LA CHIAVE DI TUTTO
dopo l'annuncio di mery terry, quel venerdì ho fatto l'A1 a velociraptor. in seconda corsia c'era superman con un ghigno stizzito per essere stato superato. e quando ho visto tom cruise sul caccia di top gun alzarmi il pollice e accostare a destra, ho capito che dovevo togliere il piede dall'accellerrattorre (siccome ho il dubbio di quante L ci vadano, raddoppio tutto che sto nel sicuro).
arrivo a casa. noia. niente da fare, nessuno da vedere. vhs da noleggiare. siccome a carpi le distanze sono ridotte, ho preso la bicicletta per andare da selfvideo 24 ore su 24. inforco la bici e, nell'oscurità della pianura padana, mi avvio al distributore. davanti casa, però, vedo dei brutti ceffi che tentano di dirmi che Dio mi vuole bene e che mi sta aspettando.
-scusi, signorina
-sì?
-Dio la ama..
-non è corrisposto
-Dio la vuole con sè!
se avessi avuto i coglioni me li sarei toccati. in assenza dell'invidia poenis, mi stropiccio le tette.
-jettatore! sono troppo giovane per morire!
-no, la aspetta in chiesa per la preghiera comunitaria!
-senta, sono uscita dal tunnel della religione anni fa. e ringrazio Dio per questo <-mi rendo conto di aver coniato un paradosso.
-siamo testimoni di Geova
-senta, può anche essere testimone di nozze di felipe di spagna ma a me non interessa. e poi com'è che fate gli straordinari?
-Dio non ha orari
-lo sapete che dice Dio? c'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. è il vostro tempo di tacere.
mi guardano e con gentilezza mi salutano. io spingo il turbo boost della bici e faccio 5 metri. poi mi rendo conto del pericolo e con un derapage alla tamara vidali torno indietro: MIA MADRE E' IN CASA DA SOLA. potrebbe essere assalita dei geovi.
torno indietro e suono (ho lasciato le chiavi a casa, tanto c'è la mamma che apre):
-mamma...
-oh...
-ci sono i geovi quaffuori nel mondo. se suonano non aprire, che ti eviti una seccatura.
-va bene, brava che me l'hai detto.
riparto alla giacomo agostini e mi noleggio un film. a quel punto, tra "lilo e stitch" e "un viaggio chiamato amore", arriva la catarsi. capisco. non avendo chiavi, quando suonerò mia madre penserà che siano i geovi di cui sopra e non aprirà. dramma.
in tasca non ho soldi e non ho cellulare. solo la tessera del noleggio. e siccome non sono un pompiere nè un ladro, non so aprire le porte con una carta d credito.
tento la sorte. torno a casa e provo. in caso la mamma sia asserragliata nel bunker tipo hitler ed eva braun, urlerò. oppure vado a dormire dalla sarry. mia madre si preoccuerà e chiamerà lì.
arrivo davanti alla porta di casa già pronta a sforzare l'ugola. quando vedo un luccichio nella notte. le chiavi nella toppa. di sera, coi geovi in giro. e la chiave nella toppa.
giro, entro e trovo mia mamma in sala da pranzo che sta guardando Terra Nostra. con l'ausilio snackistico dei dixie. o dei fonzie's, non ricordo bene.
-mamma
-oh
-ma c'è la chiave nella toppa
-infatti
-ma ti ho detto che c'erano i geovi in giro e tu lasci la chiave in bellavista?
-se vogliono entrare, suonano!
-ma se entrano e tu non te ne accorgi?
-ma tanto arrivavi tu!
-ma se arrivavo che era troppo tardi? dopo novi ligure non si può più rientrare a casa sereni... non sai mai cosa ti aspetta!
-ma va là, cuccarini!
vabbeh, sto invecchiando. sono io la mamma e lei la spregiudicata. d'altronde ha ragione: almeno se ci vengono i ladri in casa e trovano la chiave, non dobbiamo ricomprare la porta o la serratura. perchè non c'è nessun bisogno di sfondare l'uscio.
Madre pennuta il mio morbidìo
mia pelle d'oca, cuscino mio
il mio.
25 febbraio 2003
24 febbraio 2003
CASELLI DELLA VITA
al venerdì arrivo a casa distrutta. un po' per l'autostrada, un po' per il venerdì e un po' per la convivenza dei giorni feriali. se poi sull'autostrada ci sono i lavori, il traffico rallenta e nel frattempo mi telefona mery terry, direi che le probabilità che varchi serena il casello di carpi sono ridottissime. ma sono tranquilla, perchè maria teresa mi ha chiamato solo a natale e per stretta necessità (ringraziarmi del regalo); il traffico non è lento perchè non è l'ora di punta (m'insegna il buon lucio); l'A1 sta diventando un po' meglio del bronx. ma il bronx sta per accogliere mery terry. e venerdì non ho varcato il casello serena. nonnò. proprio no.
ore 21.00. casello di melegnano. A1 appena imboccata. mi accorgo che avevo lasciato spento il cellulare dopo la riunione. lo riaccendo. la mia segreteria ha ricevuto un messaggio. lo ascolto. ignara.
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-ma cazzo! anche nella segreteria! c'ho il telefono infestato! chiamate l'esorcista!
-ilèèèèèèèèèèèè... volevo dì... scuza se ti disturbo... ma ti volevo chiedere se hai il numero di giovanna... per cortezia... se appena senti questo messaggio... mi puoi chiamare zubito... mi serve zubito... appena puoi...
MERDA. è successo qualcosa. se mi chiama con urgenza mery terry vuol dire che c'è qualcosa di grave. non spenderebbe i soldi della telefonata se non fosse importante. ha detto "subito". speriamo di arrivare in tempo.
così la chiamo e mi risponde col suo piglio da sopressata:
-zìììììììì
-teresa sono ilenia...
-ciao
-ho sentito il tuo messaggio in segreteria
-zììììììììììììììì?
-ti dò il numero di giovanna
-ehhhhhhhhhhh! micca ci stava tutta 'sta fretta!
-scusa, mi hai detto "appena puoi" e "subito"... non so che tempi abbiate voi bradipi ma io l'ho fatto prima possibile!
-e hai sbagliato! io mica ti hoddetto "il prima possibile"! <-NOTARE CHE LEI DICE "MICA" CON 1 C MENTRE IO LO DICO CON 2
-scusa, ma "appena puoi" non è un po' la stessa cosa di dire "il prima possibile"?
-macchèèèè! appena puoi significa "appena puoi".
-c'è una logica in quello che dici?
-eh?
-senti, lo vuoi 'sto numero o no?
-mò aspetta che prendo la penna
-allora 3********
-grazie
-mi dici perchè ti serve?
-per i pundi
-i pundi?
-i pundi della mozzarella
-le mozzarelle hanno i pundi? forse quelle di potenza!
-i pundi! i pundi delle raccolte pundi!
-i PUNTI! porco cazzo, i punti!
-e io c'hoddetto?
-ma tutta 'sta urgenza per i punti?
-zì, perchè pratigamente una mia colleca fa i punti della vallelata e gliene avanzano 2 e volevo sapè se giovanna li vuole
-micca glielo potevi chiedere lunedì?
