19 settembre 2003

UNO YETI IN ROUGE A LEVRES
quando la mattina ti alzi e la prima cosa che senti e' l'urlo "SIGNORE! SIGNORE!" pensi che armaggeddon sia giu' in cortile con armi e bagagli. che i testimoni di geova si siano riuniti sotto al tuo balcone e ti facciano il gesto dell'ombrello per tutte le volte che gli hai sbattuto la porta in faccia. questo pensi.
poi ti alzi e fai per guardare giu'. e stampi la testa contro la tapparella. e' a quel punto che tiri su la serranda e ti accorgi che i testimoni di geova non ci sono. e che probabilmente sono in giro con il loro "SVEGLIATEVI!". allora cos'era?
"SIGNORE! SIGNORE! E' ARRIVATO L'ARROTINO!"
sospiro di sollievo. la giornata e' partita con un'apocalisse scampata. cosi' t'involi felice in corridoio. pronta a lavarti la faccia con acqua gelata.

e' chiaro che non imparero' mai. non riesco a ficcarmi in questa scatola cranica e tricologicamente ricca che se anche un arrotino sente il bisogno di avvertirmi, qualcosa in casa c'e'. e ci stara' a lungo.

spalanco la porta del bagno e mi scontro contro una colonna. cristobal, sono davvero maldestra. non mi ricordo mai della colonn...

PORCO CAZZO! IN BAGNO NOI NON ABBIAMO UNA COLONNA!

-buongiorno bellizzima!

non sono hal 9000 ma non sono nemmeno casco nero. alle 9 di mattina mery terry e' uscita.

-chi ha parlato?
-zono io, bellizzima!

eccola' li'. BIG MERY TERRY. 1 metro e 50 + 50 cm di cotonatura ai capelli. 180 chili + 2 chili di lacca elidor nella chioma. un viso che ricorda le tavole rotonde dei ristoranti cinesi. quelle che girano e che servono 12 persone. e poi una bocca, vorace abbastanza per deglutire sua figlia. e sulla bocca un rossetto rosso fuoco. acceso, vivo. un pugno in un occhio, una lama nel buio, un fulmine a ciel sereno. un colore inaspettato come una chiazza verde nello stracchino appena comprato. come la lineetta sul test di gravidanza. come la strisciata di deodorante sulla maglia nera appena infilata. di tutte le esperienze devastanti vissute in convivenza con questa donna, il suo rouge à levres e' senz'altro quella piu' sconcertante.

-ciao bellizzima
-signora...
-gomme ztai?
-peggioro visibilmente in presenza di potentini. ma credo che sopravvivero'. vado a vivere a cinisello balsamo in questi giorni.
-eddovv'e'? dalle parti tue?
-qua vicino
-quarda, zono appena 'rrivata. tereza mi ha venuta apprendere alla stazione... poi e' gorza al lavoro... guella ragazza...
-ragazza?
-mari' tereza!
-perche'? maria teresa e' una ragazza? a me sembra piu' un triceratopo non estinto. un lemure notturno. una sula dai piedi puzzoni. un topo morto, come i colori che indossa.
-e'vvero! tereza e' cozi' zolare!
-solare? vabbeh... mi dica signora... ha fatto buon viaggio?
-ah! tremendo guarda! pezzimo! orribbile!
-ma almeno ha fatto colazione? (anche tu ilenia, chiedere certe cose...)
-ho prezo un gaffe' ma qui al nord fa schifo, dizguzto, nauzea
-ci dovrebbe essere abituata! non e' la stessa cosa che prova guardando sua figlia?
-e poi milano! e' brutta, grigia, puzza
-sa com'e': maria teresa ha scelto di vivere in una metropoli costruita a sua immagine e somiglianza...
-e voi del nord! tutti scortezi, pallidi, tutti a lavorare..
-ma nel suo viaggio dalla stazione a qui ha incontrato abbastanza persone per fare una statistica?
-zi vede. zi vede che ziete cozi'. tutti tristi
-forse e' l'effetto che fa lei alle persone che la vedono. c'ha mai pensato?
-zenti bellina...
-che c'e'?
-haiffatto golazione?
-no. E NON INTENDO FARLA.

da quel momento in poi ho dei buchi. sprazzi di ricordi che riaffiorano senza darmi il senso delle cose. ricordo solo che big mery terry mi ha trascinato per un braccio, fatta sedere in cucina e messo un tovagliolo alla gola. cosi' stretto da farmi soffocare. poi nulla. un buco nero alla corsicato.
non ricordo com'e' andata. il gastroenterologo che mi ha curato al san raffaele dice che l'ho scampata bella. che mi riprendero' quanto prima. ma che non devo piu' mangiare quei panini.

-panini? quali panini?
-quando sei arrivata qui deliravi. e avevi ancora in bocca del pane a fette. in mano il resto.
-il resto di cosa?
-il resto di cio' che ti ostruiva la bocca dell'esofago. un panino al rosmarino e semi di finocchio. spalmato di burro e imbottito con salame piccante. uno dei nostri ausiliari e' svenuto al solo vederlo. signorina, alle 9 di mattina... un panino cosi'... mi meraviglio di te...

e poi mi dicono che non si dovrebbe essere violenti.

chissa' che sarai
chissa' che sara' di noi

01 settembre 2003

SEGNI AMMONITORI
nell'antichita' gli aruspici interpretavano le interiora di animali per prevedere il futuro. che mi serva di lezione, che quando compro il rognone ai miei gatti dovrei mettermi li' a cercare di capire la mia vita. oppure dovrei fare come gli aùguri e guardare i film porno, per interpretare il comportamento e la disposizione degli uccelli.
oppure potrei trasformarmi in un novello bernacca e controllare la situazione meteo. che se il cielo e' grigio significa che piange per qualche evento prossimo futuro.
ma si sa, sono testarda. il carapace di una caretta caretta a me mi fa una pippa. e se milano e' canna di fucile tipo golf degli anni '80, io non ci faccio caso. e se il rognone del mio gatto e' in avanzato stato di decomposizione tipo CSI io ci passo sopra. e se il film porno ha una strana architettura di uccelli ci passo... beh, ci passo una buona oretta di tempo e poi ci passo sopra.
uno nella vita deve cogliere i segni premonitori. e soprattutto i segni ammonitori. che ti dicono cosa ti succedera' la settimana ventura. e te lo dicono in tempo affinche' tu possa studiare il piano di evacuazione e metterti in salvo. eventualmente insieme ai rognoni, ai gatti, al film porno e al videoregistratore.

giovedi' entro in casa e vado diretta in camera. non so voi, ma quando arrivo a casa io ho dei gesti abitudinari che ripeto automaticamente senza rendermene conto. appendere le chiavi, aprire le finestre, guardare se urby e cammy stanno bene, dargli un po' di palline energetiche. e buttare la borsa sul letto di fianco al mio. quello sempre libero in caso venga qualcuno a trovarmi. e che normalmente e' la raccolta differenziata di tutto cio' che non ho voglia di buttare nell'armadio.

ora, se butti la borsa sul letto suddetta borsa non fa rumore. cadendo sul materasso, NON FA RUMORE.
giovedi' sono entrata in camera. ho appeso le chiavi, aperto le finestre. non ho controllato urby e cammy perche' sono ancora in vacanza a carpi, coi nonni. quindi sono direttamente passata al lancio della borsa sul letto.

TONF.

mi giro e non vedo la borsa.

PORCO CAZZO.

non c'e' piu' la borsa.

PERCHE' HA FATTO TONF?

ecco che le sorprese non sono ancora finite. anzi, non sono ancora iniziate.
non solo in camera mia non c'e' piu' la borsa, ma non c'e' piu' nemmeno il letto. quello degli ospiti.
e il mio tempo di reazione tra l'avvistamento del letto mancante e la comprensione di cio' che poteva essere accaduto e' pari a quello di john capel ai mondiali di parigi.

-teresaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

se avessi avuto una liana l'avrei usata per arrivare in un balzo in cucina. e strozzare quella fisalia con le mie stesse mani. solo che, una volta in carcere, i suoi parenti sarebbero venuti in processione a ringraziarmi e mi avrebbero portato le specialita' potentine in dono di riconoscenza. quindi niente liana. anche per ovvie condizioni climatiche.
mi limito al richiamo vocale.

-teresa, porco di quel cazzo, se non vieni qui entro 2 secondi ti giuro che ti spezzo le braccine e le sotterro sotto la sabbia del gatto dei vicini.

silenzio.

-teresa, cristo di una madonna, vieni qua o prendo tutti i tuoi vestiti e li do' ai ricchi di via montenapoleone per fargli capire che esiste una notevole gamma di vie di mezzo tra te e loro.

mutismo

-teresa, catapultati qua come i gemelli derrick o giuro che scuoio la borsa di pelle che ti ha regalato isabella per il tuo compleanno.

insonorizzazione totale.

-teresa, se non vieni qua subito sbatto tutti i tuoi formaggi nel cesso e tiro l'acqua.
-checc'e'?
-come hai fatto ad arrivare cosi' in fretta?
-ho zentito che dicevi formaggi
-ecco, appunto. dov'e' il mio letto?
-stalli'. che zei cieca?
-idiota, quell'altro letto, quello per gli ospiti!
-in gamera mia!
-prego?

trattieniti, ile. ci dev'essere una spiegazione.

-zta in gamera mia perche' vengono ozpiti e mi zerviva.
-pareva brutto chiedermi il permesso?
-ma ziamo amiche! che te lo chiedo a te che tanto mi dici di zi'?

trattieniti ile. la rabbia va trattenuta come le puzzette. quando sei in compagnia.

-ma se avessi ospiti anch'io? ci hai pensato?
-cazzi tuoi! l'ho prezo prima io il letto!
-ma sei deficiente o hai un'afasia grave al lobo frontale del cervello? il letto e' mio!
-anche le lenzuola, se e' per quezto!
-sorry?
-ho prezo anghe le tue lenzuola perche' le mie so' brutte. le tue c'hanno i dizegni belli

e' li' che comincio a darmi pizzicotti. a sbattere la testa contro il muro. a gettarmi secchiate d'acqua in faccia. tutto questo DEVE essere un incubo. non puo' esistere una persona del genere nel mondo reale. forse i raeliani hanno ragione. forse siamo tutti governati da entita' aliene. matrix e' dietro l'angolo.

-teresa, mi stai facendo uno scherzo? e se si', in base a quale carnevale? perche' per il nostro e' un po' presto... forse santiago de cuba?
-che sgherzo? tengo ozpiti la prozzima settimana!

ho un presentimento. i rognoni non erano freschi. il cielo e' tipo quello di mary poppins quando bert balla tra i cucuzzoli. i film porno di blockbuster erano tutti fuori.

-viene isabella?
-no
-allora johnny
-no
-viene una tua collega di lavoro?
-no
-una nuova amica che hai conosciuto sulla metro?
-no
-una vecchia amica che non hai conosciuto sulla metro?
-no
-viene una mia amica?
-no

ti prego signore, saro' buona. ma non farmi questo. faro' la brava, non diro' piu' porco cazzo. non diro' le parolacce, non desiderero' l'uomo d'altre. onorero' il padre e la madre, santifichero' le feste, anche quelle musulmane. ma non farmi questo. non rubero', non uccidero'. non commettero' falsa testimonianza. mettero' il disco orario al giusto minuto e non mezz'ora avanti. non giurero' malattie veneree ai vigili urbani di carpi e cologno. ma non farmi questo. signore, se mi vuoi bene, non farmi questo. mangero' i broccoletti della mensa. mangero' anche le melanzane di mery terry. anche quelle sott'olio. ma non farmelo, ti imploro. non rubero' piu' nastro adesivo e carta e pennarelli e blocchi e pellicole fotografiche in ufficio. non faro' piu' telefonate a scrocco dalla mia scrivania. non usero' internet per piu' di 10 minuti al giorno. solo lavoro. niente hobby. andro' in un campo profughi ad accogliere i gommoni. andro' insieme ai profughi in gommone per capire cosa provano. carichero' a spalla i profughi per capire cosa prova un gommone. ma ti scongiuro, risparmiami jahve'. risparmiami la tragedia che credo si stia per scaraventare sulla mia vita.

-teresa?
-zi'?
-se non viene isabella, johnny, qualche collega e amica... ccchhhi vvvvvv... chi vvvv.. chi vvviene?
-MAMMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

porco cazzo. puttana troia ladra, quanto mi piace il marito di quella la'. e domenica col cazzo che vado a messa con mia madre. e 'sta minchia che porto aziz alla moschea. se arriva big mery terry giuro che prendo il fucile di mio zio cacciatore e la ammazzo. e alla polizia diro' che il fucile era suo e voleva ammazzarmi perche' non amo la sua cucina. e quando parcheggero' al comando, mettero' il disco orario avanti di mezz'ora. che gli venga la sifilide. e gli scoreggero' sulle auto dopo aver mangiato le verdure piu' puzzolenti e cancerogene del mondo. e gli daro' fuoco con un falo' fatto con la carta della fotocopiatrice dell'ufficio. e buchero' tutti i gommoni di profughi che arrivano in italia con la pinzatrice. e faro' le foto mentre affondano, telefonando agli amici per raccontargli le mie imprese. e poi tornero' nel mio loculo lavorativo e navighero' per tutti i siti porno che esistono. perche' almeno stavolta, in base alla disposizione delgi uccelli, capiro' il mio destino. eccheccazzo.

