi scoccio...
-ahhhhhhhhhhhh! mi ROMPO!
-scendiamo a pigliarci un gelato?
-non mangio gelato
-un caffè
-non bevo caffè
-un aperitivo
-abbiamo già cenato: l'aperitivo si prende prima
-iiiiiiihhhhh, eccazzo! andiamo in paese a fare qualcosa...
-in paese? a "gorgonzola"? ha il nome di un formaggio che puzza: la dice lunga...
dopo minuti di trattative ho ceduto. mi sono infilata le puma rosse e sono uscita. appena arriviamo al ground zero del nostro palazzo io apro la macchina e salgo.
-eccheffai?
-salgo in auto. non volevi andare in centro?
-ma sò 2 chilometri! andiamo a piedi che ci facciamo una passeggiata!
-teresa, porco cazzo, non è un pellegrinaggio mariano! io 2 km a piedi non li faccio! perché poi c'è da tornare indietro...
-hai ragione, magari mi violentano
-tranquilla, questo rischio non lo corri... basta che il presunto stupratore abbia almeno 5 decimi per occhio e riconosce la truffa...
-eh?
-lascia perdere...
sale in auto e dopo 5 minuti siamo in centro. prendiamo un gelato. io 2 gusti per fare presto e finirlo in fretta, lei 2800 gusti in coppetta. così l'uscita si prolunga a dismisura. iniziamo a passeggiare leccando quei gelati cagosi e lei mi parla della sua vita a potenza, che lì ci si diverte, che quando è giù esce tutte le sere. arrivate in cima a un ponticello sotto cui scorre la martesana, inizia a dirmi che anni fa si è lasciata col fidanzato, che da lì ha iniziato a perdere i capelli, che le sono venuti i brufoli e che ha fatto una cura per l'eliminazione dei peli supeflui. non comprendendo che di superfluo nel mondo non ci sono solo i suoi peli ma tutta se stessa. e poi ha fatto una cura anticellulite spendendo un zacco di soldi, una cura dimagrante e gli impacchi per l'alopecia. un quadro clinico disperato. a un certo punto avevo voglia di tuffarmi di sotto tra le pantegane.
-teresa, mi dispiace...
-ecchevuòfà.. la vita...
-senti, dopo tutto quello che mi hai detto...
-zìììì...
-la tua vita a potenza, i tuoi giorni tristi, i tuoi giorni felici...
-zììì?
-ma perchè non sei rimasta giù?
e ride. non capisce e ride. dopodichè risaliamo in macchina, torniamo a casa e io vado a dormire. la serata mi aveva sfiancato.
-ilèèèèè...
-ma perché non finisci le frasi? che vuoi?
-buonanotte
-sì, dormi bene. ma dormi...
-non ho sonno. mi sa che sto alzata a fare qualcosa
-basta che non cucini, poi puoi fare tutto ciò che vuoi
-ilèèè...
-eccheppalle! finiscile 'ste frasi! che c'è adesso?
-magari un'altra sera usciamo
-sì. il gelato l'abbiamo già preso. magari quest'inverno ti porto a bere una cioccolata calda al bar. poi non se ne riparla fino allo scioglimento dei ghiacciai in primavera.
-devi sbrinare il frigo?
-prego?
-devi sbrinare la ghiacciaia?
-i ghiacciai! quelli d'alta montagna!
-lo zapevo! scherzavo!
-veramente?
-zì
-beh, è bello sapere che ogni tanto si sbrina anche il tuo sense of humour... notte
-notte
e le luci si spensero sull'enorme città che puzzava di formaggio con la muffa.
il carretto passava e quell'uomo gridava "gelati"
eravamo sole in casa io e lei. giovanna non abitava ancora con noi e la nostra padrona di casa era all'ospedale. quindi anarchia completa. io volevo godermi l'appartamento e passare le serate e farmi bagni caldi con sali e tanta schiuma, a leggere sul terrazzo, a telefonare agli amici, a guardare tv. mery terry invece si annoiava. voleva uscire. probabilmente perché chiunque la conosca e viva con lei non appena vede i suoi modus operandi tende a barricarla in casa affinchè non arrechi danno alla società. e come un animale in gabbia, non appena scorge un pertugio, terry tenta di fuggire. come i panda dello zoo, insomma. solo che i panda sono bellini da vedere. e non soffrono di herpes. e soprattutto non cucinano.
a un certo punto io mi infilo la mia tuta onyx piena di stelline e colori e mi piazzo in camera ad ascoltare musica. ci scatta anche qualche passo di danza. e mentre piroetto allegra davanti al poster di candy candy, scorgo nello specchio la sagoma di mery terry. un po' come in profondo rosso. solo che quella era fiction. la mia era tremenda realtà.
-cosa vuoi?
-ilèèèèè...
-oh..
-usciamo?
-e perché mai?
-perché mi rombo a stare in casa
-ti rombi?
-mi rombo... mi scoccio...
-ahhhhhhhhhhhh! mi ROMPO!
-scendiamo a pigliarci un gelato?
-non mangio gelato
-un caffè
-non bevo caffè
-un aperitivo
-abbiamo già cenato: l'aperitivo si prende prima
-iiiiiiihhhhh, eccazzo! andiamo in paese a fare qualcosa...
-in paese? a "gorgonzola"? ha il nome di un formaggio che puzza: la dice lunga...
dopo minuti di trattative ho ceduto. mi sono infilata le puma rosse e sono uscita. appena arriviamo al ground zero del nostro palazzo io apro la macchina e salgo.
-eccheffai?
-salgo in auto. non volevi andare in centro?
-ma sò 2 chilometri! andiamo a piedi che ci facciamo una passeggiata!
-teresa, porco cazzo, non è un pellegrinaggio mariano! io 2 km a piedi non li faccio! perché poi c'è da tornare indietro...
-hai ragione, magari mi violentano
-tranquilla, questo rischio non lo corri... basta che il presunto stupratore abbia almeno 5 decimi per occhio e riconosce la truffa...
-eh?
-lascia perdere...
sale in auto e dopo 5 minuti siamo in centro. prendiamo un gelato. io 2 gusti per fare presto e finirlo in fretta, lei 2800 gusti in coppetta. così l'uscita si prolunga a dismisura. iniziamo a passeggiare leccando quei gelati cagosi e lei mi parla della sua vita a potenza, che lì ci si diverte, che quando è giù esce tutte le sere. arrivate in cima a un ponticello sotto cui scorre la martesana, inizia a dirmi che anni fa si è lasciata col fidanzato, che da lì ha iniziato a perdere i capelli, che le sono venuti i brufoli e che ha fatto una cura per l'eliminazione dei peli supeflui. non comprendendo che di superfluo nel mondo non ci sono solo i suoi peli ma tutta se stessa. e poi ha fatto una cura anticellulite spendendo un zacco di soldi, una cura dimagrante e gli impacchi per l'alopecia. un quadro clinico disperato. a un certo punto avevo voglia di tuffarmi di sotto tra le pantegane.