-noooooooooo! i punti vanno via! se giovanna non se li piglia la mia colleca li dà a un'altra!
-ma giovanna fa i punti vallelata insieme a te?
-no, divise. ma io ho già riembito la scheda
-già aggiudicato il premio?
-zìììììììììììììììììììììììììì
-ho paura di chiedertelo ma credo di essere molto più impavida di mel gibson in braveheart, di liam neeson in rob roy e sergio friscia in visitors. teresa... cosa si vince coi punti vallelata?
-2 tazzine da gaffè!
-Caffè! con la C! lo paghiamo questo logopedista o continuiamo con la lobotomizzazione progressiva del modulo linguistico?
-se le vedessi... sobbelle!
-teresa?
-zììììììììììì?
-ma con chi lo devi prendere tu il caffè... me lo spieghi?
-l'ho invitato a casa nostra
-chi?
-...
-teresa... chi?
-johnny
un'alfa 147 è stata trovata spiaccicata contro un cartellone pubblicitario nei pressi dell'area sosta san zenone. sul cartello troneggiava un'enorme mozzarella di pettinicchio pasquale. tanto vale. tanto valle. vallelata.
L'ha sempre saputo
e l'ha sempre ignorato
ed il doppio del gioco
l'ha molto moltiplicato.
al venerdì arrivo a casa distrutta. un po' per l'autostrada, un po' per il venerdì e un po' per la convivenza dei giorni feriali. se poi sull'autostrada ci sono i lavori, il traffico rallenta e nel frattempo mi telefona mery terry, direi che le probabilità che varchi serena il casello di carpi sono ridottissime. ma sono tranquilla, perchè maria teresa mi ha chiamato solo a natale e per stretta necessità (ringraziarmi del regalo); il traffico non è lento perchè non è l'ora di punta (m'insegna il buon lucio); l'A1 sta diventando un po' meglio del bronx. ma il bronx sta per accogliere mery terry. e venerdì non ho varcato il casello serena. nonnò. proprio no.
ore 21.00. casello di melegnano. A1 appena imboccata. mi accorgo che avevo lasciato spento il cellulare dopo la riunione. lo riaccendo. la mia segreteria ha ricevuto un messaggio. lo ascolto. ignara.
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-ma cazzo! anche nella segreteria! c'ho il telefono infestato! chiamate l'esorcista!
-ilèèèèèèèèèèèè... volevo dì... scuza se ti disturbo... ma ti volevo chiedere se hai il numero di giovanna... per cortezia... se appena senti questo messaggio... mi puoi chiamare zubito... mi serve zubito... appena puoi...
MERDA. è successo qualcosa. se mi chiama con urgenza mery terry vuol dire che c'è qualcosa di grave. non spenderebbe i soldi della telefonata se non fosse importante. ha detto "subito". speriamo di arrivare in tempo.
così la chiamo e mi risponde col suo piglio da sopressata:
-zìììììììì
-teresa sono ilenia...
-ciao
-ho sentito il tuo messaggio in segreteria
-zììììììììììììììì?
-ti dò il numero di giovanna
-ehhhhhhhhhhh! micca ci stava tutta 'sta fretta!
-scusa, mi hai detto "appena puoi" e "subito"... non so che tempi abbiate voi bradipi ma io l'ho fatto prima possibile!
-e hai sbagliato! io mica ti hoddetto "il prima possibile"! <-NOTARE CHE LEI DICE "MICA" CON 1 C MENTRE IO LO DICO CON 2
-scusa, ma "appena puoi" non è un po' la stessa cosa di dire "il prima possibile"?
-macchèèèè! appena puoi significa "appena puoi".
-c'è una logica in quello che dici?
-eh?
-senti, lo vuoi 'sto numero o no?
-mò aspetta che prendo la penna
-allora 3********
-grazie
-mi dici perchè ti serve?
-per i pundi
-i pundi?
-i pundi della mozzarella
-le mozzarelle hanno i pundi? forse quelle di potenza!
-i pundi! i pundi delle raccolte pundi!
-i PUNTI! porco cazzo, i punti!
-e io c'hoddetto?
-ma tutta 'sta urgenza per i punti?
-zì, perchè pratigamente una mia colleca fa i punti della vallelata e gliene avanzano 2 e volevo sapè se giovanna li vuole
-micca glielo potevi chiedere lunedì?
-noooooooooo! i punti vanno via! se giovanna non se li piglia la mia colleca li dà a un'altra!
-ma giovanna fa i punti vallelata insieme a te?
-no, divise. ma io ho già riembito la scheda
-già aggiudicato il premio?
-zìììììììììììììììììììììììììì
-ho paura di chiedertelo ma credo di essere molto più impavida di mel gibson in braveheart, di liam neeson in rob roy e sergio friscia in visitors. teresa... cosa si vince coi punti vallelata?
-2 tazzine da gaffè!
-Caffè! con la C! lo paghiamo questo logopedista o continuiamo con la lobotomizzazione progressiva del modulo linguistico?
-se le vedessi... sobbelle!
-teresa?
-zììììììììììì?
-ma con chi lo devi prendere tu il caffè... me lo spieghi?
-l'ho invitato a casa nostra
-chi?
-...
-teresa... chi?
-johnny
un'alfa 147 è stata trovata spiaccicata contro un cartellone pubblicitario nei pressi dell'area sosta san zenone. sul cartello troneggiava un'enorme mozzarella di pettinicchio pasquale. tanto vale. tanto valle. vallelata.
L'ha sempre saputo
e l'ha sempre ignorato
ed il doppio del gioco
l'ha molto moltiplicato.
21 febbraio 2003
LEZIONI DI IDRAULICA
l’altra sera era il mio turno di pulizia del bagno. ora, ci sono poche coincidenze così ben congegnate come la serie di concause che pochi giorni fa mi hanno portato sull’orlo dell’omicidio premeditato.
a cena dico:
-stasera tolgo il calcare dai tubi. l’acqua non passa, c’è da disincrostare.
silenzio.
-se dovete lavarvi, fatelo adesso, prima che sviti i rubinetti
coma vigile.
-svegliaaaaaaaaaaaa!
rigor mortis
-ilèèèèèèèèèè
-eccheccazzo! che c’è?
-mi devo lavà i gapelli!
-Capelli! con la C! intanto che ci sei lavati anche i denti, che mischi le gutturali con le palatali
-eh?
-vai!
alle 9.30 mery terry entrava in bagno a lavarsi il cuoio capelluto. cuoio nel senso di corame.
alle 9.33 usciva con la crapa lavata e asciutta. data la moltitudine di crine che possiede, le bastano 3 minuti per la disinfestazione. se 2000 anni fa gesù l’avesse vista in palestina, per la pietà invece di pani e pesci avrebbe moltiplicato i suoi capelli.
-pulisci anche il rubinetto del lavandino?
-ovvio!
-perché mi sò lavata i gapelli nel lavandino
-va bene
va bene un’emerita cippa. 5 minuti dopo ti saresti trovata a dover liberare lo scarico dalla sua chioma potentina. intrisa delle normali schifezze che si depositano nei tubi di un sanitario.