Paure sbagliate
commedie già date rivivro'.




27 agosto 2003

FERIE E TEMPERIE
tu puoi fare le ferie, andare in honduras, passare 15 giorni in versilia con le persone che ami di piu'. ti abbronzi, uniformemente, niente scottina, niente eritemi. un piccolo, insignificante herpes a deturparti la bocca. ma niente in confronto a quella enorme crosta umana che e' la tua coinquilina.
tu credi che lo iodio ti abbia fortificato l'essere: mentre in realta' sei come Gustav von Aschenbach e ti stai lentamente avviando alla defunzione. ed il tuo tadzio non ha nulla di bosie douglas ma ha un possente e potente nome lucano. amaro, appunto.
ti senti bellina, con quelle lentiggini a cappottarsi su giu' per il tuo naso. e non sai che quelle efelidi si trasformeranno immantinentemente in vitiligine non appena saranno a contatto con i gas tossici emessi dal corpo di It. lei, mery terry.

-ciao a tutti... c'e' nessuno?
-ilèèèèèèèèèèèèèèè... ci zo' io!
-ecco. una delle risposte che non avrei mai voluto avere.
-zo' diqqua ci zta pure verdiana!

verdiana e' la figlia della nostra vicina. ha 2 anni e non dice praticamente niente. le ho insegnato a disegnare farfalle e serpenti che vanno verso le farfalle. ma lei, della sottile metafora sessuale che si cela infingarda dietro i suoi disegni, non ne sa nulla. spero non li rifaccia all'asilo, altrimenti la sua maestra crede che sia vittima di molestie sessuali. e che dietro quel disegno ci sia il desiderio del suo inconscio di esprimere il suo dolore. e di parlare dei suoi problemi.

-ciao verdiana, che fai di bello?
-ah...
-hai vizto? dice ahhh!
-e' sicuramente piu' evoluta di te, teresa...
-verdiana, di' a ilè dove zta la tua bambola?
-ah...
-verdiana, non stare troppo vicina a mery terry che ti causa l'invecchiamento precoce degli strati epiteliali
-la bambola ce l'ho io, ce l'ho! se l'e' presa maria tereza la bambola di verdiana!
-teresa, tu hai gia' quella gonfiabile a forma di uomo di Cro Magnon. lascerei cicciobello a chi non ha ancora i tuoi problemi relazionali e caseari.
-eh?
-vedi che parli come verdiana? solo che hai differenziato la vocale! la sintassi è la stessa: ferma al mesolitico
-il mesolitico lo piglia mia mamma quando ha i dolori mestrovali!
-idiota! quello che piglia tua madre è il NIMESULIDE, non il mesolitico! e' un anti-infiammatorio! quello che dovrei prendere io in dosi massicce per difendermi da quell'enorme flogosi che sei tu!
-nimesulitico? ma te lo pazza la mutua?
-nella figura del prof. dott. guido tersilli in persona!
-ma dove zta zto profezzore? al san raffaele?
-no, all'istituto di igiene mentale! ti prendo l'inidirizzo!

in tutto questo verdiana sventolava il suo cicciobello in aria. cicciobello che aveva estirpato dai rizomi carnosi delle mani di mery terry.

-ah... ah...
-brava verdiana! adesso prendi il tuo cicciobello e rendilo martire. abbattilo ripetutamente sulle parti visibili di mery terry.

2 anni verdiana. eppure gia' cosi' straordinariamente in grado di difendersi dai pericoli. gia' cosi' precocemente savia nel comprendere cosa va eliminato radicalmente dalla sua vita. cosi' meravigliosamente abile e agile nello shakerare la sua bambola contro mery terry. eventualmente procurandole ematomi.

-verdiana, cheffai? mi fai male, bazta! poi mi vengono i lividi!
-non sono niente in confronto alle ecchimosi mentali che mi procuri tu, pantano di pignola!
-verdiana, zei una maleducata! non ci gioco piu' con te!
-le fai il regalo piu' bello che a 2 anni si possa desiderare! verdiana, vieni di la' con la zia ile. per premiarti della tua precoce violenza ti insegnero' a fare un bel disegno: disegniamo treni che entrano nei trafori alpini...

Sei creativa
positiva
coinvolgente
quando agiti le tue belle mani

31 luglio 2003

FRENCH KISS
di solito non mi impongo alle persone. se ho un parere cerco di difenderlo, mai di improrlo.
ma ieri sera davano french kiss. e sapevo che mi sarei imposta. sono uscita dall'ufficio, ho comprato un macbacon menu e sono volata a casa. 20:54. ho spalancato la porta, buttato la borsa sul mobile in cucina e guardato mery terry:

-stasera non sento ragioni. c'è il mio film preferito e si guarda quello.
-vabbuo'

vai, andata. 20.55. inizia. kate è sull'aereo che tenta di superare la sua paura di volare. io scarto il mac-sacchetto e inizio a mangiare.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-parla a telegramma per stasera. devo vedere il film
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-il tempo a tua disposizione è esaurito.
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè... mi fai ridere
-e tu mi fai piangere
-mi fai ridere perchè hai comprato macdonald's pur di non guginare
-e allora?
-hai paura di perderti una battuta del film?
-certo! la vita con te è talmente dura che se non mi consolo con l'umorismo del film muoio
-potevo guginarti io! ci sono delle melanzane all'aglio
-e l'estintore da spararmi in gola per vanificarne l'effetto ce l'hai?
-eh?
-senti, lascia stare. voglio vedere il film.

charlie è partito e kate è attaccata al telefono, sperando di potergli parlare della casa.

-che tiene quello?
-chi?
-quello al telefono
-è charlie, il fidanzato di kate
-no, il fidanzato è un altro
-no. quello è il fidanzato di kate. è a parigi
-ah! allora l'ho già visto questo film. che lui alla fine muore.
-devi aver visto il sequel. charlie alla fine del film gode di ottima salute.
-ma perchè ciambotti?
-che faccio io?
-ciambotti, fai gonfusione
-confusione su cosa?
-quello non è il fidanzato. non vedi che è ubriaco?
-ma perchè, il fidanzato di kate non puo' ubriacarsi?
-e dov'è?
-a parigi, cristobal!
-e perchè?
-è a un convegno di medici
-perchè è malato?
-no, porco cazzo, perchè è medico
-in cosa?
-ma che caspita te ne frega!
-tanto pè sapè

charlie ha chiamato kate. le ha detto che si è innamorato di juliette. addio.

-e adesso che fa?
-parte per parigi per riprendersi charlie.
-ma lei c'era già a parigi
-no, è in canada
-no, è a parigi. all'inizio del film era sull'aereo
-era su un simulatore di volo. non è mai partita.
-ahhhhhh... pero' 'sto film è tutto ciambottato
-ma che è 'sto ciambottare?
-la ciambotta!
-spiegati, sfinge della lucania!
-è una ricetta nostra. ci metti dentro un po' di tutto e mischi. per questo fai gonfusione. ciambotti.

luc è sull'aereo. e si mette a parlare con kate delle loro esperienze sessuali.

-ma che parli cosi' co' uno che non conosci?
-teresa, è un film
-ma io non parlo dei fatti miei co' uno che vedo per la prima volta sull'aereo
-teresa, si chiama sospensione d'incredulità. fai passare per buono quello che il film ti fa vedere.
-gomunque lei si sta comportando male e fa la figura della poco seria.

luc nasconde la collana nella borsa di kate. e sbarcano a parigi.

-e mo' che fa? la insegue?
-deve riprendersi la collana
-e dove l'ha gomprata?
-se la nasconde alla dogana, vuol dire che l'ha rubata
-allora lui è un ladro
-sagace!
-c'avevo raggione che lei non gli doveva parlare. lui è un poco dibbuono

kate arriva al george v e vede charlie con juliette. sviene per l'emozione e bob le ruba la borsa.

-che scema! i soldi se li doveva mette nelle mutande! bisogna esse previdendi
-adesso va a riprendersi la sua roba, il suo passaporto, i suoi soldi, le sue vitamineeeeeeeeeeee
-ma se non c'ha soldi come fa?
-deve affrontare le sue paure e cavarsela da sola
-secondo me se si metteva i soldi nelle mutande era a posto

kate è sola e persa a parigi. sulle note di paolo conte. e luc scopre che la collana è rimasta nella sua borsa. la insegue.

-dov'è adesso?
-all'ambasciata americana
-è americana?
-in attesa di passaporto canadese. quindi la mandano all'ambasciata canadese
-che scema! se andava subito là non si faceva la fila! fingeva di svenire e la facevano passà avandi!

rifiuto di rinnovo passaporto. kate torna al geroge v e scopre che charlie sta partendo per cannes.

-ma è scema?
-perchè?
-non vede mai la torre iffel
-Eiffel, con la E
-non la vede quella cretina
-innanzitutto non offendere kate. secondo lei non vede la torre perchè non è innamorata. infatti la vedrà per la prima volta quando è di fianco a luc. che è l'uomo della sua vita.

sssttt. silenzio. parte il viaggio parigi-cannes.

-ma lui l'ha baciata!
-veramente è stata lei
-te l'avevo detto che è una poco dibbuono!
-ma lei stava sognando e crede di aver baciato charlie
-ma se charlie è con l'altra!
-s?, cristobal, ma è un sogno! S O G N O

luc si accorge che si sta innamorando. ma alla mattina discute di formaggi con kate. è a quel punto che mery terry si illumina

-452 formaggi?
-pensa... in francia ce ne sono 452 tipi. perchè non ti trasferisci e non stai là finchè non li hai assaggiati tutti?
-mi schifano i formaggi fragesi. a me piaggiono guelli delle parti nostre. e mo' che fa? si sende male?
-lei è intollerante al lattosio. ha lo stomaco delicato.
-ma se lo zapeva perchè lo ha mangiato?
-perchè sta bene dopo il bacio con luc
-gomungue coi formaggi delle parti nostre non succede mai
-per forza! hai lo stomaco piu' forte della vacca che li produce!

kate ha gli spasmi. si ferma a la ravelle con luc. dalla sua famiglia. e si accorge che forse si sta innamorando anche lei.

-ma lui ha la vigna?
-la sua famiglia ce l'ha
-allora è ricco. che ci fa con la vigna?
-produce polenta
-eh?
-che cazzo vuoi che ci faccia con una vigna! VINO e UVA!
-a me non piace. la bionda è intollerante anche a quello?
-no
-meno male

luc aiuta kate a riconquistare charlie. ma a lei non interessa piu'. vuole solo tirar luc fuori dai guai. allora sacrifica le sue 45.782 uova per il nido e s'imbarca sull'aereo

-che fa? è scema?
-perchè?
-gli ha dato i soldi?
-lei lo ama. ma crede che lui non la ami. quindi fa tutto di nascosto.
-e charlie?
-non lo vuole più
-e si è fatta tutto 'sto viaggio per niende?
-per trovare il suo vero amore e le sue vere radici

luc raggiunge kate e le dice che non deve volare via. e vivono felici in un cottage di pietra.

-ma vivono li' adesso?
-si'.
-ma è scema? lascia un medico per un contadino
-teresa
-z???????
-quanti anni hai
-33
-sei fidanzata?
-no
-ecco, allora io non mi metterei a dar consigli sull'amore. con te piu' che altro ci sono da leggere avvertenze ed effetti collaterali
-gomungue haffatto male. doveva stà coll'altro
-ma lei ama luc!
-ma quello è sporco e frangese!
-ma tu sei brutta e potentina!
-gomungue io 'sto film l'avevo già visto
-l'avevi seguito con cura, vedo
-vado a telefonà a mia sorella
-prego
-non gi gapisce niende di questo telefono
-chi?
-mia sorella
-non capisce niente del TUO telefono?
-no, del suo. l'ha gomprato uguale pure lei.

macera, macera, macera. marcisci, marcisci, marcisci.

30 luglio 2003

MESSAGGIO ALLA NAZIONE: STASERA ALLE 21.55 SU RAI 1 C'E' FRENCH KISS.
Guardatelo, è il mio film della vita.