-teresa, mi dispiace...
-ecchevuòfà.. la vita...
-senti, dopo tutto quello che mi hai detto...
-zìììì...
-la tua vita a potenza, i tuoi giorni tristi, i tuoi giorni felici...
-zììì?
-ma perchè non sei rimasta giù?
e ride. non capisce e ride. dopodichè risaliamo in macchina, torniamo a casa e io vado a dormire. la serata mi aveva sfiancato.
-ilèèèèè...
-ma perché non finisci le frasi? che vuoi?
-buonanotte
-sì, dormi bene. ma dormi...
-non ho sonno. mi sa che sto alzata a fare qualcosa
-basta che non cucini, poi puoi fare tutto ciò che vuoi
-ilèèè...
-eccheppalle! finiscile 'ste frasi! che c'è adesso?
-magari un'altra sera usciamo
-sì. il gelato l'abbiamo già preso. magari quest'inverno ti porto a bere una cioccolata calda al bar. poi non se ne riparla fino allo scioglimento dei ghiacciai in primavera.
-devi sbrinare il frigo?
-prego?
-devi sbrinare la ghiacciaia?
-i ghiacciai! quelli d'alta montagna!
-lo zapevo! scherzavo!
-veramente?
-zì
-beh, è bello sapere che ogni tanto si sbrina anche il tuo sense of humour... notte
-notte
e le luci si spensero sull'enorme città che puzzava di formaggio con la muffa.
il carretto passava e quell'uomo gridava "gelati"
09 dicembre 2002
volevo approfittare di questo spazio -che è mio- per lanciare un appello.
salviamo la particella di sodio dell'acqua lete.
mi fa così pena lì, in eremitaggio (che non è la stessa cosa di "hermitage"), a farsi la battaglia navale da sola, a cercare amici nelle bollicine di anidride carbonica che non se la filano manco per la cippa di cazzo (che snob), a dire "buonasera" all'ossigeno, a giocare ai solitari. e poverina! non incontrerà mai nessuno, non ha il pc, non può ascoltare musica. è lì che si annoia e basta. allora mi dico:
che cazzo ce l'hanno messa a fare i signori Lete? ce ne hanno tolte 23987 di particelle di sodio, non potevano togliere anche quella? che crudeltà lasciarla in balia delle onde! eccheccaspita!
propongo dunque di procurare al più presto una compagna alla particella di sodio dell'acqua lete. di infilarla nella bottiglia e lasciarcela per sempre. io ce ne avrei una che fa al caso suo. si chiama mery terry. e con sè porterà particelle di grasso, pus, herpes, formaggio, pancetta, ceretta a freddo, capelli unti, cellulite, sopressata, pizza di patate, pastiera, fagioli, burro e nutella, salsiccia sott'olio, inzalata, frittata di ricotta, zucchine e melanzane. se siamo in alta stagione, anche scamorza burrata e zanzare oleate. direi che ce n'è abbastanza per un villaggio vacanze. un vero calcio alla solitudine.
sento una canzone dolce in fondo al cuor
quando penso a maria
salviamo la particella di sodio dell'acqua lete.
mi fa così pena lì, in eremitaggio (che non è la stessa cosa di "hermitage"), a farsi la battaglia navale da sola, a cercare amici nelle bollicine di anidride carbonica che non se la filano manco per la cippa di cazzo (che snob), a dire "buonasera" all'ossigeno, a giocare ai solitari. e poverina! non incontrerà mai nessuno, non ha il pc, non può ascoltare musica. è lì che si annoia e basta. allora mi dico:
che cazzo ce l'hanno messa a fare i signori Lete? ce ne hanno tolte 23987 di particelle di sodio, non potevano togliere anche quella? che crudeltà lasciarla in balia delle onde! eccheccaspita!
propongo dunque di procurare al più presto una compagna alla particella di sodio dell'acqua lete. di infilarla nella bottiglia e lasciarcela per sempre. io ce ne avrei una che fa al caso suo. si chiama mery terry. e con sè porterà particelle di grasso, pus, herpes, formaggio, pancetta, ceretta a freddo, capelli unti, cellulite, sopressata, pizza di patate, pastiera, fagioli, burro e nutella, salsiccia sott'olio, inzalata, frittata di ricotta, zucchine e melanzane. se siamo in alta stagione, anche scamorza burrata e zanzare oleate. direi che ce n'è abbastanza per un villaggio vacanze. un vero calcio alla solitudine.
sento una canzone dolce in fondo al cuor
quando penso a maria
tranquilli, non ho nulla. probabilmente l'olio alle zanzare fa bene alla pelle. o forse le zanzare cotte sono un'antica ricetta maori. che so. comunque non ho nè la dissenteria, nè la colite, nè il tunnel carpale. l'esofagite ce l'avevo già quindi non fa testo.
venerdì rientro a casa dopo una settimana allucinante. ero ansiosa di dormire fino a che il corpo ne aveva bisogno. poi mi viene in mente che devo andare e vendere le stelle di beneficienza dell'ail e che per 2 giorni mi alzerò alle 8, starò al freddo per 12 ore ma almeno raccoglierò fondi. un week end partito male.
venerdì sera rientro tardi, dicevo, e vedo una foto sul comò in camera mia.
-mamma, cos'è questa?
-una foto di quando siamo andati a venezia 20 anni fa io, te e papà
-odio quella vacanza, lo sai
-non è stato un bel periodo per te, vero?
-no. odio quelle foto di venezia e odio le mie foto in generale.
-ma sei così bellina...
vabbeh, ogni scarrafone...
-mamma, mi dici una cosa?
-dimmi...
-perché hai messo questa foto in cornice?
-perchè ci sei tu che aspetti il traghetto e io dietro che ti metto una mano sulla spalla
-mamma...
-dimmi
-non voglio che tu ti arrabbi. me lo prometti?
-cos'hai fatto?
-prima promettimi che non ti arrabbi
-dai, non mi arrabbio
-mamma... quella foto...
-sì
-quella non sono io
-come non sei tu? hai il cappellino da gondoliere
-mamma, TUTTI a venezia comprano il cappellino da gondoliere
-e non sei tu quella? vorresti dire che non riconosco mia figlia? ma per chi mi hai preso?