-teresa, quando ti lavi i capelli vedi di recuperare i capelli che perdi. primo perché se vai avanti così ti servirà presto un toupè o un mutuo per pagare cesare ragazzi; secondo perché l’acqua non va giù.
-lo so
-e allora perché non lo fai? non è che io lo trovi divertente
-ma a me mi schifa!
-teresa, porco cazzo, sono capelli tuoi! io e giovanna ce li laviamo nella doccia come la maggioranza dell’elettorato italiano!
-io sò comoda nel lavandino!
-ho capito, fai come vuoi. ma quando hai finito, dacci una pulita. altrimenti non funziona lo scarico e s’intoppa tutto!
-ma a me mi schifa! sò allergica!
-a cosa?
-ai capelli!
-ecco perché li perdi!
-no, a quelli sporchi!
-ribadisco il concetto!
-voglio dì: sò allergica ai capelli dello scarico! mi schifano!
-teresa?
-zì?
-sei a livello di guardia. comunque, intanto che ci siamo: che fine ha fatto la mia pedana? <-raccontai un dì della mia pedana rosa che mery terry non sopporta. ma che usa. perché quando si fa la doccia imprime i suoi piedi sulfurei sui riccioli di cotone. lasciando indelebili tracce del suo plantare.
-l’ho messa via
-via dove?
-non zò
-doveeeeeeeeeeeee?
-nell’armadio. sò allergica
-ma allergica a cosa?
-agli acari
-teresa?
-zì?
-se io sopporto un essere come te, tu puoi anche soprassedere a un individuo microscopico come un acaro. è invisibile, infinitesimale, non puzza e non cucina. io sto molto, molto peggio. ma mi accollo la convivenza. con connivenza.
Straziante d'estri tristi annegherà
la più assetata arsura nel frullìo.
Un ingordo gorgo umido è l'addio.
l’altra sera era il mio turno di pulizia del bagno. ora, ci sono poche coincidenze così ben congegnate come la serie di concause che pochi giorni fa mi hanno portato sull’orlo dell’omicidio premeditato.
a cena dico:
-stasera tolgo il calcare dai tubi. l’acqua non passa, c’è da disincrostare.
silenzio.
-se dovete lavarvi, fatelo adesso, prima che sviti i rubinetti
coma vigile.
-svegliaaaaaaaaaaaa!
rigor mortis
-ilèèèèèèèèèè
-eccheccazzo! che c’è?
-mi devo lavà i gapelli!
-Capelli! con la C! intanto che ci sei lavati anche i denti, che mischi le gutturali con le palatali
-eh?
-vai!
alle 9.30 mery terry entrava in bagno a lavarsi il cuoio capelluto. cuoio nel senso di corame.
alle 9.33 usciva con la crapa lavata e asciutta. data la moltitudine di crine che possiede, le bastano 3 minuti per la disinfestazione. se 2000 anni fa gesù l’avesse vista in palestina, per la pietà invece di pani e pesci avrebbe moltiplicato i suoi capelli.
-pulisci anche il rubinetto del lavandino?
-ovvio!
-perché mi sò lavata i gapelli nel lavandino
-va bene
va bene un’emerita cippa. 5 minuti dopo ti saresti trovata a dover liberare lo scarico dalla sua chioma potentina. intrisa delle normali schifezze che si depositano nei tubi di un sanitario.
-teresa, quando ti lavi i capelli vedi di recuperare i capelli che perdi. primo perché se vai avanti così ti servirà presto un toupè o un mutuo per pagare cesare ragazzi; secondo perché l’acqua non va giù.
-lo so
-e allora perché non lo fai? non è che io lo trovi divertente
-ma a me mi schifa!
-teresa, porco cazzo, sono capelli tuoi! io e giovanna ce li laviamo nella doccia come la maggioranza dell’elettorato italiano!
-io sò comoda nel lavandino!
-ho capito, fai come vuoi. ma quando hai finito, dacci una pulita. altrimenti non funziona lo scarico e s’intoppa tutto!
-ma a me mi schifa! sò allergica!
-a cosa?
-ai capelli!
-ecco perché li perdi!
-no, a quelli sporchi!
-ribadisco il concetto!
-voglio dì: sò allergica ai capelli dello scarico! mi schifano!
-teresa?
-zì?
-sei a livello di guardia. comunque, intanto che ci siamo: che fine ha fatto la mia pedana? <-raccontai un dì della mia pedana rosa che mery terry non sopporta. ma che usa. perché quando si fa la doccia imprime i suoi piedi sulfurei sui riccioli di cotone. lasciando indelebili tracce del suo plantare.
-l’ho messa via
-via dove?
-non zò
-doveeeeeeeeeeeee?
-nell’armadio. sò allergica
-ma allergica a cosa?
-agli acari
-teresa?
-zì?
-se io sopporto un essere come te, tu puoi anche soprassedere a un individuo microscopico come un acaro. è invisibile, infinitesimale, non puzza e non cucina. io sto molto, molto peggio. ma mi accollo la convivenza. con connivenza.
Straziante d'estri tristi annegherà
la più assetata arsura nel frullìo.
Un ingordo gorgo umido è l'addio.
20 febbraio 2003
NON C’E’ MAI FINE AL PEGGIO
non aprite quella porta. era quello che mi ripetevo lunedì quando sono rientrata a casa. valium nella destra e bromuro nella sinistra. di solito suono il campanello prima di varcare la soglia. lunedì invece ho aperto di scatto, sperando di riuscire ad attraversare il corridoio come un navy seal. credo di essere arrivata solo alla seconda piastrella dell’androne:
-ilèèèèèèèèèèèèè
-i feel good, i feel good, i feel wondeful
-ilèèèèèèèèèèèèè
-feel good, feel wonderful
-ilèèèèèèèèèèèèè
-feel, good, wonderful
-mò mi zenti?
-I good
-siediti
-I. anzi, ahi.
-ilèèèèèèèèèèèèè, ti devo raggontà
-raCContare, non raggontare
-hoffatto zan valentino
-NOOOOOOOOOOOOOO
un urlo echeggiò nella valle. i corvi s’involarono nel cielo. le cornacchie imbiancarono di paura. le gazze smisero di essere ladre. i pavoni di essere vanesi. i piccioni di sfogare la dissenteria sui monumenti. gli usignoli cantavano solo brani di gianni drudi.
-sò uscita giovedì e sò tornata oggi. 5 giorni sò stata fuori.
occhei. respira. stai andando incontro all’esofagite. malattia da reflusso gastrico. spasmi. intolleranza al lattosio. MA DEVI SAPERE.
-e che hai fatto?
-sò uscita giovedì con la mia collega e sono stata a dormire da lei <-A-HA!
-e venerdì? era san valentino… dovevi uscire col soccorritore pazzo?
silenzio.
-teresa?
-zì?
-zì un cazzo! parla!
-chevvuoi?
-venerdì? sei uscita col potentino?
-ecchiè?
-il potentino! quello che ha soccorso maria!
-ah! il mio compaesano!
-quello
-no
-no cosa? non sei uscita?