22 luglio 2003

BENTORNATA MERY TERRY
ecco, io ho pazienza. io di pazienza ne ho proprio tanta. sono calma, serena e rilassata. ho una grande pazienza. maporcadiquellavaccamaiala (giusta alternanza di suino e bovino) quando vedo mery terry mi scappa tutta d'un colpo. non la pipi'. la pazienza. beh, forse anche la pipi'.

sapevo che rientrando l'avrei trovata in casa. probabilmente abbronzata, probabilmente con le sue braghette grigio topo-morto.
e invece nulla. il silenzio. giro la chiave nella toppa e la casa e' vuota. so che non puo' essere caduto l'aereo. non ho avuto torta di compleanno, di conseguenza niente candeline, ergo nessun desiderio espresso, percio' zero desideri avverati. l'aereo e' rimasto su e mery terry e' scesa giu'. dov'era andata?
non faccio in tempo a godermi la solitudine che suonano alla porta. apro e non c'e' nessuno. richiudo.
tre passi in corridoio e risuonano alla porta. apro. nessuno. richiudo. ci sarà un contatto.
sei passi in corridoio e di nuovo il campanello. stavolta faccio un balzo da canguro. apro di scatto.

-buuuuuuuu... ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè.... buuuuuuuuuuuuuuu

dolore costrittivo, opprimente e bruciante nella regione dello sterno e del cuore. si irradia al collo, alla mandibola, alle braccia e alle spalle. alla parte alta del ventre. nausea, vertigini, senso di debolezza, eccessi di sudorazione. difficolta' di respirazione, polso irregolare. stato d'angoscia, pallore del viso. non c'e' scampo: e' infarto.

-ilèèèèèèèèèèèè... ti ho fatto uno sgherzo!
-lo scherzo me lo ha fatto la vita quando ti ha messo sulla mia strada. anzi, nel mio appartamento.
-ti ho vizto arrivare dal balcone e mi so' nazcozta sulle scale. poi quando zei arrivata ho zuonato e mi so' nazcozta nell'ascenzore
-mai che succeda come nei film che la tromba dell'ascensore e' vuota? come al dottor drake remore'?
-zo' tornataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
-la mia valigia?
-zo' tornataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
-ho capito. la mia valigia?
-tornataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
-teresa... LA MIA VA-LI-GI-A
-zta in camera

quando sono entrata in camera mi sono guardata attorno. non la vedo.

-teresa... non c'e'
-zta vicino all'armadiooooooooooooooo
-ma vicino all'armadio c'e' un vecchio scatolo...

realizzo. realizzo che quella scatola scura una volta era la mia valigia. adesso è una campana per la raccolta differenziata. spariti tutti gli stickers dei viaggi che ho fatto: cuba, jamaica, honduras, spagna, grecia. niente. ci avevo attaccato anche un adesivo con scritto ILENIA. tolto. si vedeva benissimo il segno della colla.nel frattempo la pantegana di potenza arriva dal corridoio.

-quella è la mia valigia?
-zi'
-e i miei adesivi? la scritta col mio nome?
-li ho tolti
-che significa: "LI HO TOLTI?"
-li ho tolti perche' io mica mi ghiamo ilenia. non pozzo mica andare in giro co' una valiggia col nome di un'altra. ti pare?
-mi pare un cazzo, cristobal! la valigia e' mia!
-zi', ma la uzavo io. guindi ci ho tolto il nome. se vuoi ce lo rimetti. ti gompri un altro adezivo.
-ma sei deficiente o ti ha morso una mummia del cairo?
-so' stata al cairo mo' ti faro' vedere le foto
-non me ne frega una cippa di vedere le tue foto. voglio RI-vedere i miei adesivi. i miei ricordi dei caraibi...
-li ho buttati
-stai scherzando
-stavano male sulla valigia. non mi piacevano.
-anche a me non piaci tu eppure micca mi metto a rivedere la tua estetica. anche perche' non ne uscirei viva.

non ne vale la pena. i feel good, i feel good, i feel wonderful. stai calma. porta pazienza. ma almeno, teresa, ringraziami della valigia.

-zenti...

sia lodato gesu' cristo. sta per ringraziarmi, darmi un souvenir che mi ha comprato per sdebitarsi e tutto passera'.

-volevo di'...

siamo alle solite. discorso sincopato alla celentano.

-volevo dirti...

dillo quel grazie... dillo...

-siccome mi hai preztato la valigia...

ecco sta per dirmi: "ti ho portato un pensierino dall'egitto. grazie."

-siccome mi hai preztato la valigia volevo dirti...

dai...

-...che e' proprio scomoda la gombinazione. e poi non me la rigordavo piu' e ho dovuto rombere l'aggeggio.

e' solo in quell'attimo che noto che la serratura e' scassata. che i numerini che servono per aprirla non esistono piu'.

-ma ti avevo detto che la combinazione era la data dell'assassinio di kennedy. 22 11 63. te l'ho fatta memorizzare sul cellulare. e se non ti fossi ricordata, potevi chiedere a qualcuno quando e' morto kennedy e risalire alla combinazione!
-ma non volevo spendere a usare il cellulare
-ma razza di cerebrolesa, a consultare la rubrica micca spendi!
-ah, no? con 'sto cellulare nuovo mica ci capizco niente!

comincio a emettere gemiti e a sbattere in aria le braccia. sembro kate in french kiss quando scopre che bob le ha venduto tutto il contenuto della borsa. e si dispera ripensando a tutto cio' che ha perso ("i miei soldi, il mio passaporto, le mie vitamieneeeee"). non ho parole. non so che dire. e non voglio dire niente perche' altrimenti compio un potenticidio.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-che cazzo vuoi
-non ti ho bortato niente dall'egitto. gia' ti avevo usato la valigia...
-credo di non aver capito
-ti ho fatto la cortezia di usare la tua valigia. piu' di cozi'...

non imparo mai. non imparo mai che mentre mery terry vola dalla finestra, devo prenderle i tempi. perche' io di pazienza ne ho. ne ho proprio tanta.

e nel far le valigie ricordati di non scordare

21 luglio 2003

COMPLEANNI
sabato era il mio compleanno. il regalo più bello sarebbe stato il dirottamento dell'aereo sul quale mery terry stava tornando da me. con la mia valigia. in realtà, tra i primi 3 posti si piazza immancabilmente sara, col suo biglietto.
ve lo pubblico perchè vi rendiate conto che al mondo c'è qualcuno matto quanto me. e perchè vi rendiate conto della persona che sono. nel caso voleste d'ora in poi non leggermi più, capiro'.

"19 luglio 2003.

Ho, bene o male, almeno 10 motivi per considerarti speciale:

1)quando eravamo piccole, in inghilterra, mi hai salvato la vita mentre un'auto mi stava investendo (!)

2)da ragazzine, quando giocavamo a pallavolo a casa tua, mi hai fatto conoscere la Stecca, figura poi decisiva nella mia formazione personale

3)a 16 anni sei andata da fonzie e gli hai detto : "guarda che il bacio è l'anticamera dell'amore!", facendolo così riflettere profondamente sul significato del nostro incontro

4)hai messo la domanda di zecchi a passaparola

5)hai scritto le preghiere dei fedeli del matrimonio della bene, da sola alle 3 di notte, spacciandole per un lavoro d'equipe

6) è capitato anche te di innamorarti di uno stronzo, almeno una volta, facendomi sentire che non sono sola al mondo

7)mi hai fatto conoscere teo e ciccio..... (rifletti)

8)ti sei arrampicata sulla cancellata del carcano alle 2 di notte per strapparmi urby

9)l'anno scorso, al mare, mi hai fatto una piega da shianto (da schianto in autostrada contro un camion)

10) mi dici sempre che sono bella, anche quando sono inguardabile."

(segue una parte affettuosa che salto)

credo di dovervi delle spiegazioni, punto per punto.

1)avevamo 13 anni io e sara. lei veramente ne aveva 12. eravamo in inghilterra e stavamo rientrando a cena. lei ha fatto per attraversare la strada ed ecco che sbuca un'auto. io faccio uno scatto alla roadrunner e la tiro a bordo strada. salvandole la vita. più tardi, negli anni, la sua famiglia mi ha ripetutamente giurato vendetta

2)la "stecca" era la classica bambina rompicazzo che c'è in ogni compagnia. quella che ti viene a chiedere: "posso giocare con voi?" e tu le inventi mille scuse perchè non vuoi. eravamo stronzette da piccole. se avessi un figlio e facesse così, ora, lo educherei al rispetto delle "Stecche" esistenti sul globo.

3)fonzie è stato un fidanzato della sara. lui l'ha baciata e poi ha fatto un po' il fenomeno. io allora, da brava ibarruri, ho cercato con le me parole di fargli capire che baciare sara era stata una cosa importante. che micca tutti i giorni si ha una fortuna così.

4)sara ha una passione per l'arte e per zecchi. quando lavoravo a passaparola, mettevo nei copioni le domande sulle cose che le piacevano.

5)bene, lo scopri ora. ma quelle preghiere dei fedeli le avevamo pensate in precedenza. insieme. io le ho solo ricopiate.

6) stendiamo un velo pietoso sugli stronzi di cui mi sono innamorata

7)i personaggi menzionati sono amici miei che ho presentato a sara. vergognandomene io stessa. non riesco a trovarle l'uomo della vita

8) questa del carcano la sapete già. se avete parenti che lavorano al carcano, per cortesia, non diteglielo che mi arrampico sui cancelli e strappo locandine

9) al mare non ci si asciuga mai i capelli. ma ogni tanto vien voglia. sara ha dei bellissimi capelli ricci. ma ogni tanto se li stira. al mare, l'estate scorsa, mi ha chiesto di farle la piega liscia. io ci ho messo tutto l'impegno e l'amore di cui ero capace. ma ammetto che la piega era oscena e i capelli rovinati. sara è dovuta uscire con le treccine. e anche con quelle traspariva la scarsa perizia dell'acconciatrice. a mia discolpa devo dire che avevamo perso il beccuccio del phon e io non riuscivo a direzionare bene il getto d'aria calda. per quello.

10)io a sara voglio bene. e la vedo sempre bella. in realtà lei è veramente bella. e infatti quando usciamo insieme io sono quella simpatica.

ho scelto te una donna per amico

16 luglio 2003

ANOMALIA
cerco di scrivere in modo ironico. cerco di usarla, questa ironia. ma oggi ho voglia di dire qualcosa d'altro. in altro modo.

domenica ero in una pizzeria al taglio. fresca, di doccia appena fatta. abbronzata, di honduras appena tornata. con la camicia a fiori, i capelli ricci e la voglia di stare al sole. entro nella pizzeria. con la fame del pomeriggio. di quel relax che ti dà solo la domenica.
entro e ordino un pezzo alla salsiccia.

-con l'angolo, per favore...
-certo!

e col sorriso giro il muso verso l'angolo del locale.
eccola l?.
90 anni. magra come un chiodo. che non capivi se le mancavano muscoli o addirittura un braccio. o una gamba.
talmente magra che se l'avessi abbracciata mi sarei abbracciata da sola.
era la mamma della pizzaiola. che masticava il suo quadrato di margherita. ed era un po' duro e si tirava fuori dalla bocca quei boli soffocanti. li appoggiava sul grembiule, dandosi tempo per masticarli in seguito.
guardava i golosi entrare nel locale e poi uscire. e si sentiva come loro, perchè tutti mangiavamo pizza.
mi ha fatto una tenerezza immensa. e mentre ingoiavo pezzi di salsiccia e mozzarella, mi sono messa a piangere. avrei voluto abbracciarla e dirle "le voglio bene, signora". ma non avrebbe capito.
ho mangiato tutto il tempo guardando lei. e lei ha mangiato tutto il tempo guardando il suo grembiule. contando quanti boli di pizza doveva ancora masticare. una fatica, quel quadratino. per me, un attimo. per lei, una sera intera.
ho continuato a piangere, anche una volta uscita. e sulla soglia, le ho sorriso. lei mi ha guardato e poi ha continuato a rotolarsi in grembo i suoi boli. ma io, andando alla macchina, piangevo ancora.