-mamma
-cosa vuoi
-c'è un'altra cosa
-non mi parlare che sono arrabbiata
-ma mi avevi detto che non ti arrabbiavi!
-ma tu dici che non ti riconosco in foto!
-ma è vero! e poi...
-sei proprio polemica
-non sono polemica! è che quella dietro con la mano sulla spalla...
-eh...
-...non sei tu!
-beh mo sei cretina?
-ti giuro! deve essere una foto scattata per sbaglio!
mia mamma si infila gli occhiali. che per orgoglio non mette mai perché dice che gli occhiali invecchiano. e scruta la foto. e siccome per orgoglio non ammetterebbe mai di aver sbagliato, mi fa:
-senti polemichina, se non ti piace la tolgo dalla cornice.
-mamma, la togli perché hai visto che non c'è nessuno di noi in quella foto...
-non è vero! polemica che non sei altro!
-vabbeh, hai ragione tu. vado a dormire che domani devo vendere le stelle.
-eh, va mo là, cuccarini...
dovete sapere che mia mamma, quando vuole darmi della rincoglionita (cosa che sono senza ombra di dubbio) mi chiama in modi bizzarri:
-locomotiva: perchè quando sono arrabbiata sbuffo in continuazione
-coca cola: perchè mia nonna lo diceva a lei. 50 anni fa la coca cola era qualcosa di sconosciuto, il simbolo dell'america che avanzava. un'america stupida e caciarona. quindi dirmi coca cola equivale a dirmi "stupidella"
-cuccarini: onomatopea. in emiliano "incuclida" significa stordita, sbadata, assente. incuclida e cuccarini hanno suoni simili e quindi mia mamma ha creato un neologismo.
-milanesa: cioè milanese. quando correggo mia mamma perchè ha sbagliato qualcosa ci scatta un "è arrivata la milanesa", come a dire "è arrivata quella della grande città". che poi a milano mi considerano tutti la campagnola bella. quindi è un tunnel da cui non uscirò mai. praticamente sono apolide in italia. un caso raro.
se mi aiuti son certa che io ne
verrò fuori
venerdì rientro a casa dopo una settimana allucinante. ero ansiosa di dormire fino a che il corpo ne aveva bisogno. poi mi viene in mente che devo andare e vendere le stelle di beneficienza dell'ail e che per 2 giorni mi alzerò alle 8, starò al freddo per 12 ore ma almeno raccoglierò fondi. un week end partito male.
venerdì sera rientro tardi, dicevo, e vedo una foto sul comò in camera mia.
-mamma, cos'è questa?
-una foto di quando siamo andati a venezia 20 anni fa io, te e papà
-odio quella vacanza, lo sai
-non è stato un bel periodo per te, vero?
-no. odio quelle foto di venezia e odio le mie foto in generale.
-ma sei così bellina...
vabbeh, ogni scarrafone...
-mamma, mi dici una cosa?
-dimmi...
-perché hai messo questa foto in cornice?
-perchè ci sei tu che aspetti il traghetto e io dietro che ti metto una mano sulla spalla
-mamma...
-dimmi
-non voglio che tu ti arrabbi. me lo prometti?
-cos'hai fatto?
-prima promettimi che non ti arrabbi
-dai, non mi arrabbio
-mamma... quella foto...
-sì
-quella non sono io
-come non sei tu? hai il cappellino da gondoliere
-mamma, TUTTI a venezia comprano il cappellino da gondoliere
-e non sei tu quella? vorresti dire che non riconosco mia figlia? ma per chi mi hai preso?
-mamma
-cosa vuoi
-c'è un'altra cosa
-non mi parlare che sono arrabbiata
-ma mi avevi detto che non ti arrabbiavi!
-ma tu dici che non ti riconosco in foto!
-ma è vero! e poi...
-sei proprio polemica
-non sono polemica! è che quella dietro con la mano sulla spalla...
-eh...
-...non sei tu!
-beh mo sei cretina?
-ti giuro! deve essere una foto scattata per sbaglio!
mia mamma si infila gli occhiali. che per orgoglio non mette mai perché dice che gli occhiali invecchiano. e scruta la foto. e siccome per orgoglio non ammetterebbe mai di aver sbagliato, mi fa:
-senti polemichina, se non ti piace la tolgo dalla cornice.
-mamma, la togli perché hai visto che non c'è nessuno di noi in quella foto...
-non è vero! polemica che non sei altro!
-vabbeh, hai ragione tu. vado a dormire che domani devo vendere le stelle.
-eh, va mo là, cuccarini...
dovete sapere che mia mamma, quando vuole darmi della rincoglionita (cosa che sono senza ombra di dubbio) mi chiama in modi bizzarri:
-locomotiva: perchè quando sono arrabbiata sbuffo in continuazione
-coca cola: perchè mia nonna lo diceva a lei. 50 anni fa la coca cola era qualcosa di sconosciuto, il simbolo dell'america che avanzava. un'america stupida e caciarona. quindi dirmi coca cola equivale a dirmi "stupidella"
-cuccarini: onomatopea. in emiliano "incuclida" significa stordita, sbadata, assente. incuclida e cuccarini hanno suoni simili e quindi mia mamma ha creato un neologismo.
-milanesa: cioè milanese. quando correggo mia mamma perchè ha sbagliato qualcosa ci scatta un "è arrivata la milanesa", come a dire "è arrivata quella della grande città". che poi a milano mi considerano tutti la campagnola bella. quindi è un tunnel da cui non uscirò mai. praticamente sono apolide in italia. un caso raro.
se mi aiuti son certa che io ne
verrò fuori
05 dicembre 2002
ieri è stata una giornata terrificante. ho lavorato in studio per registrare le puntate del mio programma ed è andato tutto liscio. ma alle 8 di sera, carica dei materiali di scenografia, mi scivola da qualche parte un auricolare di scena. che vale soldi. disperata lo cerco in uno studio di 300mq senza sapere dov'era. e se non lo trovavo, oggi non si registrava. tutti i miei colleghi si sono fermati per aiutarmi e alla fine è saltato fuori, questo stronzissimo pezzo di plastica di 1 cm quadrato.
stremata arrivo a casa, stressata dalla virtuale perdita del cazzillo auricolare ma felice ed entusiasta per averlo ritrovato. entro in casa, butto le borse sul letto e vado in cucina per riempirmi il pancino. c'era tutta la mia famiglia milanese. mi fermo a 1 cm da mery terry che urla:
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèè! fermaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
mi blocco di scatto credendo di aver camminato su un pavimento bagnato, di aver pestato una lente a contatto, di aver schiacciato un riccio, un gatto, un topo.
-teresa, sono a 1 metro da te. anche se non urli ti sento.