-…
-teresa, cristobal, sei citrugna come una scamorza!
-ma le scamorze micca sò citrugne!
-voglio dire: che hai fatto venerdì?
-niente, pratigamente ‘sto tizio che ha fatto?
-pratiCamente…
-eh, pratigamente ‘sto tizio doveva lavorare <-A-HA!
-bidone?
ride
-perché ridi?
-che hai capito? micca si ghiama bidone!
-ma come parli? sai che sei più dislessica del solito?
-pratigamente ‘sto tizio doveva lavorare e pratigamente non siamo usciti. e allora sono stata dalla mia collega che poi partivamo per roma
-per la marcia della pace?
-zì
-mitica! com’è stato?
-micca ci sò andata! pratigamente c’era da fare il viaggio!
-ah sì? non veniva la manifestazione fin qui? tu guarda che scortesi…
-emmò ho penzato che non ne valeva la pena
-fammi capire: niente notte brava, niente uomo potentino, niente manifestazione e niente valentino? mi dispiace così tanto… <-ILE, CONTEGNO. SEI FALSA COME UN BIGLIETTO OMAGGIO PER UN CONCERTO DI JOHN LENNON
-però mi sò divertita… 5 giorni dalla mia amica sò stata. sò andata al ginema
-CINEMA! con la C! discalcolica quando mi diventi? vabbeh, che hai visto?
-non mi ricordo
-teresa?
-zì?
-invece delle zucchine…
-zì?
-pesce. fosforo. ti serve fosforo.
e mi infilo tranquilla nelle lenzuola che sanno di bucato.
ho ancora un brivido in cuore.
non aprite quella porta. era quello che mi ripetevo lunedì quando sono rientrata a casa. valium nella destra e bromuro nella sinistra. di solito suono il campanello prima di varcare la soglia. lunedì invece ho aperto di scatto, sperando di riuscire ad attraversare il corridoio come un navy seal. credo di essere arrivata solo alla seconda piastrella dell’androne:
-ilèèèèèèèèèèèèè
-i feel good, i feel good, i feel wondeful
-ilèèèèèèèèèèèèè
-feel good, feel wonderful
-ilèèèèèèèèèèèèè
-feel, good, wonderful
-mò mi zenti?
-I good
-siediti
-I. anzi, ahi.
-ilèèèèèèèèèèèèè, ti devo raggontà
-raCContare, non raggontare
-hoffatto zan valentino
-NOOOOOOOOOOOOOO
un urlo echeggiò nella valle. i corvi s’involarono nel cielo. le cornacchie imbiancarono di paura. le gazze smisero di essere ladre. i pavoni di essere vanesi. i piccioni di sfogare la dissenteria sui monumenti. gli usignoli cantavano solo brani di gianni drudi.
-sò uscita giovedì e sò tornata oggi. 5 giorni sò stata fuori.
occhei. respira. stai andando incontro all’esofagite. malattia da reflusso gastrico. spasmi. intolleranza al lattosio. MA DEVI SAPERE.
-e che hai fatto?
-sò uscita giovedì con la mia collega e sono stata a dormire da lei <-A-HA!
-e venerdì? era san valentino… dovevi uscire col soccorritore pazzo?
silenzio.
-teresa?
-zì?
-zì un cazzo! parla!
-chevvuoi?
-venerdì? sei uscita col potentino?
-ecchiè?
-il potentino! quello che ha soccorso maria!
-ah! il mio compaesano!
-quello
-no
-no cosa? non sei uscita?
-…
-teresa, cristobal, sei citrugna come una scamorza!
-ma le scamorze micca sò citrugne!
-voglio dire: che hai fatto venerdì?
-niente, pratigamente ‘sto tizio che ha fatto?
-pratiCamente…
-eh, pratigamente ‘sto tizio doveva lavorare <-A-HA!
-bidone?
ride
-perché ridi?
-che hai capito? micca si ghiama bidone!
-ma come parli? sai che sei più dislessica del solito?
-pratigamente ‘sto tizio doveva lavorare e pratigamente non siamo usciti. e allora sono stata dalla mia collega che poi partivamo per roma
-per la marcia della pace?
-zì
-mitica! com’è stato?
-micca ci sò andata! pratigamente c’era da fare il viaggio!
-ah sì? non veniva la manifestazione fin qui? tu guarda che scortesi…
-emmò ho penzato che non ne valeva la pena
-fammi capire: niente notte brava, niente uomo potentino, niente manifestazione e niente valentino? mi dispiace così tanto… <-ILE, CONTEGNO. SEI FALSA COME UN BIGLIETTO OMAGGIO PER UN CONCERTO DI JOHN LENNON
-però mi sò divertita… 5 giorni dalla mia amica sò stata. sò andata al ginema
-CINEMA! con la C! discalcolica quando mi diventi? vabbeh, che hai visto?
-non mi ricordo
-teresa?
-zì?
-invece delle zucchine…
-zì?
-pesce. fosforo. ti serve fosforo.
e mi infilo tranquilla nelle lenzuola che sanno di bucato.
ho ancora un brivido in cuore.
17 febbraio 2003
NOTTE DI TERRORE
di solito sono l'ultima a rientrare in casa. per la cena o a causa del dopocena. se rientro per il pasto c'è già mery terry seduta che si sta preparando qualcosa. se rientro di notte, è a letto che sta russando qualcosa. di citrugno, ovviamente.
giovedì sono uscita a trastullarmi. ma sono rientrata ad un orario decente. tipo mezzanotte. in casa quasi tutto buio. solo maria era alzata a guardarsi con costanza costanzo. quindi chiudo la porta e lascio le mie chiavi nella toppa. la cosa assurda è che barricandomi in casa mi difendo da pericoli esterni. quando invece l'agente patogeno maggiore dorme a un metro da me.
-le donne sono tutte a letto?
-no. maria teresa è fuori.
orpo, è uscita. mi ha tolto il primato (e il primate, cioè se stessa) ed è rimasta a trastullarsi più del dovuto. a saperlo mi passavo in casa una blockbuster night. senza bisogno di innocenti evasioni. pazienza. vado comunque a dormire serena. ignara che il dramma si sarebbe sviluppato col favore delle tenebre.
mi metto a leggere la biografia di gigi meroni e poi le quartine di patrizia valduga. guardo l'orologio e sono le 2. mery terry non è ancora tornata. evviva. nell'oscurità l'hanno scambiata per lo yeti della valle seriana e l'hanno trattenuta per accertamenti. oppure l'accalappiacani, trovandola senza collare, l'ha messa in un rifugio per animali abbandonati. chessò. spengo la lampada, mi giro su un fianco e mi metto a dormire.
di notte, all'improvviso, i sudori. nella mia fase rem più profonda l'immagine di mery terry taglia la strada in derapage a morfeo e sfonda la mia pace. e mi desto. con una consapevolezza: se ho lasciato la chiave nella toppa, mery terry non può entrare. e siccome non le ho ancora fatto la cuccia in pianerottolo, mi sento un po' in colpa. quindi corro all'entrata e stacco la mia tartaruga portachiavi. guardo dallo spioncino se per caso teresa, sfinita dal suonare il campanello, non sia stramazzata al suolo esausta. nel qual caso la mia esaltazione ed esultazione provocherebbe una scossa del 7° grado della scala mercalli.