14 luglio 2003

COME MACCHIA D'ALBICOCCA
ci sono cose nella vita che quando ti succedono ti fanno capire che non c'è rimedio. quando ti macchi d'albicocca, per esempio. se la goccia arancione cade su un capo bianco, puoi provare con la candeggina. ma l'insidia si nasconde dietro il capo colorato. ecco, in quel caso non c'è omino bianco che sbianchi o perlana che rispetti i colori. smacchiare l'albicocca è impresa ardua.
quando è arrivata mery terry nella mia vita si è appiccicata alle mie braghe come macchia d'albicocca. e le braghe erano rigorosamente colorate. mery terry è il mio cul de sac.

al momento madre teresa di pastasciutta è nel mar rosso. mare che dopo la prima abluzione avrà sicuramente assunto i toni decisi del verde marcio. vivere senza di lei in casa è un paradiso, mi sono detta. mi sono sentita come lady oscar quando aiuta i rivoluzionari a prendere la bastiglia.
invece il suo spirito aleggia in casa sotto le forme più insospettabili e spaventose.
settimana scorsa, la prima di libertà sotto cauzione, mi sono goduta il bagno, la cucina, il corridoio. e sono andata a dormire presto. un po' perchè sto scrivendo tanto e sono stanca e un po' perchè volevo ascoltare il silenzio di casa.
nell'oscurità, con le finestre aperte, non temevo nulla. se anche entravano le zanzare non potevano farmi niente. sono anemica e c'è poco da succhiare. in più, quel poco di sangue che ho, se lo sono prelevati i sand flies dell'honduras. quindi, care le mie zanzare , vi è andata male.

ma non ho considerato lui: il pipistrello. si è fiondato in camera mia come il conte dracula su lucy. ho avuto una paura tale da pensare solo a scappare. cosi' mi sono ricordata di soldato jane e ho attivato le tecniche dei navy seals: mi sono buttata giù dalla branda, rotolando sul pavimento. a passo di ghepardo ho strisciato fino alla porta, l'ho aperta e sono uscita. richiudendomela alle spalle.
tremavo. le tossine che non espello bevendo acqua, le ho espulse coi sudori freddi di quei momenti. ero la grotta sudatoria di me stessa. ho aspettato che dampyr uscisse. ho cercato consolazione via sms e l'ho trovata. ma quell'essere stokeriano permaneva. nella mia stanza. all inclusive. senza avere il braccialetto del villaggio.
dopo qualche tempo, sono rientrata. al buio doveva aver ritrovato la via d'uscita. mi sdraio, mi rilasso e sto per crollare.
a un certo punto sento: fr... frrrrr... frrrr...
d'istinto guardo la finestra alla mia destra. vedo arrivare un deltaplano-a-sonar direttamente verso la mia faccia. il topo palmato puntava me.
secondo ciak di soldato jane e seconda botta di hammam.
basta, non ci dormo li' dentro, ho paura. dormo da un'altra parte. ma dove?
a quel punto mi giro e capisco. capisco che non ho via d'uscita. che devo andare a dormire nella stanza di mery terry.

... <- UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO IN MIA MEMORIA

vuota, pulita, disinfettata. quella stanza è l'unico riparo.
con non poco ardire varco la soglia del sacro tempio di madame tomino d'alba. mi sdraio sul letto. e cerco di dormire. ma un santino di padre pio mi inquieta. allora mi giro dall'altra parte. le sue mutande, messe in bella mostra sulla sedia. provo a dormire a pancia in giù, ma così affondo la testa nel materasso, pregno del suo odore. con la faccia in su, invece, scorgo solo il soffitto. ma il suo lampadario arriva direttamente dal set del rocky horror. anzi, solo dell'horror.
non credo di essermi addormentata. credo di aver perso i sensi. credo che il mio inconscio, per proteggermi, mi abbia mandato in catalessi.
la mattina mi sono sveglita alle 6. e chi mi conosce sa che non alzo mai la saracinesca delle palpebre prima delle 9. ho resistito 4-5 ore in quella stanza. ma di più no. perchè alla luce del giorno, vi giuro, era tutto molto più spaventoso. anche del pipistrello.
la prossima volta dormirò con dracula piuttosto che con l'ombra del pigiama grigio-topo morto di mery terry che troneggiava sul servo muto. d'altronde sul pipi ci posso girare un documentario. beh, effettivamente anche su mery terry. ci penserò seriamente.

sotto il lampadario delle stelle,
inutilmente imitatrici dei tuoi denti.
Prendi, e dagli spaventi
tanto sentimentali,
tiri le diagonali dei sospiri violenti.
Svegliata la mattina,
guardi nel posto accanto



08 luglio 2003

LA LACRIMA DI ROBERTO SATTI
la settimana scorsa è volata via come i rotoli della scottex nello spot di qualche tempo fa. sapendo che mery terry partiva, assaporavo ogni momento come se fosse l'ultimo. ben sapendo che era veramente l'ultimo. ma prima di godermi l'agognato premio della sua assenza, ho dovuto superare un paio di inopinati e dolorosi dossi della vita.

entro in casa e chiudo la porta. silenzio. tipo quello che seguiva un'interrogazione improvvisa di matematica. niente "ilèèèèèèèèèè". eppure a mery terry, 'sta lucy della rift valley del terzo millennio, la parola l'hanno data. ed io le ho persino prestato la mia valigia, quindi dovrebbe baciare la terra su cui cammino.
3 passi in corridoio e ancora niente. cucina pulita. stufa albina, segno che nessuno ci ha cucinato sopra.
6 passi in corridoio e regna l'insonorizzazione.
9 passi e da lontano sento un rantolo. come un puffin islandese caduto sul ghiaccio.
12 passi: di fronte al bivio. busso in camera sua per sapere se sta bene o entro in camera mia a godermi la pace?
13esimo passo: mi butto sul mio letto e lancio le scarpe a 1 micron da urby e cammy. rischiando l'infanticidio ittico.

dall'uscio di fronte si apre uno spiraglio. nessie si sta avvicinando. e tra poco, lo so, mi deturperà l'anima con la sua presenza.

-ileniààààààààààààààà
-entra
-mo veramende soggià endrata
-parli peggio del solito. hai un chilo di ghiaia in bocca?
-no
-che c'è? non mi chiami mai ilenia per intero
-non g'ho niende
-sputa. possibilmente non addosso a me
-non ho niende
-allora levati dallo stipite e pensa a quanto starai bene in egitto. e alla possibilità di stabilirti laggiù per sempre. tra l'altro se ti metti a gattoni possono scambiare le tue chiappe per gobbe di cammello. sai i soldi che ti fai a portare in giro i turisti?
-so' triste
-eeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhh, porco cazzo. o ti sfoghi o ti levi dalla mia area di sicurezza.
-so' triste
-l'ho capito. ora gira l'audiocassetta che hai nell'epiglottide e passa al lato B. dimmi perchè.

e inizia a piangere. probabilmente espellendo tossine assunte coi suoi cibi citrugni.

-si sposa
-chi?
-lui
-lui chi?
-il mio fidanzato
-mi manca un passaggio. se il fidanzato è tuo, con chi si sposa, di grazia?
-con la sua fidanzata.
-ricapitoliamo: tu hai un fidanzato che ha una fidanzata che sta per diventare sua moglie?
-zi'
-quanto ancora devo scoprire sulle usanze potentine!
-che sdronzo!
-io direi piuttosto... callido! se scappa da te e impalma un'altra...
-è per colpa sua che mi è successo tutto
-successo che?
-quando ci ziamo lasciati ho gominciato a ingrassare
-ma quello micca è colpa sua
-e avendo gominciato a ingrassare mi è venuta la cellulite
-guarda, ne hai talmente tanta che secondo me te la portavi dietro già da prima, comunque...
-e guindi so' aumendata 15 chili e mi so' ridotta cosi'
-un uomo da solo non puo' arrivare a tanto. credo sia un problema di malformazione dalla nascita
-per colpa sua so' brutta
-anche se fosse, teresa, è acqua passata. ora tu hai la tua vita e lui ne sta per iniziare una nuova. devi guardare avanti. magari in vacanza trovi un beduino e vivi felice nel sahara.
-ma 'sto sdronzo mica me lo poteva dire? da mia cuggina l'ho dovuto zapè!
-teresa, apprezza il gesto. non ha voluto farti soffrire. e magari ha pensato che tu lo avessi dimenticato. e che stessi vivendo una storia con un altro. anche se quest'ultima ipotesi mi sembra da inguaribile ottimista. e utopista.
-sdronzo rimane, 'sto cornuto! è per colpa sua che mi so' spundati i brufoli!
-questo non lo sai. magari ti sono spuntati perchè non stavi bene a prescindere. non dargli colpe che non ha.
-'sto pezzo di merda! quando mi ha lasciato so' caduta in depressione e mi so' stata chiusa in caza 1 mese.
-teresa, tutti abbiamo momenti duri. quando ti ha lasciato non voleva certo farti dal male. era una scelta che doveva fare (merda, parlo come natalia aspesi. come liala. come la bossi fedrigotti. come quella dentona della boralevi. potrei condurre "donne al bivio-dossier").
-lo odio. io so' qua e lui si zpoza!

e piange. ben più di "una lacrima sul viso".

-basta coi rancori. se continui cosi' diventi più brutta di quella che sei. e già stai superando il livello di tolleranza estetica consentito dalla legge. sei veramente un'aggravante dell'atto osceno in luogo pubblico.
-...
-teresa, basta. butatti questa storia alla spalle e perdonalo una volta per tutte. guarda avanti e fatti un nuovo fidanzato
-non pozzo
-questo lo so anch'io, scusa. lo so che per te è impossibile. lo dico per consolarti
-...
-teresa, un sacco di uomini lasciano le loro fidanzate. lui non è il primo e non sarà l'ultimo. non ha fatto niente di male. basta.
-è per colpa sua che...
-che cosa?
-che ho mollato tutto
-mollato che?
-è per colpa sua che ho mollato potenza e so' venuta a vivere qui. se non mi lasciava, io me ne stavo giù. e non venivo a lavorare qui a milano.

in quel nano secondo realizzo il melodramma. che non è suo ma MIO. LUI è la causa di tutto.

-brutto pezzo di merda, 'sto stronzo. 'sto deficiente di un insensibile tronco di faggio. questo rincoglionito con la cognizione di un cavallo a dondolo. questo post it con la colla che non attacca più. questo ramarro incapace di arrampicarsi. questo casanova pelasgico, questo dongiovanni sabellico. questo brigante di adiposi cuori femminili. questo suricata fifone. questa aphelandra senza germogli. questo surrogato di seppia incolore. quest'uomo dal ventricolo retrattile, dall'alveolo insensibile, dall'aorta recisa. questo gadget di uomo è la causa di tutti i miei mali. spero che secchi come una patata americana nel texas. o come un cactus in svezia. spero che sia irretito come gli ingenui alla stazione col gioco delle 3 carte. che sia abbindolato come uno studente che firma per un'enciclopedia. come quell'idiota che ha pagato miliardi per il teschio di gesù bambino. spero che passi tutta la sua vita da un protologo.

e cosi', credendo di godermi una settimana di pace, mi ritrovo sconfitta dai sensi di colpa. per aver augurato ogni sorta di malattia venerea a un uomo che in fondo, dalla malattia venerea più terrificante della sua vita, è riuscito a liberarsi.

Con lacrime salate agli occhi tuoi
ben condita amata t'ho.
Dài piangete... ooh ooooh.
Dài cantate... ooh ooooh.


01 luglio 2003

BEETLEJUICE
ci sono momenti nell vita in cui sai che stai sbagliando. eppure continui ad errare errabonda.

prima di partire per l'honduras mi sono messa in camera mia a riempire la valigia. dopo 20 minuti che sbattevo dentro costumi e infradito, ecco che sento montare il lato oscuro. una cappa fuligginosa come quella dei camini tra cui danzava dick van dyke in mary poppins. nemmeno yoda avrebbe saputo contrastare una presenza cosi' negativa. e nemmeno il piccolo spazzacamino di de amicis, tutto nero in viso, col suo sacco ed il suo raschiatoio, avrebbe saputo pulire quest'ombra indelebile della mia esistenza. mi giro e rischio il collasso. eccola li' mery terry, con le sue braghette corte grigio topo-morto, la canotta bianca del "pronto spurgo cammarasana" di potenza e un torsolo di mela in mano. il resto della mela aveva già cagliato e stava viaggiando tra il suo cardias e il duodeno.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-che c'è?
-chemmetti in valiggia?
-abiti
-e cibo?
-ma sei scema? se vado in honduras mangero' mango e cocco per 10 giorni
-e carne no?
-quella che c'è. comunque mi adeguero' alle usanze locali
-e ce la farai?
-se mi sono adattata a te, posso anche mangiare carne di iguana
-zenti...
-dimmi
-volevo di'...
-avanti...
-volevo zapè...
-ma cristobal, vuoi finire le frasi che inizi? puoi applicare le tue abitudini comportamentali davanti al cibo anche ad altre occasioni?
-chevvuodi'?
-cosa fai davanti a una bistecca impanata, fritta e spalmata di maionese?
-la mangio
-brava! la inizi e la finisci. cosi' devi fare con la lingua italiana. inizi una frase e la finisci.
-ho capito.
-cazzo, basta trovare la chiave giusta e rientri in questa dimensione. se t'avessi incontrata prima, stargate l'avrei girato io in vece di emmerich
-zenti... sto fagendo angh'io la valiggia... ma non ci zta la roba
-ma che valigia hai? 15 chili ci dovrebbero andare...
-15 chili?
-quando viaggi in aereo hai un limite massimo di bagaglio: per l'egitto sono 15 chili
-e mo' come faccio?
-ne hai messi di più?
-chenneso'? come faccio a pesare?
-prendi una bilancia e ci metti sopra la valigia, tesoro! non mi sembra un logaritmo particolarmente irrisolvibile!
-ma ci zta sulla bilangia?
-se riesce a pesare te, direi che siamo in una botte di ferro!

si leva dallo stipite della mia porta e attraversa il corridoio. dopo 10 minuti rientra.