-ti volevo dire...
-finisci 'sta frase
-ti volevo dire che ho fatto le mie zucchine. se le vuoi sono sul fornello.
aver ritrovato l'auricolare significava dover fare un voto, un fioretto. quindi ho accettato di buon grado e ho trangugiato le zucchine alla centrifugata di formaggio di mery terry. lo devo a nostro signore del camembert.
-ilè, come sò?
-tu o le zucchine?
-le zucchine, scema
-buonisssssime
-non è vero
-come no? te lo dico io!
-no, le ho saggiate
-assaggiate
-le ho saggiate e sò scipite e citrugne
-prego?
-sò scipite e citrugne
-teresa, non hai ancora la pagina 777 che ti passa sotto. quindi traduci in un linguaggio comprensibile per la nazione.
-scipite, inzipide...
-e citrugne?
-citrugne!
-ma cosa vuol dire?
-citrugne, che sòvvenute citrugne.
ci rinuncio. sant'antonio mi aveva già fatto la grazia di farmi ritrovare l'auricolare. non è che potevo pretendere l'italiano per mery terry. e mi trangugio il suo frappè di brie, scamorza, burrino e chissà che altro. con il conforto che a un certo punto mi dice:
-stavolta non ci ho messo pancetta, ci stanno prosciutto crudo e cotto
che culo. distrutta dalla giornata e dalla sconfitta morale di aver ceduto alle lusinghe di mery terry, sparecchio e lavo i piatti in fretta, ciucciandomi Incantesimo di cui mery terry conosce tutta la genealogia. l'unico momento in cui mi sono un attimo svegliata è stato nel promo di porta a porta, quando vespa ha presentato i suoi ospiti.
bruno vespa: stasera con noi enrico letta
mery terry: ah? che ha detto? nicoletta? c'ha il nome da femmina!
io: cazzo, mery terry, enrico letta!
terry: ahhhhhhhhhhhhh, penzavo...
dopodichè ripiombo nel torpore di incantesimo, guardandomi in giro nella speranza di far passare quel noioso tempo. ed è lì che, a un certo punto, vedo sul frigo un vaso bormioli di bormioli rocco e figli. pieno d'olio. ma di un colore tra il verde e il rosa. e con delle zanzare dentro che avevano messo su famiglia e costruito una casa di ringhiera.
-teresa?
-zì?
-che cazzo è quell'olio?
-è olio bbuuuono?
-estratto da quale frutto tropicale?
ride.
-teresa, è da buttare?
-no, è bbuuono.
-ma perchè è verde e rosa?
-ci stavano le melanzane
-ma quest'anno non abbiamo mai mangiato melanzane
-'nfatti. sono le melanzane che ha portato mia madre l'anno scorso. sò di 2 anni fa
- e cosa tieni l'olio a fare? non vedi che ci sono gli insetti dentro e non senti che è rancido?
-chevvuoldire rancido?
-andato a male, cazzomerda!
-ohhhhhhh, buttalo allora. penzavo che era bbuuono. peccato però, va sprecato
-meglio che doverlo mangiare!
-ma l'abbiamo già mangiato
-in che senso?
fotogramma precedente: io che guardo l'olio
fotogramma successivo: io guardo la teglia delle zucchine e collego zucchine->olio= zanzare nella mia pancia
-ma porca puttana, teresa...
-ecchessaràmmai!
-tifo, colera, elicobacter, intossicazione alimentare...
-eh, le ho mangiate pure io...
-ma porca troia, per una volta che mangio le tue zucchine ci metti le zanzare e l'olio rancido
-non è vero che le hai mangiate per la prima volta. le hai mangiate anche quando ci stava mia madre.
-non è una consolazione. e nemmeno una valida cura. vado a farmi l'antitetanica.
ride. porca troia. io morirò di colite e lei vivrà felice. anzi, no. perchè se ha ripreso a fare le sue schifezze significa che si è mollata col tipo. quindi son tutti cazzi miei adesso. oltre al danno, la beffa. e i baffi: quelli che mery terry si brucia col laser dalla mia estetista.
però volersi bene no partecipare
è difficile quasi come volare
stremata arrivo a casa, stressata dalla virtuale perdita del cazzillo auricolare ma felice ed entusiasta per averlo ritrovato. entro in casa, butto le borse sul letto e vado in cucina per riempirmi il pancino. c'era tutta la mia famiglia milanese. mi fermo a 1 cm da mery terry che urla:
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèè! fermaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
mi blocco di scatto credendo di aver camminato su un pavimento bagnato, di aver pestato una lente a contatto, di aver schiacciato un riccio, un gatto, un topo.
-teresa, sono a 1 metro da te. anche se non urli ti sento.
-ti volevo dire...
-finisci 'sta frase
-ti volevo dire che ho fatto le mie zucchine. se le vuoi sono sul fornello.
aver ritrovato l'auricolare significava dover fare un voto, un fioretto. quindi ho accettato di buon grado e ho trangugiato le zucchine alla centrifugata di formaggio di mery terry. lo devo a nostro signore del camembert.
-ilè, come sò?
-tu o le zucchine?
-le zucchine, scema
-buonisssssime
-non è vero
-come no? te lo dico io!
-no, le ho saggiate
-assaggiate
-le ho saggiate e sò scipite e citrugne
-prego?
-sò scipite e citrugne
-teresa, non hai ancora la pagina 777 che ti passa sotto. quindi traduci in un linguaggio comprensibile per la nazione.
-scipite, inzipide...
-e citrugne?
-citrugne!
-ma cosa vuol dire?
-citrugne, che sòvvenute citrugne.
ci rinuncio. sant'antonio mi aveva già fatto la grazia di farmi ritrovare l'auricolare. non è che potevo pretendere l'italiano per mery terry. e mi trangugio il suo frappè di brie, scamorza, burrino e chissà che altro. con il conforto che a un certo punto mi dice:
-stavolta non ci ho messo pancetta, ci stanno prosciutto crudo e cotto
che culo. distrutta dalla giornata e dalla sconfitta morale di aver ceduto alle lusinghe di mery terry, sparecchio e lavo i piatti in fretta, ciucciandomi Incantesimo di cui mery terry conosce tutta la genealogia. l'unico momento in cui mi sono un attimo svegliata è stato nel promo di porta a porta, quando vespa ha presentato i suoi ospiti.
bruno vespa: stasera con noi enrico letta
mery terry: ah? che ha detto? nicoletta? c'ha il nome da femmina!
io: cazzo, mery terry, enrico letta!
terry: ahhhhhhhhhhhhh, penzavo...
dopodichè ripiombo nel torpore di incantesimo, guardandomi in giro nella speranza di far passare quel noioso tempo. ed è lì che, a un certo punto, vedo sul frigo un vaso bormioli di bormioli rocco e figli. pieno d'olio. ma di un colore tra il verde e il rosa. e con delle zanzare dentro che avevano messo su famiglia e costruito una casa di ringhiera.