niente. nessuna traccia. ho fatto in tempo a togliere la chiave prima che rientri. sono una brava coinquilina. e rientro sotto al piumone con soddisfazione. satisfaction che dura poco. il mio orologio degli mm's segnava le 4. le 4. four, vier, quatre. 4. quater. il mm's giallo aveva il braccino sulle 4 e il mm's rosso aveva la gambetta sulle 12. erano le 4 del mattino e mery terry vagava ancora in libertà per niente vigilata. vi sembrerò vigliacca, ma sono comunque riuscita a dormire. a questo punto aveva un senso essermi chiusa in casa. terry la minaccia era rimasta fuori.
la mattina mi sono svegliata col sorriso, un po' come rossella o'hara quando si desta dopo una notte con rhett e canta: "e lei gli sorrise/quando la rimirò/ e fremendo le disse il suo amor". come una zombie avanzo in corridoio e vedo luccicare una chiave nella toppa. quella di maria. il che significa che maria teresa NON ERA AFFATTO RIENTRATA. che maria si era alzata, aveva notato l'assenza di chiavi e ci aveva messo le sue. come poi confermatomi in sede d'interrogatorio da maria stessa.
TERESA HA PASSATO LA NOTTE FUORI.
riassumiamo i fatti e le conclusioni a cui sono giunta. giovedì teresa è stata fuori e probabilmente ha compiuto il fattaccio. venerdì era san valentino e avrà ottimizzato la consumazione effettuata la sera precedente. sabato e domenica, in assenza di qualsiasi coinquilina, avrà invitato il consumatore in casa nostra. e avranno... avranno. io non ho chiuso la mia camera a chiave. non lo faccio mai. e loro, nell'impero d'amour, avranno ammortizzato tutti i materassi di casa. perchè lo so che lei è uscita con un uomo. lo so, lo temo, un po' lo spero. ma in camera mia no. che schifo. per sicurezza, in attessa del pronto spurgo, dormo sul tappeto. non voglio pensare di dormire sul talamo della lussuria. un vizio capitale. e chi fa lussuria con mery terry di sicuro è vittima di un vizio capitale. nel senso di mortale.
tutte le pompe, con l'acqua nelle vene,
si mettono a ballare
di solito sono l'ultima a rientrare in casa. per la cena o a causa del dopocena. se rientro per il pasto c'è già mery terry seduta che si sta preparando qualcosa. se rientro di notte, è a letto che sta russando qualcosa. di citrugno, ovviamente.
giovedì sono uscita a trastullarmi. ma sono rientrata ad un orario decente. tipo mezzanotte. in casa quasi tutto buio. solo maria era alzata a guardarsi con costanza costanzo. quindi chiudo la porta e lascio le mie chiavi nella toppa. la cosa assurda è che barricandomi in casa mi difendo da pericoli esterni. quando invece l'agente patogeno maggiore dorme a un metro da me.
-le donne sono tutte a letto?
-no. maria teresa è fuori.
orpo, è uscita. mi ha tolto il primato (e il primate, cioè se stessa) ed è rimasta a trastullarsi più del dovuto. a saperlo mi passavo in casa una blockbuster night. senza bisogno di innocenti evasioni. pazienza. vado comunque a dormire serena. ignara che il dramma si sarebbe sviluppato col favore delle tenebre.
mi metto a leggere la biografia di gigi meroni e poi le quartine di patrizia valduga. guardo l'orologio e sono le 2. mery terry non è ancora tornata. evviva. nell'oscurità l'hanno scambiata per lo yeti della valle seriana e l'hanno trattenuta per accertamenti. oppure l'accalappiacani, trovandola senza collare, l'ha messa in un rifugio per animali abbandonati. chessò. spengo la lampada, mi giro su un fianco e mi metto a dormire.
di notte, all'improvviso, i sudori. nella mia fase rem più profonda l'immagine di mery terry taglia la strada in derapage a morfeo e sfonda la mia pace. e mi desto. con una consapevolezza: se ho lasciato la chiave nella toppa, mery terry non può entrare. e siccome non le ho ancora fatto la cuccia in pianerottolo, mi sento un po' in colpa. quindi corro all'entrata e stacco la mia tartaruga portachiavi. guardo dallo spioncino se per caso teresa, sfinita dal suonare il campanello, non sia stramazzata al suolo esausta. nel qual caso la mia esaltazione ed esultazione provocherebbe una scossa del 7° grado della scala mercalli.
niente. nessuna traccia. ho fatto in tempo a togliere la chiave prima che rientri. sono una brava coinquilina. e rientro sotto al piumone con soddisfazione. satisfaction che dura poco. il mio orologio degli mm's segnava le 4. le 4. four, vier, quatre. 4. quater. il mm's giallo aveva il braccino sulle 4 e il mm's rosso aveva la gambetta sulle 12. erano le 4 del mattino e mery terry vagava ancora in libertà per niente vigilata. vi sembrerò vigliacca, ma sono comunque riuscita a dormire. a questo punto aveva un senso essermi chiusa in casa. terry la minaccia era rimasta fuori.
la mattina mi sono svegliata col sorriso, un po' come rossella o'hara quando si desta dopo una notte con rhett e canta: "e lei gli sorrise/quando la rimirò/ e fremendo le disse il suo amor". come una zombie avanzo in corridoio e vedo luccicare una chiave nella toppa. quella di maria. il che significa che maria teresa NON ERA AFFATTO RIENTRATA. che maria si era alzata, aveva notato l'assenza di chiavi e ci aveva messo le sue. come poi confermatomi in sede d'interrogatorio da maria stessa.
TERESA HA PASSATO LA NOTTE FUORI.
riassumiamo i fatti e le conclusioni a cui sono giunta. giovedì teresa è stata fuori e probabilmente ha compiuto il fattaccio. venerdì era san valentino e avrà ottimizzato la consumazione effettuata la sera precedente. sabato e domenica, in assenza di qualsiasi coinquilina, avrà invitato il consumatore in casa nostra. e avranno... avranno. io non ho chiuso la mia camera a chiave. non lo faccio mai. e loro, nell'impero d'amour, avranno ammortizzato tutti i materassi di casa. perchè lo so che lei è uscita con un uomo. lo so, lo temo, un po' lo spero. ma in camera mia no. che schifo. per sicurezza, in attessa del pronto spurgo, dormo sul tappeto. non voglio pensare di dormire sul talamo della lussuria. un vizio capitale. e chi fa lussuria con mery terry di sicuro è vittima di un vizio capitale. nel senso di mortale.
tutte le pompe, con l'acqua nelle vene,
si mettono a ballare
VINCITORE CONCORSO
E dopo tanto penare, ecco a voi il vincitore del concorso "Immagina la tua Mery Terry":
il fortunato è massimiliano
MOTIVAZIONE: per aver realizzato graficamente e di sua mano Mery Terry con la stessa ironia con cui viene descritta ogni giorno. e per aver sapientemente reso i suoi tratti somatici, che neanche mary shelley avrebbe saputo fare di meglio!
ma che disperazione
nasce da una distrazione
era un gioco...