-so' 25 chili
-chi, tu?
-nooooooooooooooo, la valiggia!
-ma che giumbolo c'hai messo dentro? gli elettrodomestici?
-beh...
-che vuol dire beh? teresa, che ci hai messo?
-vestiti, sgarpe..
-ok, fin qua ci siamo...
-asciugamani
-quelli toglili, te li dà l'albergo. anche il telo mare.
-veramende?
-ci dev'esser scritto sul depliant
-'nfatti ci zta scritto. ma a me mi schifa
-cosa?
-uzare un asciugamano che ha uzato un altro
-ma li lavano, signorina napisan
-vabbeh... poi ci ztanno il ferro da stiro, i deterzivi e la spugna
-i detersivi? per pulire che?
-il bagno! a me mi schifa se non pulizcono bene
-ma se puliscono meglio di te! vai in egitto con spic e span? togli tutto, brava brava mariarosa
-ma il ferro no
-e perchè prendi il ferro? se sistemi le cose bene in valigia, non c'è bisogno
-ma non mi piace andare in giro con la robba strobicciata
-teresa, vai in giro con quella faccia li'. l'abito sgualcito è il minore de tuoi mali. più che alla lavanderia io penserei all'estetica!
-chevvuodi'?
-che quando vai in giro, la gente si volta dall'altra parte. quindi non nota di sicuro i tuoi capi d'abbigliamento!
-e poi c'è l'olio e un po' di formaggio
-stai scherzando, vero?
-eppecchè?
-metti del formaggio in mezzo agli abiti? che cristopher te ne frega di stirare se poi puzzi di paddraccio?
-buonooooooooooooooo
-ma mangia quello che ti danno là! non farti compatire! via l'olio e il reparto caseario. togli tutto quello che non sono abiti leggeri, costumi, pareo e creme protettive. per il resto ci si arrangia.
-ma non ci zta lo stesso!

e mi fa vedere la sua valigia. sarà stata 1x1 m, di tela, con le cinghie.

-teresa, questa valigia non va bene
-pecchè?
-in aereo è meglio usare quelle rigide. o perlomeno avere un lucchetto o una combinazione
-ecche ddevi gombinare?
-serve a tutelare la tua roba. non si sa mai. dopo quello che è successo a malpensa...
-ma io mica ce l'ho
-sei tutta qui? con questa suitcase modello paleolitico?
-zi'

è stato li' che ho perso la ragione. e come nel migliore dei cartoni animati, sono comparsi due esserini sulle mie spalle. sulla spalla destra c'era un angioletto azzurro e luminoso. sulla spalla sinistra un diavoletto rosso tipo quello del milan. l'angelo mi diceva "diglielo, diglielo" mentre il diavolo "non dirlo, sei pazza? non dirlo, sei pazza?". combattuta tra le mie due essenze più profonde, quella buona e quella cattiva, ho dovuto cedere. e l'ho detto.

-teresa...
-zi'?
-quando parti?
-5 luglio
-quindi io faccio in tempo a tornare dall'honduras
-zi'???????????????????????
-vvvvv.... vvvuuuu... vvvuoi llla mmmm... vvvvuoi lla mmmmia... vvvvaaaaaligia?

è uscita cosi', senza che me ne rendessi conto. quella domanda è uscita dalle mie corde vocali senza che il resto dell'apparato fonatorio potesse impedirlo.

-vuoi la mia valigia? te la presto
-ziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

e ieri sera gliel'ho data. le ho svelato la combinazione e gliel'ho affidata. tra poco sarà gravida di 20 chili di abiti potentini, di pinne, fucile ed occhiali. e sotto un cielo di mille colori, io mi butto con la testa all'ngiù. dal terzo piano di un criminoso palazzo alla periferia di milano.

Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?

16 giugno 2003

UN NATURALE CICLO BIOLOGICO
lo so, lo so. a volte dimentico che mery terry è umana. che fa anche cose da umana. che ha il suo naturale ciclo biologico.
che è nata.
che cresce (effettivamente mery terry cresce in maniera del tutto anomala: dopo la pubertà ha continuato a svilupparsi. ma in senso orizzontale, non verticale. e ha aumentato i tessuti adiposi a scapito di quelli muscolari. e non ha incentivato le funzioni del cervello e degli organi fonatori. a scapito di tutte le teorie semiotiche sulla comunicazione).
che si nutre.
che si riproduce (almeno tenta. ma poi incontra dei fenomeni come johnny e non riesce a svenderla neanche col 3x2).
che invecchia.
eh, sì, siore e siori, la scorsa settimana mery terry ha celebrato il suo compleanno. ma in contumacia. perchè per vigilare sui preparativi della festa, è tornata al paese natio. dove per un compleanno si sta a casa almeno 7 giorni lavorativi e si ordinano cibarie ufficienti a sfamare giuliano ferrara.
e io non me la sono sentita. non me la sono sentita di mancare di cortesia. così le ho telefonato per farle gli auguri.

-teresa?
-zì?
-ciao, sono ilenia
-zì
-volevo farti gli auguri di compleanno... -e lì ci schiaffo la mezza battutina- ...vecchia potentina che non sei altro!
-botentina?
-potentina, sì!
-e che vuol dire?
-di potenza, proveniente dall'amena località lucana di potenza! hai presente la città dove vivi?
-ah! ho capito! grazie per gli auguri... ti sei ricordata...sei stata gentile...grazie ancora...non dovevi...veramende...e chi ci penzava mò che mi facevi gli auguri...mica lo sapevo che te ne ricordavi...
-TERESA! porco cazzo! ti ho fatto gli auguri micca ti ho chiesto di diventare mia moglie!
-zì, però sei stata gentile!
-ecco, allora precisiamo. sono stata GENTILE, non AMICHEVOLE. distingui le due cose. che poi ti monti la testa.
-scuza, che hai detto? non ti zentivo perchè mia madre urlava con mia sorella...
-e che avrà mai fatto tua sorella? ha sbagliato le dosi della pastiera napoletana? ha comprato della bresaola magra? ti ha preparato una torta di 10 piani invece che di 15 dimenticando le statuine di marzapane sugli strati intermedi?
-no. ha gomprato ricotta magra. fa schifo.
-fa schifo tua sorella o la ricotta?
-noooooooooooooo, la ricotta! mica è bbuona senza grassi!
-vedi, uno spunto per riflettere sulla mia esistenza. questo episodio mi fa comprendere molte cose. ad esempio che la mia vita è ricca di grassi: come TE. e in estate i grassi vanno ridotti. i grassi vanno eliminati. quindi devo cambiare regime alimentare. e condominiale. sei un monito vivente che fa una pippa alla weight watchers. grazie.
-..........
-teresa?
-zì?
-non ho capito solo una cosa in tutto questo
-zì?
-tu compi 33 anni anni, giusto?
-zì
-allora mi spieghi perchè ad essere crocifissa con la tua santa presenza sono io che ne ho quasi 29?
-in ghe zenzo?
-nel senso che la tua convivenza è una quotidiana via crucis che mi porterà al calvario senza passare dal via.
-???
-lascia perdere. probabilmente non parli perchè hai già la bocca piena. toglimi solo una curiosità.
-zì?
-che regalo ti hanno fatto i tuoi?
-eh eh!
-dimmi...
-eh eh
-teresa, non è che arda dalla voglia di saperlo: o me lo dici o riattacco.
-l'automobile
-ui! bello! e che auto ti hanno regalato?
-...
-teresa? ti ricordi come si chiama l'auto?
-zì
-e sarebbe?
-alfa 147. come la tua. e me la porto su a milano. così le mettiamo vicine sotto casa.
-NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e la sera al telefono tu mi chiedevi: "Perché non parli?".

10 giugno 2003

L'UNDICESIMA PIAGA D'EGITTO
ho smesso di rientrare a casa e aspettarmi la normalità. ho iniziato a rientrare in casa e aspettarmi il peggio. e voi non potete capire che cos'è il peggio finchè non siete sulla soglia di casa e dal vostro pertugio oculare non vedete mery terry. ma non una mery terry qualunque. mery terry in reggiseno e pantaloncini che cucina lamentandosi dell'afa.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-come sei vestita? o meglio, come ti sei svestita?
-tengo caldo. mi sò messa i pantaloni corti. la maglietta fa caldo quindi sto in reggiseno.
-ma se stai nuda vicino ai fornelli il tuo stesso grasso si nebulizzerà e poi ricadrà umido tra i condimenti della minestra. sei una cannibale, ti nutri del tuo stesso grasso umano, te ne rendi conto?
-chevvuòdì?
-voglio dire che la vista -seppur parziale- del tuo derma pustoloso mi sconvolge l'intestino, o mayala desnuda
-eeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhh, chessarrammai! adesso mi dò lo smalto!
-brava! vai in camera tua e imbianchinati quei depositi calcarei che hai al posto delle unghie!
-ma che ti sei 'mbazzita? lo smalto me lo dò in gucina!
-Cucina, con la C!
-gucina, gucina... comunque stoqqua. mica vado in camera che dopo resta la puzza
-brava testa di cavallo a dondolo! e così ti dai lo smalto qui dove mangio io? e poi chi glielo spiega al mio gastroenterologo com'è che non guarisco mai dall'esofagite?
-sò cazzi tuoi. io lo smalto me lo dò qua.
-vabbeh, allora salto la cena e mi isolo olfattivamente in camera mia
-nooooooooooooooooooooooo
-no?
-nooooooooooooooooooooooo
-e perchè mai, teresa, non potrei andare nella MIA camera?
-perchè ti devo ghiedere delle cose
-Chiedere, con la C! ma com'è che stasera ti confondi le c con le g?
-ma tanto le lettere sò tutte uguali, chevvuò!
-allora non importa se invece di chiamarti teresa ti chiamo in un altro modo... che so... chiesa... attesa... SOVRAPPESA...
-chevvuodì sovrappesa?
-mentre pronunciavo il lemma mi assaliva subitaneo il dubbio che il suo significato ti fosse ignoto... il solito ignoto...
-vabbeh, ma ti devo chiedere delle vacanze
-vacanze? vai via? no, non dirmelo così che potrei illudermi e poi ci rimarrei male se non parti
-no, barto, barto...
-barto?
-barto, vado...
-Parto, cristobal, con la P! ma che problema antropoiatrico hai?
-zenti... volevo sapè... tu dove sei andata la scorsa estate?
-me l'avrai chiesto 280 volte. hurgada, mar rosso
-che hotel?
-sofitel
-quanto hai speso?
-son cazzi miei
-io spendo meno

avete mai visto un gerboa? sono quei topini bipedi che saltano come canguri e vivono nel deserto. ecco, come un gerboa che mi sia salito zompettando dai piedi alla spalla destra, una chiara certezza s'incuneava nel mio cervello: mery terry va ad hurgada. dove sono andata io. e ritorniamo al dramma dell'emulazione.

-ma porco cazzo, teresa!
-checc'è?
-ma possibile che devi sempre fare quello che faccio io?
-perchè?
-e l'orologio ce l'hai come me, e il cellulare come me, e il bagnoschiuma come me e tutta la tua vita la copi da me. puoi tentare, almeno marginalmente, di avere una tua opinione che esuli dal culinario o dal caseario in genere? puoi, per favore, smetterla di copiarmi? puoi smetterla di essere la carta carbone della mia esistenza? vivi la tua vita, porco cazzo. lasciami in pace.

ho esagerato, lo so. in tanti vanno a hurgada e nessuno copia me. io stessa potrei essere stata accusata di aver copiato qualcuno che ci è volato prima di me. sono una bestia.

-ma io mica vado a huganda!
-hurgada, non huganda!
-beh, io mica vado a hurganda! vado a shammel scieic
-SHARM EL SHEIK
-beh, vado a sharmel scic con izabella. 15 giorni. a luglio.

mi sento una merda. mi sento come un lombrico attaccato a una canna da pesca che non riesce ad attirare alcun pesce. mi sento come la cacca di quel lombrico. mi sento come l'alga su cui cade la cacca del lombrico. mi sento come la confezione della merendina buttata a mare da un bambino che fa merenda e che si attacca all'alga su cui c'è la cacca del lombrico. sono un essere ignobile. l'ho accusata ingiustamente e superbamente. ho peccato di presunzione. che brutta figura. che pessima donna sono. basta, le chiedo scusa e me ne vado a dormire.