-teresa?
-zì?
-che cazzo è quell'olio?
-è olio bbuuuono?
-estratto da quale frutto tropicale?
ride.
-teresa, è da buttare?
-no, è bbuuono.
-ma perchè è verde e rosa?
-ci stavano le melanzane
-ma quest'anno non abbiamo mai mangiato melanzane
-'nfatti. sono le melanzane che ha portato mia madre l'anno scorso. sò di 2 anni fa
- e cosa tieni l'olio a fare? non vedi che ci sono gli insetti dentro e non senti che è rancido?
-chevvuoldire rancido?
-andato a male, cazzomerda!
-ohhhhhhh, buttalo allora. penzavo che era bbuuono. peccato però, va sprecato
-meglio che doverlo mangiare!
-ma l'abbiamo già mangiato
-in che senso?
fotogramma precedente: io che guardo l'olio
fotogramma successivo: io guardo la teglia delle zucchine e collego zucchine->olio= zanzare nella mia pancia
-ma porca puttana, teresa...
-ecchessaràmmai!
-tifo, colera, elicobacter, intossicazione alimentare...
-eh, le ho mangiate pure io...
-ma porca troia, per una volta che mangio le tue zucchine ci metti le zanzare e l'olio rancido
-non è vero che le hai mangiate per la prima volta. le hai mangiate anche quando ci stava mia madre.
-non è una consolazione. e nemmeno una valida cura. vado a farmi l'antitetanica.
ride. porca troia. io morirò di colite e lei vivrà felice. anzi, no. perchè se ha ripreso a fare le sue schifezze significa che si è mollata col tipo. quindi son tutti cazzi miei adesso. oltre al danno, la beffa. e i baffi: quelli che mery terry si brucia col laser dalla mia estetista.
però volersi bene no partecipare
è difficile quasi come volare
03 dicembre 2002
settimana scorsa è stata una tragedia. milano era sommersa di acqua e io di mery terry. giovanna era malata e non è salita. così avevo mery terry tutta per me. che culo.
martedì sera è straripato il canale di fronte a casa mia e hanno tolto elettricità al quartiere. il che ha significato stare una giornata e una nottata senza luce, acqua calda, riscaldamento e tv. il che ha significato non avere quelle cose indispensabili nella vita moderna: la lucina del forno, la lampada a stella sul mio comodino, l'arricciacapelli funzionante. son cose che ti segnano. l'unica cosa positiva è che il frigo non andava. e a mery terry, che ha congelato provviste sufficienti per sostenere il genere umano in caso di una guerra nucleare, gli è andato a male quasi tutto. ha provato a dirmi:
-senti
-oh...
-la roba nel frigo e nel freezer vaammale (è tipico della sua cadenza potentina fare enjambement poco poetici)
-io non ho quasi niente in frigo...
-ma io ho tutti i piselli (lei "piselli" lo dice con la "e" chiusa, come elmo, elena, edema)
-e vabbeh, li butterai
-che ti sei 'mbazzita? li mangiamo
-non hai capito proprio cazzo. i tuoi piselli non li mangio
-eh, ma così poi li devo buttare..
-senti, io sono contraria a chi fa provviste da magazzino all'ingrosso
-ecchvvuoldire?
-che io non mangio i tuoi piselli solo perchè li dobbiamo finire. che poi divento come woyzeck di schnitzler.
mi è scappata. la citazione dotta mi è scappata. quando faccio le citazioni dotte vuol dire che sono fuori di me. è un po' come affermare che la cucina emiliana è razza ariana rispetto a quella potentina. e soprattutto ai piselli. con la "e" chiusa. non volevo.
-che hai detto?
-niente. comunque i tuoi piselli non li mangio.
-senti...
-NON LI MANGIOOOOO!
-volevo chiederti
-di' pure, basta che non mi offri melanzane o i tuoi sformati di avanzi di frigo e scamorza o le tue frittate di brie e pancetta
-macchè! mica ci sta la scamorza nello sfornato!
-SFORMATO! con la M!
-ma se una robba se ne esce dal forno è sfornata!
-sì, ma il piatto è SFORMATO! uffah, cosa volevi?
-visto che siamo al buio e abbiamo solo 3 candele...
-eh...
-giochiamo a carte?
che bello. una seratona, proprio. passata a giocare a scala con mery terry che mi diceva "scendi le carte" e che chiudeva tutte le sante volte. non sono riuscita a piazzare un tris. e lei tutta contenta che cantava mentre vinceva. non vi dico cosa cantava perchè non lo so. non capivo la lingua. e alla fine ho tratto un'amara conclusione. tutto questo culo al gioco significa che non ha fortuna in amore. quindi l'uomo che la sta facendo uscire non la rende felice. cazzo, tutto da rifare. e si riparte con intrugli e colate di formaggio. porco cazzo, non c'è mai fine al peggio.
il buio ci trovò vicini
martedì sera è straripato il canale di fronte a casa mia e hanno tolto elettricità al quartiere. il che ha significato stare una giornata e una nottata senza luce, acqua calda, riscaldamento e tv. il che ha significato non avere quelle cose indispensabili nella vita moderna: la lucina del forno, la lampada a stella sul mio comodino, l'arricciacapelli funzionante. son cose che ti segnano. l'unica cosa positiva è che il frigo non andava. e a mery terry, che ha congelato provviste sufficienti per sostenere il genere umano in caso di una guerra nucleare, gli è andato a male quasi tutto. ha provato a dirmi:
-senti
-oh...
-la roba nel frigo e nel freezer vaammale (è tipico della sua cadenza potentina fare enjambement poco poetici)
-io non ho quasi niente in frigo...
-ma io ho tutti i piselli (lei "piselli" lo dice con la "e" chiusa, come elmo, elena, edema)
-e vabbeh, li butterai
-che ti sei 'mbazzita? li mangiamo
-non hai capito proprio cazzo. i tuoi piselli non li mangio
-eh, ma così poi li devo buttare..
-senti, io sono contraria a chi fa provviste da magazzino all'ingrosso
-ecchvvuoldire?
-che io non mangio i tuoi piselli solo perchè li dobbiamo finire. che poi divento come woyzeck di schnitzler.
mi è scappata. la citazione dotta mi è scappata. quando faccio le citazioni dotte vuol dire che sono fuori di me. è un po' come affermare che la cucina emiliana è razza ariana rispetto a quella potentina. e soprattutto ai piselli. con la "e" chiusa. non volevo.