E dopo tanto penare, ecco a voi il vincitore del concorso "Immagina la tua Mery Terry":
il fortunato è massimiliano
MOTIVAZIONE: per aver realizzato graficamente e di sua mano Mery Terry con la stessa ironia con cui viene descritta ogni giorno. e per aver sapientemente reso i suoi tratti somatici, che neanche mary shelley avrebbe saputo fare di meglio!
ma che disperazione
nasce da una distrazione
era un gioco...
13 febbraio 2003
VENTO DI PASSIONI (sciroccato scirocco)
ci sono delle sere in cui vorrei restare al lavoro per non dover tornare a casa. vivo ogni giorno con la consapevolezza che nella stanza di fronte alla mia campa, si accampa e vegeta un bradipo lucano. che invece di stare appeso agli alberi si regge alle ramificazioni dei germogli ottenuti dai suoi stessi depositi frigoriferi. quando va bene sono latticini mescolati secondo la legge di poisson, quando va male sono zucchine trifogliate e coltivate ad acqua della sorgente catusa. o fetusa.
erano giorni che mery terry mi accoglieva come se fossi bernadette che giunge a nevers. mi salutava dal balcone perchè sentiva la macchina arrivare. apriva la porta prima che suonassi perchè captava le vibrazioni emesse dall'apertura dell'ascensore. tendeva l'orecchio come jamie sommers per brandire ogni mia necessità. e se dicevo: "porcamiseria, ho finito l'acqua", ecco che ti scodellava la sua guizza rosa sulla tavola. come se io bevessi la guizza. qui gatta ci alcova, ho pensato. e il pensiero vola a johnny.
mi spunta il canino lucente da vampiro e la lampadina come archimede pitagorico. a quel punto il sospetto è ormai certezza, il dubbio sicurezza, teresa nefandezza.
-teresa?
-zì?
-se hai bisogno di qualcosa sai che puoi chiedermelo...
-zì, zì... mò non tengobbisogno però
-io te lo dico in caso dovesse capitarti un'emergenza, un'occorrenza, un'urgenza. ma non una virulenza. o una purulenza.
-che è?
-la purulenza? è avere vicino del marciume. un po' come per te avere i brufoli o per me avere in giro te per casa...
-nooooo... volevo sapè che è l'occorrenza! chevvuòddì?
-necessità
-in ghessenso?
-nel senso di necessità <-NOOOOOOOOOOO! PARLO COME LEI! TAUTOLOGIA! SONO TAUTOLOGICA!
-penzo che ho capito
-ecco. per esempio io ho delle occorrenze ogni volta che ti vedo.
-inghessenso?
-sono fisiche, soprattutto. nausea, senso di vertigine, desiderio di fare la pulizia al viso, sterilizzazione. cose così.
si distrae. evidentemente i suoi moduli fodoriani erano altrove.
-sputa teresa. non saliva, è un modo di dire. checc'hai?
-tra poco è zan valentino..
-e tu sei sola...
-NOOOOOOOOOOO! devo uscì ma non c'ho niente da mettere. penzavo che mi potevi compagnare!
-ACCOMPAGNARE. <- ecco allora spiegato il motivo di tanta addomesticazione!
poi, in un attimo, mi raccapezzo. o mi raccapezzolo. e li nascono una serie di sensazioni.
panico. costernazione. allarme. sbigottimento. incubus. nightmare. mery terry esce per san valentino.
-esci? e con chi? johnny? gli dai una possibilità?
-no, cò un'altro
-maliarda! <- in realtà penso tutta una serie di cose tipo: zoccola, infingarda, le acque chete rompono i ponti.
-è uno
-è sufficiente. e dove l'hai incontrato?
-in strada. stavo facendo la spesa con maria e lei è cascata dal marciapiede. mentre tentavo di tirarla su questo ragazzo si ferma e pratigamente che he fatto?
-che ha fatto?
-pratigamente 'sto tizio chiede se abbiamo bisogno
-va bè, ma la conversazione sarà andata avanti!
-zì! mò gli hoddetto che dovevamo tirare su maria e pratigamente ha fermato la macchina e ci ha caricate
-teresa, cazzo, finisci la frase. fai un racconto. dai un senso alla storia.
-inghessenso?
-vai avanti, cristobal!
-pratigamente ci porta a caza e maria gli offre un caffè per ringraziarlo e così parliamo
-mitica affabulatrice!
poi ritorna il raziocinio.
-scusa teresa, come hai fatto a fregarlo con le parole? tu, proprio tu?
-mò pratigamente scopro che 'sto ragazzo è di potenza ed è compaesano mio!
-è fatta! SIGNORE è FATTA! adesso vi sposate, andate a vivere insieme e poi magari vi innamorate pure! l'ottavo mistero di fatima è svelato! e dove andrai ad abitare? a potenza? a matera? in siberia?
-nooooooooooo! macchè! lui abita qui dietro! penza. siamo vicini di casa!
ergo. lei trova un tizio, che abita dietro di noi e con cui si sposerà e avrà 100 figli. ergo. continuerà a vivere vicino a me e mi porterà tutte le sere teglie calde e pronte di sformati suppuranti. ergo. non me ne libererò mai. argo. devo inalare dell'argo.
Penso a lui e guardo me
che minaccio chissà ché
mascherato da leone ma ho paura di te.
P.S= VI RICORDO CHE DOMANI A MEZZANOTTE SI CONCLUDE IL CONCORSO "IMMAGINA MERY TERRY". IL NOME DEL VINCITORE VERRA' COMUNICATO LUNEDI'. IN BOCCA AL LUPO E CHE VINCA LA PEGGIORE... MERY TERRY!
ci sono delle sere in cui vorrei restare al lavoro per non dover tornare a casa. vivo ogni giorno con la consapevolezza che nella stanza di fronte alla mia campa, si accampa e vegeta un bradipo lucano. che invece di stare appeso agli alberi si regge alle ramificazioni dei germogli ottenuti dai suoi stessi depositi frigoriferi. quando va bene sono latticini mescolati secondo la legge di poisson, quando va male sono zucchine trifogliate e coltivate ad acqua della sorgente catusa. o fetusa.
erano giorni che mery terry mi accoglieva come se fossi bernadette che giunge a nevers. mi salutava dal balcone perchè sentiva la macchina arrivare. apriva la porta prima che suonassi perchè captava le vibrazioni emesse dall'apertura dell'ascensore. tendeva l'orecchio come jamie sommers per brandire ogni mia necessità. e se dicevo: "porcamiseria, ho finito l'acqua", ecco che ti scodellava la sua guizza rosa sulla tavola. come se io bevessi la guizza. qui gatta ci alcova, ho pensato. e il pensiero vola a johnny.
mi spunta il canino lucente da vampiro e la lampadina come archimede pitagorico. a quel punto il sospetto è ormai certezza, il dubbio sicurezza, teresa nefandezza.
-teresa?
-zì?
-se hai bisogno di qualcosa sai che puoi chiedermelo...