-teresa scusa, non volevo dire quelle cose sul fatto che mi copi. mi dispiace. magari sono un po' nervosa perchè sto lavorando tanto. sono mortificata.
-e sei invidiosa
-di che?
-che io vado nel mar rosso
-ma... invidiosa no... io ci sono stata... comunque davvero... scusa. per farmi perdonare ti lascerò qui in cucina con il tuo smalto e le tue ricette. fa pure. per stasera mi merito una punizione.

con la coda tra le gambe salto la cena e mi metto a pensare a quanto sono stupida e boriosa. e sento che lei, in cucina, spignatta, spadella e ci va giù pesante con l'acetone. sto per addormentarmi delusa da me stessa, con la macchia umana di roth sul cuscino, quando dal corridoio, all'alba della mezzanotte, sento teresa che dice:

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-sì
-dormi?
-no
-volevo dì...
-dimmi pure
-come si chiamava il posto dove sei andata a huganda?
-sofitel
-ecco, lo digevo a izabella. volevo andà lì a tutti i gosti, ma non g'era più posto. per quello siamo andati a shammel. magari ci vado l'anno prozzimo a sofitel... oppure mi dici che fai quest'estate e così ci vado io a luglio 2004!

di nuovo sono incappata nello stesso errore. mentre teresa volava dalla finestra, non ho calcolato la gittata nè la velocità. avrei potuto risalire al suo vero peso.

Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto







23 maggio 2003

PESCIOLINO ROSSO CHE NUOTI NEL MIO COCCIO
davanti all'imbecillità umana, capisco unabomber. davanti all'imbecillità potentina, capisco novi ligure.
1 mesetto fa ho comprato due pesciolini, urby e cammy. urby è un comune pesciolino rosso, cammy è un pregiato pesciolino canarino con una macchietta nera sul musetto. vivono in camera mia, in una reggia tonda di cristallo dove ogni tanto piove manna dal cielo. bombe vitaminiche per fauna ittica in forma dietetica di pallina. 2 volte a settimana gli dò anche una brancatina di coloreria italiana per ravvivare il colore delle squame. sono due bei pesciolini, intelligenti. quando gli dò l'enervit vengono a galla a salutarmi e a mangiare. un po' pesce-cani di pavlov, insomma. solo che immersi nell'acqua come sono, non riesco a capire se salivano.
sapete che l'acqua dei pesci rossi va cambiata con cautela, altrimenti gli sbalzi di temperatura li debilitano. ieri sera era giornata di ionizzazione, quindi sono arrivata a casa col fermo proposito di ossigenare i miei piccoli squali domestici.
entro in camera e vedo la boccia riempita a metà, con una distesa di cibo sulla superficie: tipo come quando riempite di latte una tazza con i cornflakes. immediata e repentina arriva l'idrofobia.

-teresaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
-chevvuò?
-che cazzo hai fatto?
-ho gambiato l'acqua ai pesci
-ma chi te l'ha detto?
-ci ztavano le cacche dentro!
-porco cazzo, teresa, i pesci non hanno i vani nella loro boccia. se cagano lo fanno nell'acqua dove vivono.
-ma che schifo!
-senti, se io vivo con te da due anni, loro possono vivere nella loro merda per 7 giorni, ok?
-ma mi schifano
-MA TU NON ENTRARE IN CAMERA MIA E NON LI VEDI, CRISTOBAL!!!
-volevo zalutarli
-non siete amici. loro sono pesci, tu appartieni ai primati, ma per un errore genetico. in realtà dovresti essere classificata come anfibio, rana pescatrice. pare divori ogni cosa le si presenti in mare.

segue un silenzio imbarazzante

-teresa, dove hai buttato l'acqua?
-l'ho portata giù in cortile!
-ma sei scema? e i pesci?
-li ho catturati con la tua retina e messi in un bicchiere
-due pesciolini in un bicchiere? non sono di bombay! per loro la concentrazione demografica è migliore!
-non zapevo dove ficcarli!
-ma mi spieghi perchè ti sei fatta 3 piani di scale per buttare l'acqua in giardino?
-perchè mi schfava buttare l'acqua sporca nel lavandino!
-ma cristo santo di una madonna immacolata, dovevi buttarla nel water!
-ma nel water pisciamo noi!
-senti teresa, con tutto quello che mangi, evacui feci di almeno 15 cm. una cacchetta ittica di un micron non può fare più schifo di quello che defechi tu!
-comunque ti ho lavato la boccia
-spero non col detersivo...
-noooooooooooooo
-ah, meno male
-....col lisoform, cozì si dizinfetta!!!

l'immagine che avevo davanti agli occhi era composta da due pescilini spappolati in un bicchiere di vetro, buttati poi in una boccia schiumosa piena di lisoform e scombussolati dalla grazia e dall'imago imperiosa di mery terry che si ergeva dietro la trasparenza della loro campana di vetro.
la reazione di ira funesta scatenatami da questa completa e totale mancanza di cervello da parte di mery terry ha avuto conseguenze irreparabili e non mi sono saputa contenere.
mi pento solo di non aver guardato la gittata di teresa mentre volava dal balcone.

Non vedi che per amore
lei sta diventando assassina?

21 maggio 2003

E LA LUCE FU
di solito non faccio grossa spesa: di settimana in settimana compro ciò che mi serve, evitando di consumare generi alimentari di varia origine. ieri sera invece mi è partito l'embolo e ho comprato 6 bottiglie d'acqua IN VETRO, latte (in vetro), miele (barattolo di vetro), patate (in retina da 5 kg) e sacchetto (di carta). il corollario di questa situazione del gravoso peso di circa 13 kg è stato che l'ascensore non funzionava. quell'ascensore funziona sempre, soprattutto quando vorrei che rimanesse bloccato tra il 1° e il 2° piano con dentro mery terry ed eventualmente lo scoreggione del palazzo (il referto sarebbe "morte per asfissia"). o se proprio lo scoreggione è di riposo, mi andrebbe bene anche quello che si schiaccia i brufoli davanti lo specchio del lift o quello che sputa sul pvc che riveste il pavimento. non so. sinceramente pensandoci anche quello che ha scritto sulla parete dell'ascensore "SE FUMATE MORITE TUTTI E DIVENTATE BECCHINI" mi sembra un individuo poco raccomandabile: tipo che domani va sul suo balcone e inizia a sparare ai passanti.
insomma, mi faccio 3 piani di scale a piedi perchè nel nostro condominio manca la luce elettrica. arrivo davanti alla porta e non suono perchè non essendoci la corrente il campanello non può funzionare. giro la chiave nella toppa e mi si presenta davanti uno spettacolo raccapricciante: mery terry spettrale, a lume di candela. alla fioca luce della fiammella sembra il conte dracul, con il codino dei suoi biondi capelli permanentati, il brufolo bello saturo e la tuta grigio topo morto che non vedevo da un po'.

-ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè, ma sei pazza?
-ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh lo dovrei fare io, scusa!
-ilèèèèèèèèèè, imbara a zuonare quando entri
-porco cazzo teresa, manca la luce!
-e allora?
-e allora il campanello non funziona, genialona!
-allora bussa!
-ma sei deficiente? questa è anche casa mia!
-ma se non suoni mo' mi piglia un infarto!
-teresa, non dirlo 2 volte che esco e rientro subito senza avvertire, eh?!?!
-zenti, manga la luce
-sagace!
-credo che è saltato il valvolo!
-la valvola, cristobal! la valvola!
-vedi se la puoi aggiustare, ilèèèèèè?
-teresa, se la valvola salta, non vuol dire che è rotta: basta tirarla su. un gesto difficile e complicato che anche tu ti puoi permettere. a meno che tu non soffra di aprassia e a quel punto si va insieme all'ASL e io mi prendo l'accompagnamento.
-eh?
-senti, la luce manca nel resto del palazzo, quindi evidentemente c'è qualcosa che non va.
-e mo' come faccio? devo mangiare!
-perchè, vai a elettricità anche tu?
-no, ma non pozzo mangiare! non pozzo cuginare!
-teresa, il cibo lo cucini col gas. l'acqua esce dal rubinetto: direi che ce la puoi fare a cuocerti un po' di pasta e sopravvivere!
-eh, zì! la fai facile! mica si può mangiare solo pasta!

passano alcuni minuti veramente infelici in cui, avendo il cellulare scarico e non potendo ricaricarlo, cerco di leggere. ma alla luce del lumino divento più strabica di quel che sono. l'unica alternativa che ho è cercare un dialogo con mery terry. e quando mi scontro con le nostre differenze geografiche e umane, capisco perchè in medio oriente non riescano ad arrivare ad un accordo.
ma poi, improvvisa come la gravidanza di marina berlusconi, ritorna l'enel nella nostra casa. e alla luce del monopolio elettrico italiano mi si prospetta una scena come quella finale della "finestra di fronte" di ozpetek, quella meravigliosa tavola imbandita di torte artistiche che incantano l'occhio.
ecco, la nostra tavola era imbandita ma non aveva alcunchè di incantevole. tantomeno di ozpetek.

-teresa, ti sposi? cazz'è tutta 'sta roba?
-oggi so' tornata prima da scuola e ho mangiato presto: mo' mi è venuta fame.
-porco cazzo, la fame è comprensibile ma la tua è una voracità crudele che nemmeno arkan possedeva!
-ehhhhh, quanto la fai lunga!

e ognuna si mette a fare la sua comida. questo è l'ordine dei fatti che si è susseguito nella nostra cucina:

ore 21:00= metto a bollire l'acqua per la pasta
ore 21:20= scolo e mangio pasta alle zucchine
ore 21:30= condisco tonno e pomodoro e lo mangio
ore 21:45= pelo a mangio una pesca
ore 21:50= finisco il mio pasto

per mery terry l'iter burocratico è differente.

ore 20:30= mette a trifolare peperoni con aglio, olio e spezie varie
ore 20:45= fa bollire l'acqua
ore 21:00= toglie i peperoni dal fuoco
ore 21:10= mette la pasta nella padella dei peperoni ERGO -->mangia pasta ai peperoni
ore 21:30= cuoce una bistecca di tacchino
ore 21:40= nel grasso della bistecca intinge un pezzo di pane di altamura perchè "non va buttato"
ore 21:50= inveisce contro gli sceneggiatori di "carabinieri 2" perchè non le piace il plot
pre 22:00=condisce 1 kg d'insalata con una salsina che suo fratello le ha portato dalla Germania
ore 22:30= finisce di scofanare primo e secondo (mery terry li mangia in parallelo)
ore 22:45= mangia le fragole col gelato

fin qui tutto normale.

ore 23:00= si condisce una terrina di fagiolini. le fanno schifo. li salta in padella con una caterva di burro. le piacciono.
ore:23:20= si fa un panino per l'indomani con prosciutto e formaggio
ore 23:30= avendo il pane a portata di mano, si fa un panino con nutella
ore 23:40= avendo il formaggio, si mangia un pezzetto di formaggio
ore 00:00= avendo un buchino nello stomaco, si mangia una pera
ore 00:10= si lamenta perchè ingrassa
ore 00:15= assaggia un salamino sott'olio che le ha dato la sua collega diggiù

ore 02:00= NON bussa alla mia porta a chiedere della citrosodina. perchè uno a queste maratone culnarie ci deve essere avvezzo

Luci - ah! Luci - ah!
Di solito così non si fa!
Luci - ah! Luci - ah!

13 maggio 2003

SULLA VIA DI DAMASCO
ieri ho fatto una scoperta che mi varrà sicuramente il premio Nobel per la Pace perchè risolverà i conflitti in Medio Oriente, tra i cattolici croati, gli ortodossi serbi e i musulmani bosniaci nei Balcani, tra India e Pakistan, che porrà fine alla guerra nelle Molucche, nelle Filippine, tra cardinali vaticani e frati di san giovanni rotondo, tra laziali e romanisti, tra rai e mediaset.
dopo un'attenta riflessione, ho scoperto chi è il vero messia di questo millennio e del precedente: PINOCCHIO.
ebbene sì, Pinocchio, il burattino di Carlo Lorenzini, è il nuovo salvatore. capisco che i cristiani inorridiranno a queste mie parole, ma se ci pensate il bambino legnoso e lagnoso di collodi ha tutte le caratteristiche tipiche del cristo:

1)sia Gesù che Pinocchio sono figli di falegnami, ottenuti tutti e 2 senza copulazione. giuseppe si è trovato di fronte al fatto compiuto che maria era incinta dell'altissimo; geppetto era addirittura in assenza di una qualsiasi donna ed ha dovuto modellare il suo erede con le proprie mani. mi sembra chiaro che il messaggio implicito nella bibbia e nell'opera di collodi sia che quando un uomo non ha una donna e vuole un figlio, deve ricorrere alla sega. e questo ha aperto nuove e inaspettate frontiere per l'onanismo.