-che hai detto?
-niente. comunque i tuoi piselli non li mangio.
-senti...
-NON LI MANGIOOOOO!
-volevo chiederti
-di' pure, basta che non mi offri melanzane o i tuoi sformati di avanzi di frigo e scamorza o le tue frittate di brie e pancetta
-macchè! mica ci sta la scamorza nello sfornato!
-SFORMATO! con la M!
-ma se una robba se ne esce dal forno è sfornata!
-sì, ma il piatto è SFORMATO! uffah, cosa volevi?
-visto che siamo al buio e abbiamo solo 3 candele...
-eh...
-giochiamo a carte?
che bello. una seratona, proprio. passata a giocare a scala con mery terry che mi diceva "scendi le carte" e che chiudeva tutte le sante volte. non sono riuscita a piazzare un tris. e lei tutta contenta che cantava mentre vinceva. non vi dico cosa cantava perchè non lo so. non capivo la lingua. e alla fine ho tratto un'amara conclusione. tutto questo culo al gioco significa che non ha fortuna in amore. quindi l'uomo che la sta facendo uscire non la rende felice. cazzo, tutto da rifare. e si riparte con intrugli e colate di formaggio. porco cazzo, non c'è mai fine al peggio.
il buio ci trovò vicini
25 novembre 2002
l'altra mattina mery terry non è andata al lavoro. quando mi sono alzata, la cataratta virtuale che mi copriva gli occhi non mi ha permesso di decodificare la sua immagine prima di 5 minuti. così entro in cucina, metto su l'acqua per il tè, e mi siedo sulla sedia. e lì, di fianco a me, vedo lei. sembrava la dea kalì. con 346 paia di mani stava imburrando fette biscottate e pan da toast e biscotti e panini con marmellatine di quelle piccole e rotonde e burro bianco. almeno credevo.
-che ci fai a casa mery terry?
-c'è sciopero
-per cosa?
-boh, ecchennessò
-se fai sciopero sarebbe almeno carino che sapessi dire per cosa. non pretendo neanche che tu condivida l'idea
-ma penzo per la legge
-quale legge?
-quella di berlusconi!
e ride.
-ok, buttiamo la colpa su berlusconi e il gioco è fatto
-ecco appunto
mentre mi siedo per ripigliarmi da un dialogo politico alle 9 di mattina, lei continua a roteare in aria fette biscottate e coltelli. ma un panetto di burro, in giro, non c'era. c'era solo una specie di provola sul tavolo. ho avuto paura. paura che spalmasse provola sulle fette biscottate e che ci rovesciasse marmellata sopra. e così, senza pensarci, chiedo:
-scusa, cos'è quella scamorza che hai sul tavolo? te la sei dimenticata fuori dal frigo?
-che scamorza?
-quella lì...
la prende in mano
-ah questa? ma micca è scamorza! è burrino!
-burrino? e cos'è il burrino?
-è burro nella custodia della scamorza
non sono stata a indagare se per "custodia" intendesse "rivestimento esterno". perchè la scamorza micca te la danno in astuccio di plastica con il velcro o la cerniera.
tiro un sospiro di sollievo. dentro la crosta c'è il burro, che viene mantenuto più fresco e naturale. quindi si prende il burro da lì dentro e si butta via il resto. un modo di nutrirsi sano e naturale. brava terry, stai migliorando.
-aaaaaahhhhhhhhhh! credevo che si mangiasse anche quel coso! certo, micca uno può mangiarsi scamorza alle 9 di mattina!
e mi abbandono serena sulla sedia, attorcigliandomi alla spalliera e rendendomi conto che a volte ho dei pregiudizi verso mery terry.
-ma che sei scema? certo che si mangia! prima spalmi il burro sulla fetta biscottata, poi metti la marmellata e poi ti mangi quello che rimane.
cioè scorza di scamorza imbibita di burro.
l'incubo poteva terminare qui. potevo alzarmi, tornare in camera a vestirmi. invece, contrariamente alle aspettative e cogliendomi di sorpresa, mery terry compie un atto che ha dell'incredibile.
-vedi? guarda!
e piglia un pezzo di scamorza imburrata, o burro scamorzato, e se lo ficca in bocca. il burro le colava dagli angoli delle labbra e quando si è passata il tovagliolo per raccogliere ciò che fuoriusciva dalle sue fauci, ho visto il tovagliolo unto riappoggiarsi sul tavolo più pesante di prima. perché c'era dentro un chilo di burro fuso.
-bleah! -faccio io. e la faccia esprimeva al massimo lo schifo.
-ma che sei scimunita? è buonizzimo!
-ma mery terry!!! mangi burro a tocchetti alle 9 di mattina! permetti che mi faccia rimestare le budella?
-ma ci metto la marmellata!
-vedo! ci sono 23 scodellini di zuegg sulla tavola! quanta cazzo ce ne metti!
-la colazione è il pasto più importante del giorno!
-importante, non RIBUTTANTE
-vuoi saggiare?
-assaggiare
-vuoi?
-no grazie, le nausee mattutine le tengo per quando sarò incinta.
-e che, sei incinta?
-no, era un futuro. significa "nell'ipotesi in cui".
mi salva l'acqua. che si mette a bollire e che mi costringe a fare il tè. ma se l'acqua bollisse a 60 gradi invece che a 100, quella mattina avrebbe fatto prima e io non avrei avuto la nausea perchè non avrei visto il burrito di mery terry. la fisica non è per niente intuitiva. è stronza. e non è mai utile quando ti serve.
per una lira ci metto sopra pure lei
-che ci fai a casa mery terry?
-c'è sciopero
-per cosa?
-boh, ecchennessò
-se fai sciopero sarebbe almeno carino che sapessi dire per cosa. non pretendo neanche che tu condivida l'idea
-ma penzo per la legge
-quale legge?
-quella di berlusconi!
e ride.
-ok, buttiamo la colpa su berlusconi e il gioco è fatto
-ecco appunto
mentre mi siedo per ripigliarmi da un dialogo politico alle 9 di mattina, lei continua a roteare in aria fette biscottate e coltelli. ma un panetto di burro, in giro, non c'era. c'era solo una specie di provola sul tavolo. ho avuto paura. paura che spalmasse provola sulle fette biscottate e che ci rovesciasse marmellata sopra. e così, senza pensarci, chiedo:
-scusa, cos'è quella scamorza che hai sul tavolo? te la sei dimenticata fuori dal frigo?
-che scamorza?