-zì, zì... mò non tengobbisogno però
-io te lo dico in caso dovesse capitarti un'emergenza, un'occorrenza, un'urgenza. ma non una virulenza. o una purulenza.
-che è?
-la purulenza? è avere vicino del marciume. un po' come per te avere i brufoli o per me avere in giro te per casa...
-nooooo... volevo sapè che è l'occorrenza! chevvuòddì?
-necessità
-in ghessenso?
-nel senso di necessità <-NOOOOOOOOOOO! PARLO COME LEI! TAUTOLOGIA! SONO TAUTOLOGICA!
-penzo che ho capito
-ecco. per esempio io ho delle occorrenze ogni volta che ti vedo.
-inghessenso?
-sono fisiche, soprattutto. nausea, senso di vertigine, desiderio di fare la pulizia al viso, sterilizzazione. cose così.
si distrae. evidentemente i suoi moduli fodoriani erano altrove.
-sputa teresa. non saliva, è un modo di dire. checc'hai?
-tra poco è zan valentino..
-e tu sei sola...
-NOOOOOOOOOOO! devo uscì ma non c'ho niente da mettere. penzavo che mi potevi compagnare!
-ACCOMPAGNARE. <- ecco allora spiegato il motivo di tanta addomesticazione!
poi, in un attimo, mi raccapezzo. o mi raccapezzolo. e li nascono una serie di sensazioni.
panico. costernazione. allarme. sbigottimento. incubus. nightmare. mery terry esce per san valentino.
-esci? e con chi? johnny? gli dai una possibilità?
-no, cò un'altro
-maliarda! <- in realtà penso tutta una serie di cose tipo: zoccola, infingarda, le acque chete rompono i ponti.
-è uno
-è sufficiente. e dove l'hai incontrato?
-in strada. stavo facendo la spesa con maria e lei è cascata dal marciapiede. mentre tentavo di tirarla su questo ragazzo si ferma e pratigamente che he fatto?
-che ha fatto?
-pratigamente 'sto tizio chiede se abbiamo bisogno
-va bè, ma la conversazione sarà andata avanti!
-zì! mò gli hoddetto che dovevamo tirare su maria e pratigamente ha fermato la macchina e ci ha caricate
-teresa, cazzo, finisci la frase. fai un racconto. dai un senso alla storia.
-inghessenso?
-vai avanti, cristobal!
-pratigamente ci porta a caza e maria gli offre un caffè per ringraziarlo e così parliamo
-mitica affabulatrice!
poi ritorna il raziocinio.
-scusa teresa, come hai fatto a fregarlo con le parole? tu, proprio tu?
-mò pratigamente scopro che 'sto ragazzo è di potenza ed è compaesano mio!
-è fatta! SIGNORE è FATTA! adesso vi sposate, andate a vivere insieme e poi magari vi innamorate pure! l'ottavo mistero di fatima è svelato! e dove andrai ad abitare? a potenza? a matera? in siberia?
-nooooooooooo! macchè! lui abita qui dietro! penza. siamo vicini di casa!
ergo. lei trova un tizio, che abita dietro di noi e con cui si sposerà e avrà 100 figli. ergo. continuerà a vivere vicino a me e mi porterà tutte le sere teglie calde e pronte di sformati suppuranti. ergo. non me ne libererò mai. argo. devo inalare dell'argo.
Penso a lui e guardo me
che minaccio chissà ché
mascherato da leone ma ho paura di te.
P.S= VI RICORDO CHE DOMANI A MEZZANOTTE SI CONCLUDE IL CONCORSO "IMMAGINA MERY TERRY". IL NOME DEL VINCITORE VERRA' COMUNICATO LUNEDI'. IN BOCCA AL LUPO E CHE VINCA LA PEGGIORE... MERY TERRY!
05 febbraio 2003
ATTENZIONE! VENGHINO, SIGNORI VENGHINO: SUL BLOG DI ILENIA VIENE INDETTO UN SINGOLAR CONCORSO:
"IMMAGINA MERY TERRY"
Modalità di partecipazione: si tratta di inviare una descrizione di come ti immagini che sia mery terry. si accettano anche disegni ed elaborazioni grafiche epson computer o effetti speciali della dreamworks. gli elaborati vanno spediti al mio indirizzo e-mail. ogni partecipante può inviare anche più di un elaborato. tra tutti coloro che avranno spedito la loro opera nella sezione "inediti", un'apposita giuria nominerà un vincitore che verrà omaggiato della fotografia della vera mery terry. tutti gli scritti pervenuti verranno comunque pubblicati sul mio blog.
Giuria: la giuria è composta da me. quindi sarà facile ottenere l'unanimità.
Termini e scadenze: il concorso scade il 14 febbraio 2003. nel giorno dell'amore, vi farò il regalo più bello.
Regolamento: al concorso possono partecipare tutti coloro che leggono il blog, quelli che non lo leggono, quelli che vorrebbero leggerlo ma non lo fanno, quelli che lo leggono di nascosto perchè si vergognano, quelli che gli fa schifo 'sto blog, quelli che gli fa schifo mery terry (dal concorso è esclusa la mia amica SARA che mery terry l'ha vista di persona e non vale).
LA GARA E' UFFICIALMENTE APERTA: PARTECIPATE, GENTE, PARTECIPATE!!!
"IMMAGINA MERY TERRY"
Modalità di partecipazione: si tratta di inviare una descrizione di come ti immagini che sia mery terry. si accettano anche disegni ed elaborazioni grafiche epson computer o effetti speciali della dreamworks. gli elaborati vanno spediti al mio indirizzo e-mail. ogni partecipante può inviare anche più di un elaborato. tra tutti coloro che avranno spedito la loro opera nella sezione "inediti", un'apposita giuria nominerà un vincitore che verrà omaggiato della fotografia della vera mery terry. tutti gli scritti pervenuti verranno comunque pubblicati sul mio blog.
Giuria: la giuria è composta da me. quindi sarà facile ottenere l'unanimità.
Termini e scadenze: il concorso scade il 14 febbraio 2003. nel giorno dell'amore, vi farò il regalo più bello.
Regolamento: al concorso possono partecipare tutti coloro che leggono il blog, quelli che non lo leggono, quelli che vorrebbero leggerlo ma non lo fanno, quelli che lo leggono di nascosto perchè si vergognano, quelli che gli fa schifo 'sto blog, quelli che gli fa schifo mery terry (dal concorso è esclusa la mia amica SARA che mery terry l'ha vista di persona e non vale).
LA GARA E' UFFICIALMENTE APERTA: PARTECIPATE, GENTE, PARTECIPATE!!!
TATTICHE
ci sono volte che sono veramente irritabile. essendo cancerina e governata dalla luna, sono tremenda. se poi mi viene il ruffino, sono cazzi per tutti. (dicesi ruffino la pieghetta da arrabbiatura che mi viene tra le sopracciglia. pericolosissima. più dei gas nervini).
a mia discolpa devo dire che quasi mai me la prendo con chi non c'entra nulla. cerco di prendermela con mery terry.
-ehi, di casaaaaa... c'è qualcuno?