2)pinocchio e gesù hanno come mamma una sempre vestita d'azzurro. la fata turchina e la madonna prediligono abiti dalle tonalità che spaziano dal blu di prussia al verde acqua, ma sempre e rigorosamente col velo in testa. l'unica differenza è che la madonna non ha la bacchetta magica ma in compenso ha una sua festa il 15 d'agosto (e a 'sta festa ci vanno tutti perchè sono in ferie), varie statue che lacrimano (chi sangue e chi acqua) in giro per l'Italia e soprattutto una cantante che porta il suo nome. e non è roba da poco.

3)pinocchio e gesù sono girovaghi. gesù ha fatto il bello e il cattivo tempo in palestina (prima, ma molto prima di arafat e sharon) mentre pinocchio ha scorazzato nei più bei luoghi di piacere del mondo, come il paese dei citrulli.

4)pinocchio e gesù hanno entrambi perso il loro migliore amico per una questione di testa. lucignolo, testa d'asino, in asino ci si è trasformato tutto e poi è morto. giovanni battista ha perso la testa per salomè ed è morto. oltra a pensare che sia il burattino che il messia portino un po' rogna, c'è da dire che rispetto il dolore per questa perdita. anche se poi gesù, intimamente colpito dalla decollazione del cugino, si è fatto furbo e si è creato una compagnia di 12 con cui uscire. che se per caso uno non poteva, gli altri c'erano sempre.

5) gesù e pinocchio sono stati traditi per soldi. gesù è stato tradito da giuda per 30 denari. ma poi giuda si pente e si impicca. pinocchio invece viene tradito dal gatto e la volpe (travestiti da assassini) per 4 zecchini d'oro. ma impiccato ci finisce lui. questo è il vero martirio: chi si fida degli amici e viene tradito, muore ma poi resuscita. pinocchio è salvato dalla fata turchina e dal suo corvo, gesù muore in croce (fondamentalmente sempre attaccato a un albero, quindi) e viene recuperato dalla madonna. che sta sempre a noi donne tirar su i pezzi di un uomo malandato e pagare le spese delle onoranze funebri.

6) sia gesù che pinocchio hanno a che fare coi miracoli. gesù era bravetto a farli in autonomia, pinocchio, quale uomo della strada, cerca di ottenerli seminando monete nell'omonimo campo. a tutt'oggi molte delle vicissitudini di gesù hanno dato nome a piazze e vie. ma una delle piazze più belle è sicuramente quella con la torre pendente e il cui nome, campo dei miracoli, lo si deve a pinocchio. insomma, sia gesù che pinocchio avevano l'amore per la toponimia.

7) gesù e pinocchio hanno parenti che finiscono nel ventre di un animale marino. giona, trisavolo del cristo, viene inghiottito da una balena; geppetto, parente più prossimo di pinocchio, viene inghiottito da un pescecane. ma mentre giona viene punito perchè non vuole affrontare le sue responsabilità, geppetto finisce nel pescecane proprio perchè vuole andare incontro alla sua vita di padre. in questo caso l'insegnamento più dotto ci arriva da collodi.

8)alla fine della loro storia, sia gesù che pinocchio si trasformano. gesù effettua la sua trasfigurazione in pompa magna, tra apostoli e profeti ma rigorosamente segnati nella lista del privè del tabor (sul cucuzzolo gesù ci porta solo pietro, giacomo e giovanni e convoca mosè ed elia). pinocchio invece si trasforma in un semplice bambino e senza grandi clamori. una persona semplice.

9)last, but not least, sia gesù che pinocchio hanno un musical dedicato. il problema è che mentre quello di gesù l'hanno scritto e musicato rice e lloyd webber, quello di pinocchio è ad opera dei pooh.

tutto questo per dire che pinocchio potrebbe davvero rappresentare il nuovo simbolo della religione universale. come burattino, poi, non è anatomicamente riconducibile a nessuna etnia e può essere venduto a prezzo standard in tutti i paesi del mondo. non crea conflitti d'interessi, è manifesto di sani principi, è umano perchè fa un sacco di sbagli ma poi si redime. pinocchio è uno di noi.
nel caso foste attanagliati da qualche dubbio, porto una forte testimonianza della mia ipotesi. tale testimonianza proviene da Jesus Christ Superstar, allorquando Pilato guarda Gesù e gli dice "Die if you want to, you innocent puppet!". anche tim rice aveva dunque compreso che gesù era un burattino. ma non aveva ancora capito quale. per quello sono arrivata io.

Così le salta in mente,
all'improvviso,
che esistono gli dei

05 maggio 2003

PERCHE' NON CI FACCIAMO MANCARE NEANCHE RIDLEY SCOTT
Io ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi: agnelli da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di scamone...E ho visto i raggi B del metano balenare nel buio vicino alle porte della cipolla tropea...E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia -lacrime causate dalla cipolla, appunto-
E' tempo di morire. E che sia un bel morire di fame. Altrimenti morirete di ciò che vi cucina mery terry se vi invita a cena.

isabella è una pazza. non solo perchè è amica di mery terry (le vie del martirio sono infinite: c'è chi sceglie le stigmate e chi le ricette potentine; chi diventa simbolo del merchandising di san giovanni rotondo e che si becca pustole e foruncoli) ma anche e soprattutto perchè accetta i suoi inviti.
ho scoperto che isabella ha trascorso le vacanze a potenza con mery terry. 15 giorni tra pasqua e lunedì dell'angelo in completo isolamento alimentare: non mi stupisce che abbia festeggiato il 25 aprile come dì della liberazione. mi sovviene balzana e sagace l'idea che se mery terry fosse emigrata negli states prima della grande guerra e fosse sbarcata in sicilia con gli alleati, invece di cioccolata e cocacola avrebbe distribuito formaggi e melanzane sott'olio. e ora saremmo la metà della popolazione ma con ugual peso: il 75% del quale rappresentato da sebo in eccedenza.
non so cosa abbiano fatto isa e merry nelle loro scampagnate lucane e sinceramente se provo a evocare le immagini di loro due che corrono nelle distese granacee di quei luoghi, più che l'ultimo film di salvatores mi sovvengono soltanto fotogrammi bucolici. dove della parola mantengo solo la radice: buco. il complemento necessario al completamento della locuzione ve lo lascio intuire.
insomma, mery thelmy e iso-luise se la sono goduta. anche perchè le sentivo raccontare della loro giornata più divertente, passata sull'altalena in un bosco. se ci fosse stato d.h.lawrence avrebbe saputo tradurre questa immagine con chiari riferimenti sessuali. in mancanza di valenti scrittori inglesi quali il perturbato herbie e soprattutto in presenza di soggetti quali mery e isy, direi che la scena perde alquanto di mordente.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-checc'è?
-vuò vedè le foto?
-no
-eccole
-teresa, porco cazzo, non le voglio vedere!
-maddai, sòbbelle!
-il concetto di bellezza e di mery terry si escludono da una frase per autocombustione. le tue foto faranno schifo e io non le voglio vedere.

e me le piazza davanti mentre sto mangiando. inutile la corsa al bagno: il reflusso gastrico entra entrato a pieno regime nell'esofago.

-ma dove siete?
-nel bosco! vero izabella? emmangia!
-mhm
-e chi ci fate nel bosco?
-ztiamo zull'altalena! che ridere! ci ziamo divertite vero izabella? mangia, izabè!
-mhm

isabella non spiaccica parola mentre io lascio scorrere le foto di loro due fissando un punto qualsiasi della cucina, per evitare il focus sulle pustole di mery terry.

-teresa, quando torni giù i brufoli ti si arrossano e ti si ingrandiscono
-già! è perchè mangio come una porca! AHHHHHHHHHH AHHHHHHHHHHHH AHHHHHHHHHHHHHHHH! mangia izabè!
-non colgo la differenza con la tua alimentazione di milano
-qui mangio poco, chevvuò? mi cala l'appetito! e tu izabè mangia!
-eccheccazzo! meno male che ti cala l'appetito! altrimenti dovremmo tenere posteggiato un camion della bofrost sotto casa per garantirti il fabbisogno giornaliero!

ma come al solito mery terry non capisce. è impegnata a ingozzare isabella e a obbligarla a mangiare.

-mangia izabè!
-ma veramente mi hai dato 3 piatti di pasta con le cipolle... io sarei piena!
-ehhhhhhhhhhh! per così poco? tu non mi dai soddisfazione! mangia!

mi sento di intervenire in difesa del più debole.

-teresa, se non le va magari è meglio di no. altrimenti te le ritrovi a ingozzarsi di citrosodina!
-macchèè! mangia izabè! ci sta la carne!

sconvolta dalle foto e distratta dal focus che avevo fissato in un punto lontano della cucina, non avevo notato il menu. in un paiolo da caserma mery terry aveva cotto 1 chilo di fusilli. a lato giaceva una padella antiaderente con dentro una montagna di cipolla. e in mezzo alla cipolla spuntavano dei brandelli di carne.

-teresa, scusa... checcazzo è quella roba?
-una ricetta di mia madre. mò te la zpiego. prendi 1 chilo e mezzo di cipolla, la tagli e la metti a cuocere in una padella. poi prendi dell'agnello e delle bistecche di vitello e ce le metti dentro. e le fai cuocere. quando sò cotte usi un po' di cipolla per condire la pasta e il resto lo mangi con la carne.
-scusa, ma è umanamente impossibile mangiarsi 1 chilo e mezzo di cipolla cotta, ricotta e stracotta.
-ecchèèè! guarda izabella come la mangia! izabè, mangia che non mi dai soddisfazione!

io provavo pena per quella povera donna, già esaurita, costretta e ingozzarsi di agnello e vitello intrinseco alla cipolla. una montagna incantata di riflessi lucenti troneggiava sul fornello. riflessi che all'avvicinarsi vagamente alludevano al fiato che isa e mery avrebbero avuto il giorno dopo. e vedevo isabella rigirare la roba nel piatto, sperando che qualcuno telefonasse a teresa e la distraesse, in modo che lei potesse buttare da qualche parte quella mescolanza di incommestibilità.
ma isabella ha perso la sua battaglia. ha dovuto trangugiare TUTTO, con mery terror che la ingozzava per auto-dimostrarsi che provetta cuoca sia. e di sicuro quella notte isabella ha vomitato, perchè non può essere altrimenti. ma si è presa la sua rivincita e con un colpo di coda ha almeno segnato il punto della bandiera:

-teresa.... scusa... ti volevo dire...
-dì, ma mangia che non mi dai soddisfazione
-sai quando eravamo a casa tua a potenza e tu mi hai dato questa carne?
-zìììììììììììì?
-ecco, senza che tu lo vedessi l'ho rimessa tutta nel piatto. non ce la facevo.

5 secondi di silenzio che sono sembrati il preludio ad un nuovo conflitto bellico. un silenzio da camera anecoica. poi, inaspettata come una bufaga in alaska, mery terry se ne esce con questa frase:

-mò allora te la mangi tutta questa che senti comm'èèbbuona!

niente, non c'è niente da fare. maria teresa è indistruttibile. e non ha pietà. l'unico modo di sconfiggerla è inocularle la SARS. se non fosse per la certezza che il bacillo virulento di pechino scapperebbe a velocità cosmica dal suo corpo potentino. e potentissimo.

Tu sei gentile ma per me è un'offesa
approfittare ancor di casa tua
dover mandar tua madre a far la spesa

14 aprile 2003

QUANDO E' DI SCENA CARPENTER
c'è un casino qui. che non si ha mai tempo per scrivere. ma quando mi è arrivata la mail di francesca che diceva "aiuta una persona", ho capito che non potevo più fuggire e dovevo affrontare la realtà: quella orrorifica di mery terry.

in questo ultimo periodo ho lavorato nel weekend e quindi mi sono sentita molto michael myers (non quello di austin powers che si chiama mike myers ma quello di carpenter). il mio venerdì, infatti, era una saga dell'orrore. sapevo che avrei passato il sabato con mery terry, la domenica con mery terry e anche la settimana successiva con mery terry. senza ora d'aria. e il lunedì non era un nuovo inizio ma l'inizio della fine. con mery terror.
ho incontrato isabella, la migliore amica di mery terry, che l'è venuta a prendere sabato. io rientravo stremata e lei usciva scremata. dalle sue creme latticine, voglio dire.