-quella lì...
la prende in mano
-ah questa? ma micca è scamorza! è burrino!
-burrino? e cos'è il burrino?
-è burro nella custodia della scamorza
non sono stata a indagare se per "custodia" intendesse "rivestimento esterno". perchè la scamorza micca te la danno in astuccio di plastica con il velcro o la cerniera.
tiro un sospiro di sollievo. dentro la crosta c'è il burro, che viene mantenuto più fresco e naturale. quindi si prende il burro da lì dentro e si butta via il resto. un modo di nutrirsi sano e naturale. brava terry, stai migliorando.
-aaaaaahhhhhhhhhh! credevo che si mangiasse anche quel coso! certo, micca uno può mangiarsi scamorza alle 9 di mattina!
e mi abbandono serena sulla sedia, attorcigliandomi alla spalliera e rendendomi conto che a volte ho dei pregiudizi verso mery terry.
-ma che sei scema? certo che si mangia! prima spalmi il burro sulla fetta biscottata, poi metti la marmellata e poi ti mangi quello che rimane.
cioè scorza di scamorza imbibita di burro.
l'incubo poteva terminare qui. potevo alzarmi, tornare in camera a vestirmi. invece, contrariamente alle aspettative e cogliendomi di sorpresa, mery terry compie un atto che ha dell'incredibile.
-vedi? guarda!
e piglia un pezzo di scamorza imburrata, o burro scamorzato, e se lo ficca in bocca. il burro le colava dagli angoli delle labbra e quando si è passata il tovagliolo per raccogliere ciò che fuoriusciva dalle sue fauci, ho visto il tovagliolo unto riappoggiarsi sul tavolo più pesante di prima. perché c'era dentro un chilo di burro fuso.
-bleah! -faccio io. e la faccia esprimeva al massimo lo schifo.
-ma che sei scimunita? è buonizzimo!
-ma mery terry!!! mangi burro a tocchetti alle 9 di mattina! permetti che mi faccia rimestare le budella?
-ma ci metto la marmellata!
-vedo! ci sono 23 scodellini di zuegg sulla tavola! quanta cazzo ce ne metti!
-la colazione è il pasto più importante del giorno!
-importante, non RIBUTTANTE
-vuoi saggiare?
-assaggiare
-vuoi?
-no grazie, le nausee mattutine le tengo per quando sarò incinta.
-e che, sei incinta?
-no, era un futuro. significa "nell'ipotesi in cui".
mi salva l'acqua. che si mette a bollire e che mi costringe a fare il tè. ma se l'acqua bollisse a 60 gradi invece che a 100, quella mattina avrebbe fatto prima e io non avrei avuto la nausea perchè non avrei visto il burrito di mery terry. la fisica non è per niente intuitiva. è stronza. e non è mai utile quando ti serve.
per una lira ci metto sopra pure lei
21 novembre 2002
mery terry non capisce le cose.
CASO 1.
l'altra settimana la vedo in casa con la giaccaavento e il borsone e le dico:
-sei in partenza?
-no, macchè! perché me lo chiedi?
-perchè di solito non si tiene la giaccaavento in casa. e nemmeno il borsone in mano.
-ah, ma sto andando in palestra!
-allora sei in partenza!
-ti ho detto di no! non parto per nessuna parte! (notare la grammatica)
-ma comunque devi partire da casa per andare in palestra!
-macchè! è qui di sotto!
-porco cazzo, voglio dire... STAI USCENDO?
-sì, vado in palestra.
basta formulare le domande nella forma corretta, a volte.
CASO 2.
-ilè, vedi unppòqqua che ci sta scritto?
-formaggio da fare alla piastra. lo puoi cuocere!
-eh, mallissotto c'è scritta 'na cosa che non capisco
-dove?
-guarda qua. dice mettere sulla piastra e scaldare 5 minuti per parte
-dunque?
-che vuol dire "per parte"?
-vuol dire "da una parte e dall'altra". è una lingua straniera. si chiama ITALIANO.
-e pecchè non hanno scritto "da una parte e dall'altra"?
-perchè speravano che la gente capisse. non hanno considerato te fra i clienti, credo. errore fatale.
e ride. cazzo, non capisce neanche il sarcasmo. un caso disperato.
CASO 3.
-mi metti a posto l'orologio? non ho aggiornato l'ora solare. (non credo abbia detto "aggiornato" però la dipingo meglio di com'è se le regalo vocaboli a lei sconosciuti).
-ma non hai le istruzioni?
-ce le ho a potenza!
-e valle a prendere! io ti aspetto!
ride.
-siccome tu hai un breil come me...
-maria teresa, se sposti le lancette devi mettere la lancetta su "TIME".
-e che vuol dire?
-tempo. sai cos'è?
ride ancora. vaffanculo.
-non so l'inglese (se è per questo non sa neanche l'italiano).
-l'avevo capito. è il capitolo precedente a "METTERE IN PUNTO UN OROLOGIO". ma tu ti sei fermata alla prefazione.
stavolta non ride. sta guardando come metto a posto quell'archibugio del suo orologio.
CASO 4.
ieri sera tardava a rientrare. era col suo uomo? lo scopriremo solo vivendo.
a mezzanotte le mando un sms: HO CHIAMATO I CARABINIERI PERCHE' PREOCCUPATA PER TE. SONO QUI CHE MI CHIEDONO TUOI DATI. ;p ilenia
dopo 2 nanosecondi suona la porta. era lei. con trucco e parrucco di giornata e borsetta a tracolla dei primi Novecento. giaccaavento bianca e pantaloni topomorto. scarpe color topomorto. faccia da topomorto. forse con un topomorto in tasca.
-ma che ti sei impazzita a chiamare i carabinieri?
la lascio andare avanti.
-dove stanno?
-in caserma.
-ahhh, sò rientrati.
-non sono mai usciti.
-ma non li avevi chiamati?
-MA SECONDO TE? ERA UNO SCHERZETTO! COSI', TANTO PER RIDERE! SI CHIAMA IRONIA!
-ehhh, ma l'avevo capito! non ho neanche letto il tuo messaggio!
-se non l'hai letto...
-sì?
-come fai a sapere che te l'ho mandato? e che citavo carabinieri?
ride sguaiatamente. volpona, tenta di uscire dall'inghippo.
-vabbeh, vado a dormire.
-sarà meglio. buonanotte.
-mery terry?
-oh..
-si chiama ironia
-vabbeh, va!
amico caro c'è qualcosa che non va
CASO 1.
l'altra settimana la vedo in casa con la giaccaavento e il borsone e le dico:
-sei in partenza?
-no, macchè! perché me lo chiedi?