-ilèèèèèèèèèèèèèè
-che c'è?
-ti prezento isabella, la mia amica
-ciao isabella
-ciao.
-lavori con maria teresa?
-sì
-sei di milano o diggiù anche tu?
-sì
-sì cosa?
-milano
-e vi trovate bene insieme? <-QUESTE COSE SI DICONO PER FARE UN'INNOCUA CONVERSAZIONE
-mhm
-e dove andate stasera, al cinema?
-sì
-beh, una donna di parole! peccato che il tuo mutismo non sia virale. potresti attaccarlo a mery terry e migliorare sensibilmente la mia vita. ma non si nasce micca tutti fortunati.
-mhm
-senti, hai qualche altro monosillabo? secondo me il pupazzo furby ha più vocabolario di te. dovresti comprarne uno, magari ti insegna a comunicare con il genere umano. ma capisco che a conversare ogni giorno con mery terry si perde il contatto con usi e costumi dei primati.
-eh?
-lasciamo perdere.
-scusa, non parlo molto.
-capisco che avere la scrivania di fianco a quella di teresa comporti un trauma. tu ce l'hai cranico come me?
-sono taciturna
-va bene ribadire il concetto, ma ti faccio presente che di solito capisco al primo colpo. salvo otite.
-è perchè ho avuto l'esaurimento nervoso
-capisco... ma prima o dopo aver conosciuto mery terry?
-no, non mi è venuto per teresa
-allora è stato perchè hai visto i suoi cestini da picnic? ho visto che la sera si prepara certi panini... ieri il menu prevedeva: pan brioscè del mulino bianco, proscutto cotto, maionese, cotoletta e le cime di rapa avanzate dalla pasta. una frescura...
-no
-no cosa? non mangi le prelibatezze di teresa?
-noooo
-ecco, vedi? al solo nominarla ti si è riacutizzato il mutismo. secondo me è un meccanismo di autodifesa innescato dal tuo sistema immunitario. ed è pure meglio delle arti marziali. anche se una bella roncolata da ju-jitsu potrebbe sistemare mery terry per sempre.
-ah?
-isabella, sappi solo che ti comprendo.

rapita da una conversazione così articolata, non mi ero accorta che mery terry si era spostata in camera sua con lo scatto di una pantegana brianzola al secondo mese di gestazione.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-eccola
-guarda le mie foto
-non credo che reggerei
-eh?
-già non sopporto di vederti in carne ed ossa. vederti 2 volte contemporaneamente atrofizzerebbe le mie pupille come le talpe. le mie papille, invece, sono già seriamente compromesse da tempo.
-cheddici?
-dico che non posso reggere a te dal vero e a te contemporaneamente su pellicola kodak. che poi vieni con gli occhi rossi e sembri un coniglio albino.
-vedi, quezta è laggita che abbiamo fatto alla cantina zociale...
-teresa...
-zììììììììììì???????????
-il più giovane di questa foto avrà 75 anni
-siamo andati col circolo anziani di cernusco, infatti
-che gitone!
-ma tu non zai che cazino! abbiamo gantato un zacco di canzoni
-immagino... non ci saremo fatti mancare una uva fogarina d'annata, vero?
-zì, e poi tutte le canzoni diggiù!
-e chi cantava, che 'sti vecchi non avranno fiato manco per accendere la batteria dell'amplifon?
-IO da sola! non zai quando mi sò divertita!

il pullmann dell'orrore. quando john carpenter incombe anche su un veicolo dell'atm.

Una voce sta cantando
ma sono pochi ad ascoltare
i gabbiani stan gridando
per poterla soffocare

26 marzo 2003

C'E' NEBBIA E NEBBIA
io che sono nata nella pianura padana credevo di aver visto la nebbia più fitta che c'è. e quando mi sono trasferita a milano credevo che la nebbia meneghina mi avrebbe fatto sentire a casa. ancora più della pasta barilla. sinceramente devo dire che dopo qualche tempo mi sono empaticamente sentita molto più vicina allo smog. non per previa conoscenza, semplicemente come tonalità di grigio.
ieri sera ho visto la nebbia più fitta che c'è. più fitta della gente alla stazione di lampugnano. più fitta della coda sulla A14 il 3 di agosto. più fitta dei brufoli sulla faccia di mery terry.
quella nebbia era in casa mia.
all'inizio pensavo provenisse dalla cucina. ho pensato che mery terry avesse bruciato un salame alla ricotta o una bistecca ai capperi e cetrioli. invece si era solo cucinata qualcosa di compatibile con la raccolta differenziata: tacchino impanato in uova e majonese e fritto nell'olio diggiù. una volta cotto, poi, l'aveva insaporito con spezie diggiù e pomodorini in agrodolce. ho ancora il vomito.

-ilèèèèèèè
-eccola!
-vuoi saggiare?
-preferisco di no
-eddai! è una ricetta che mi sò inventata io! vorrei zapere se la pozzo cuginare agli ozpiti!
-a parte gli asciugamani, teresa, tu non hai mai ospiti
-guarda che io la biangheria la tengo! ce li ho gli asciugamani!
-appunto! senti, non cercare di decrittografare le mie battute. che è 'sto odore?
-che odore?
-questo odore di insetticida. non lo senti? tipo veleno per i pidocchi, anticrittogamici, anti-criptonite...
-non zò
-ma non vedi 'sto fumo? c'è una nuvola che avvolge il nostro appartamento: hai bruciato qualcosa?
-ma che ti sei 'mbazzita? sò brava a cuginare, mica brucio la roba, che poi va buttata!
-succede, teresa. micca uno lo fa apposta. una distrazione, una telefonata, un colpo di scena a incantesimo...
-io non zò stata

mi nasce un sospetto. infido come jago, infame come la colonna manzoniana, infingardo come l'intelligenza di mery terry, infinitesimale come i suoi follicoli piliferi morti (solo quelli del cuoio capelluto, ovviamente. quelli delle gambe sono vivacissimi e continuano a riprodursi). e in uno scatto alla tim montgomery mi fiondo in corridoio: alla caccia della nebbia sospetta. non era smog, non erano le sue flatulenze corporee (ogni tanto un po' di fortuna capita anche a me), non era cibo bruciato. un dubbio mi scorreva tra l'emoglobina e le piastrine: che poteva essere quell'aura grigia che ci avvolgeva come fossimo il castello di helsingor?
là, a metà corridoio, avvisto il bagno. come blob nelle scene iniziali di blob e come nella peggiore tradizione degli horror, una nube tossica simil-chernobyl fuoriusciva da sotto la porta del bagno. agguanto la maniglia con fermezza e apro. e a quel punto vedo che il bagno non c'è più. cioè non vedo il bagno. c'è solo fumo bianco e grigio che nasconde il wc e impedisce di raggiungere la vasca. un profumo di bosco fiorito ottenebra le mie mucose nasali e mi stordice. quando riprendo i sensi, sono esattamente nella stessa posizione di prima.

-teresaaaaaaaaaaaaaaaa
-chevvuoi?
-che cosa ti sei data addosso?
-brofumo!
-profumo? ma questa è tetramoxiclina in forma spray! ammazzeresti anche una tartaruga embricata con questa nebulizzazione!
-che hai detto?
-teresa, porco cazzo, che ti sei data addosso? flatting per impermeabilizzarti ai lavaggi igienizzanti?
-cheddici mò?
-teresa... COS'E' QUESTO ODORE
-bac
-prego?
-bac
-bac il deodorante? quello che non si usa più da quando la impulse ha ideato il motto "se qualcuno ruba un fiore per te..."? bac il deodorante che usano i migliori vivaisti del mondo per la lotta alle zecche? quel bac lì?
-bac il profumo
-teresa, il bac è un deodorante, non un profumo. contiene CFC e danneggia l'ozono, che ritengo essere la causa principale della tua demenza pre-senile. il bac ha un olezzo schifoso e non lo usa più nessuno da 20 anni. e mi dici che le sue microsfere odorose galleggiano allo stato brado tra i nostri sanitari? perchè te lo sei data? non potevi darti il mio roll-on di shiseido? o il talco della clinique che lascio sempre sullo specchio del lavandino?
-mi fanno schifo!
-certo, prodotti così che non hanno odore non possono che schifare un regina dei tanfi culinari come te
-zenti, dovevo friggere la biztecca nella majonese e nell'olio diggiù. e mi zono appena lavata i gapelli. ho penzato che se mi davo il bac l'odore della cena non mi zi attaccava.
-teresa, l'unica parte del tuo corpo dove ha attecchito il bac è il tuo ipotalamo. per il resto io non mi preoccuperei. puzzi comunque di osmosi casearia ogni volta che ti metti ai fornelli. se per una volta sai di fritto, non succede niente.

a quel punto spalanco le finestre e cerco di far uscire la coltre di bac da casa mia. ma sfinita dall'inutilità di questa operazione, cado stremata sul mio letto e mi metto a leggere nick hornby. sperando in un domani migliore.

Forse è tardi e rincasare vuoi?
No, che non vorrei.

17 marzo 2003

STRANE INFLUENZE
apro la porta di casa. un caldo infernale. talmente caldo che un rospo del suriname trasudava geyser dalla pellaccia verde. talmente caldo che le banane in cucina da gialle sono diventate marron, poi sono diventate semenza, è ricresciuto l'albero, sono spuntate le gemme, i fiori, i frutti ed erano verdi. praticamente mi è passato davanti un bio-ciclo prima che potessi rendermene conto.

-madonna che caldo... cazz'è?
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-uè, riccioli d'oro. vedo che la tua permanente resiste anche alle alte temperature. i boccoli te li sei fissata col bostik?
-che è il bostik?
-tipo mastice
-mastige?
-non mastige... MASTICE! con la C!
-sarebbe?
-sarebbe colla. ma tu potresti utilizzarlo per evitarti la calvizie incipiente. alla tua età non puoi permetterti di perdere altro.
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè... hai fame?
-sì. ed è proprio voglia di qualcosa di buono. quindi non avvicinarmi nulla che abbia preparato tu.
-stasera c'è la salsiggia.
-come ieri sera. son 3 giorni che ingurgiti salsiccia diggiù.

e vedo che in cucina c'è apparecchiato come nelle migliori tradizioni romane. solo che a casa nostra non abbiamo il vomitorium.

-teresa, vedo che siamo in forma! salsiccia arrosto, peperonata e pomodori conditi. vedo anche ricotta e maionese...
-eh, stasera non giò tanda fame
-che significa "non giò"?
-non giò, non tengo
-ah! non c'ho! non ho!
-e io cc'hoddetto?
-buon appetito allora!

la vedo infornare tutta quella roba alla velocità di flash. nel senso di eroe dei fumetti, non di quiz di mike bongiorno. e scofana tutto il cibo prima che io riesca a far bollire l'acqua per la pasta voiello.
la serata trascorre tranquilla e teresa mi prepara psicologicamente all'evento di fine marzo.

-ilèèèèèèèèèèèèèèèè
-oh
-sai che succede a fine marzo, vero?
-che finisce il mese e mi arriva il bonifico in banca?
-penzaci
-che è primavera?
-dai...
-che vieni eletta reginetta di potenza e torni al tuo paese a sfilare sui carri allegorici senza maschera?
-ilèèèèèèèèèèè
-ti giuro. mi arrendo
-rigomingia incantesimo su rai 2!
-per me ricomincia un incubo!
-però ci dobbiamo riguardare le altre puntate perchè non mi ricordo come andava a finire!
-mi rifuto. incantesimo mi fa schifo. no, no e no.

trascorro un'altra oretta nel silenzio della cucina, guardando non so cosa alla tv. a un certo punto, mi accorgo di stare evaporando.

-teresa senti, in casa fa un caldo infernale. posso abbassare?
-no
-no, PER FAVORE
-no. sò malata
-in che senso?
-nel zenzo che ho la febbre a 39,5 da 2 giorni.
-ma sei scema? maria teresa, dimmelo che evito i bacilli e le larve del tuo virus!
-ma non hai visto che ho mangiato leggero? è perchè sò malata!
-porco cazzo, per me leggero significa tacchino e brodino, non impepata di salsiccia e peperonata di maionese! neanche lucullo era una tale fogna!
-vabbeh, ma mica ti ammali!
-ha parlato barnard, ha parlato! e che ne sai tu? hai preso qualcosa?
-no, sò contraria alle medigine
-MA PORCO CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! curati, altrimenti mi ammalo anch'io! e quando si ha la febbre si sta a letto, non si sta in giro per casa a seminare embrioni vivi di agenti patogeni! vai in camera tua e sigillati dentro!
-zenti... volevo sapè...
-sbrigati a parlare
-hai della taghipirina?
-sì, la tengo per le emergenze
-....
-la vuoi?
-no, sò contraria alle medigine, però se me la dai la piglio...
-nemmeno escher saprebbe disegnare i labirinti della tua mente. comunque chiuditi in camera. la tachipirina te la passo da un pertugio tipo hannibal lecter quando è in carcere
-grazie

sono imbufalita. ho resistito ad ogni sorta di malattie in questi 2 anni. sono sopravvissuta alle zanzare morte delle sue melanzane, al pout-pourri di formaggi, alle uova avariate. ma avrò abbastanza anticorpi per l'influenza di mery terry? credo che nessun umano possa arrivare a tanto. per cui mi preparo al peggio. abbiate pietà di me.

Sogno un cimitero di campagna e io là
all'ombra di un ciliegio in fiore senza età
per riposare un poco 2 o 300 anni
giusto per capir di più e placar gli affanni.