-perchè di solito non si tiene la giaccaavento in casa. e nemmeno il borsone in mano.
-ah, ma sto andando in palestra!
-allora sei in partenza!
-ti ho detto di no! non parto per nessuna parte! (notare la grammatica)
-ma comunque devi partire da casa per andare in palestra!
-macchè! è qui di sotto!
-porco cazzo, voglio dire... STAI USCENDO?
-sì, vado in palestra.
basta formulare le domande nella forma corretta, a volte.
CASO 2.
-ilè, vedi unppòqqua che ci sta scritto?
-formaggio da fare alla piastra. lo puoi cuocere!
-eh, mallissotto c'è scritta 'na cosa che non capisco
-dove?
-guarda qua. dice mettere sulla piastra e scaldare 5 minuti per parte
-dunque?
-che vuol dire "per parte"?
-vuol dire "da una parte e dall'altra". è una lingua straniera. si chiama ITALIANO.
-e pecchè non hanno scritto "da una parte e dall'altra"?
-perchè speravano che la gente capisse. non hanno considerato te fra i clienti, credo. errore fatale.
e ride. cazzo, non capisce neanche il sarcasmo. un caso disperato.
CASO 3.
-mi metti a posto l'orologio? non ho aggiornato l'ora solare. (non credo abbia detto "aggiornato" però la dipingo meglio di com'è se le regalo vocaboli a lei sconosciuti).
-ma non hai le istruzioni?
-ce le ho a potenza!
-e valle a prendere! io ti aspetto!
ride.
-siccome tu hai un breil come me...
-maria teresa, se sposti le lancette devi mettere la lancetta su "TIME".
-e che vuol dire?
-tempo. sai cos'è?
ride ancora. vaffanculo.
-non so l'inglese (se è per questo non sa neanche l'italiano).
-l'avevo capito. è il capitolo precedente a "METTERE IN PUNTO UN OROLOGIO". ma tu ti sei fermata alla prefazione.
stavolta non ride. sta guardando come metto a posto quell'archibugio del suo orologio.
CASO 4.
ieri sera tardava a rientrare. era col suo uomo? lo scopriremo solo vivendo.
a mezzanotte le mando un sms: HO CHIAMATO I CARABINIERI PERCHE' PREOCCUPATA PER TE. SONO QUI CHE MI CHIEDONO TUOI DATI. ;p ilenia
dopo 2 nanosecondi suona la porta. era lei. con trucco e parrucco di giornata e borsetta a tracolla dei primi Novecento. giaccaavento bianca e pantaloni topomorto. scarpe color topomorto. faccia da topomorto. forse con un topomorto in tasca.
-ma che ti sei impazzita a chiamare i carabinieri?
la lascio andare avanti.
-dove stanno?
-in caserma.
-ahhh, sò rientrati.
-non sono mai usciti.
-ma non li avevi chiamati?
-MA SECONDO TE? ERA UNO SCHERZETTO! COSI', TANTO PER RIDERE! SI CHIAMA IRONIA!
-ehhh, ma l'avevo capito! non ho neanche letto il tuo messaggio!
-se non l'hai letto...
-sì?
-come fai a sapere che te l'ho mandato? e che citavo carabinieri?
ride sguaiatamente. volpona, tenta di uscire dall'inghippo.
-vabbeh, vado a dormire.
-sarà meglio. buonanotte.
-mery terry?
-oh..
-si chiama ironia
-vabbeh, va!
amico caro c'è qualcosa che non va
20 novembre 2002
LE STRANE PAROLE DELLA LINGUA ITALIANA
la lingua italiana mi sembra bellissima ma questo non le evita di incappare in strani neologismi e coincidenze.
-stazione mobile. è il camioncino dei carramba boys che vigilano nelle città. ma se è stazione deve stare ferma, se è mobile non è più stazione. chi è il genio che si è inventato ‘sta cosa? e non mi dite che è un ossimoro, non fate gli intellettuali. è puramente una contraddizione in termini.
-casalinga. casalinga è la donna che stira, lava, pulisce, spolvera e spazza la casa (ho detto spazza, non scopa. dopo tutte ‘ste faccende una donna non ha più forze per l’amore). il casalingo, invece, è un articolo per la casa: un bicchiere, una terrina, un piatto. terribile e spietata la nostra lingua. ci fa capire subito quale sarà il nostro ruolo in una società che non accetta gli uomini domestici nemmeno a parole.
-segreteria. ha la stessa radice di “segreto”. ecco perché in tutte le segreterie d’Italia scompaiono migliaia di documenti. e nessuno dice dove vanno a finire: è un segreto.
-ministero. strano che ministero e mistero siano parole così simili: sarà per questo che non abbiamo mai saputo nulla di Ustica? o della formula della Coca cola? o di chi cazzo sono figli qui, quo e qua?
-amore. nella radice c’è “amo”. perché per le donne è sovente questione di acchiappare un pesce.
però l'itaiano è anche l'unica lingua -di quelle che conosco io- in cui cuore fa rima con amore. e in cui innamorata fa rima con inculata. strane coincidenze.
si esprimono purissime in noi
la lingua italiana mi sembra bellissima ma questo non le evita di incappare in strani neologismi e coincidenze.
-stazione mobile. è il camioncino dei carramba boys che vigilano nelle città. ma se è stazione deve stare ferma, se è mobile non è più stazione. chi è il genio che si è inventato ‘sta cosa? e non mi dite che è un ossimoro, non fate gli intellettuali. è puramente una contraddizione in termini.
-casalinga. casalinga è la donna che stira, lava, pulisce, spolvera e spazza la casa (ho detto spazza, non scopa. dopo tutte ‘ste faccende una donna non ha più forze per l’amore). il casalingo, invece, è un articolo per la casa: un bicchiere, una terrina, un piatto. terribile e spietata la nostra lingua. ci fa capire subito quale sarà il nostro ruolo in una società che non accetta gli uomini domestici nemmeno a parole.
-segreteria. ha la stessa radice di “segreto”. ecco perché in tutte le segreterie d’Italia scompaiono migliaia di documenti. e nessuno dice dove vanno a finire: è un segreto.
-ministero. strano che ministero e mistero siano parole così simili: sarà per questo che non abbiamo mai saputo nulla di Ustica? o della formula della Coca cola? o di chi cazzo sono figli qui, quo e qua?
-amore. nella radice c’è “amo”. perché per le donne è sovente questione di acchiappare un pesce.
però l'itaiano è anche l'unica lingua -di quelle che conosco io- in cui cuore fa rima con amore. e in cui innamorata fa rima con inculata. strane coincidenze.
si esprimono purissime in noi