-bu
-teresa... tu e le tue imboscate... mai pensato di arruolarti? il nemico morirebbe di crepacuore
-non zò robe da donne
-cosa? arruolarsi?
-'nfatti
-e invece avvelenare il prossimo con le tue robe da mangiare sì? strana prospettiva della vita che hai!
entra giovanna -l'avete buttata quella scatola trasparente che c'era qui?
-bu! no, è peccato buttarla! sta nei penzili!
guardo mery terry stupita del fatto che abbia pronunciato un vocabolo così ricercato come "pensile"
-giovanna, qui non si butta via niente. se continuiamo a tenere con noi mery terry ...
-ècchevvuoidire mò?
-era una battuta: vuol dire che non ti ricicliamo anche se sei da buttare <- cristobal, è così frustrante dover spiegare le proprie gag -e che siamo attente a non buttare rifiuti tossici. per il bene dell'umanità mettiamo a rischio noi stesse e preferiamo sacrificarci come novelle Ifigenie, o come isacco o come cristina onassis.
-ahhhhh
giovanna esce. ritrovata la scatola che cercava, non consuma se stessa nella vicinanza inopportuna con teresa de angelis (figlia segreta e ripudiata di wilma de angelis).
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-sì
-quello continua a scocciare
-chi? johnny?
-zì. mi ha scritto. vuò sentire che ha detto?
-non so se sono pronta a sentire il suo sms. frutto di 15 giorni di elucubrazioni mentali. preparo i sali.
-'sto deficiende!
-teresa!
-senti che ha scritto: "vorrei essere il freddo per vederti tremare/vorrei essere il fuoco per poterti scaldare"
-BRUCIARE! voleva dire BRUCIARE! sant'uomo! allora sta dalla mia parte!
-eh?
-teresa, porco cazzo, possibile che non capisci mai al primo colpo?
-'sto deficiende!
-ma poverino!
-io non gli rispondo alle telefonate.
-vuoi che lo faccia io?
-noooooooooo! la smetterà!
-ma diglielo, povero cristo! diglielo che sta perdendo tempo! è un uomo allo sbando che non sa che pesci pigliare... beh... veramente un pesce l'ha pigliato...
-che pesce?
-uno scorfano di potenza...
-guarda che a potenza non gi sta il mare...
-appunto!
-echhevuòdì?
-lascia perdere. mi verrebbero da dire tante cose, ma il cuore ha pietà di johnny
-eppecchè?
-perchè se l'avessero accettato al reparto psichiatrico, adesso starebbe bene e non cercherebbe di distruggere se stesso in questo modo
-ma mica stammale!
-se ha perso la testa per te significa che sta DAVVERO male! l'altra possibilità è invece che la testa l'abbia persa solo ultimamente, cercando di mettere insieme 160 caratteri in un sms. un'impresa titanica. come dire: qualcosa che deve affondare quanto prima.
Cosa non farà più, cosa farà di nuovo,
cosa farà di meno,
seduta in mezzo al letto lei promette
cosa non farà più.
ci sono volte che sono veramente irritabile. essendo cancerina e governata dalla luna, sono tremenda. se poi mi viene il ruffino, sono cazzi per tutti. (dicesi ruffino la pieghetta da arrabbiatura che mi viene tra le sopracciglia. pericolosissima. più dei gas nervini).
a mia discolpa devo dire che quasi mai me la prendo con chi non c'entra nulla. cerco di prendermela con mery terry.
-ehi, di casaaaaa... c'è qualcuno?
-bu
-teresa... tu e le tue imboscate... mai pensato di arruolarti? il nemico morirebbe di crepacuore
-non zò robe da donne
-cosa? arruolarsi?
-'nfatti
-e invece avvelenare il prossimo con le tue robe da mangiare sì? strana prospettiva della vita che hai!
entra giovanna -l'avete buttata quella scatola trasparente che c'era qui?
-bu! no, è peccato buttarla! sta nei penzili!
guardo mery terry stupita del fatto che abbia pronunciato un vocabolo così ricercato come "pensile"
-giovanna, qui non si butta via niente. se continuiamo a tenere con noi mery terry ...
-ècchevvuoidire mò?
-era una battuta: vuol dire che non ti ricicliamo anche se sei da buttare <- cristobal, è così frustrante dover spiegare le proprie gag -e che siamo attente a non buttare rifiuti tossici. per il bene dell'umanità mettiamo a rischio noi stesse e preferiamo sacrificarci come novelle Ifigenie, o come isacco o come cristina onassis.
-ahhhhh
giovanna esce. ritrovata la scatola che cercava, non consuma se stessa nella vicinanza inopportuna con teresa de angelis (figlia segreta e ripudiata di wilma de angelis).
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-sì
-quello continua a scocciare
-chi? johnny?
-zì. mi ha scritto. vuò sentire che ha detto?
-non so se sono pronta a sentire il suo sms. frutto di 15 giorni di elucubrazioni mentali. preparo i sali.
-'sto deficiende!
-teresa!
-senti che ha scritto: "vorrei essere il freddo per vederti tremare/vorrei essere il fuoco per poterti scaldare"
-BRUCIARE! voleva dire BRUCIARE! sant'uomo! allora sta dalla mia parte!
-eh?
-teresa, porco cazzo, possibile che non capisci mai al primo colpo?
-'sto deficiende!
-ma poverino!
-io non gli rispondo alle telefonate.
-vuoi che lo faccia io?
-noooooooooo! la smetterà!
-ma diglielo, povero cristo! diglielo che sta perdendo tempo! è un uomo allo sbando che non sa che pesci pigliare... beh... veramente un pesce l'ha pigliato...
-che pesce?
-uno scorfano di potenza...
-guarda che a potenza non gi sta il mare...
-appunto!
-echhevuòdì?
-lascia perdere. mi verrebbero da dire tante cose, ma il cuore ha pietà di johnny
-eppecchè?
-perchè se l'avessero accettato al reparto psichiatrico, adesso starebbe bene e non cercherebbe di distruggere se stesso in questo modo
-ma mica stammale!
-se ha perso la testa per te significa che sta DAVVERO male! l'altra possibilità è invece che la testa l'abbia persa solo ultimamente, cercando di mettere insieme 160 caratteri in un sms. un'impresa titanica. come dire: qualcosa che deve affondare quanto prima.
Cosa non farà più, cosa farà di nuovo,
cosa farà di meno,
seduta in mezzo al letto lei promette
cosa non farà più.
03 febbraio 2003
MERY DOLLY
è in atto una clonazione. più pericolosa di dolly, più alienante di quanto possano ammettere i raeliani. o i rauliani. meglio conosciuti come "seguaci del liscio" dal nome del loro leader raul casadei.
settimana scorsa ero in camera mia. stavo accendendo un incenso per spazzare via dalla camera l'odore di verza cotta che mi aveva impregnato le architetture. mery terry si era dedicata al bricolage lagostina e aveva cotto dei cavoli e delle verze. io non so se abbiate mai sentito che odore hanno le verze cotte. discarica. o di scarica. provate voi a rilassarvi e a dormire in un letamaio. un fungo tossico che avrebbe distrutto hiroshima e nagasaki prima delle brillanti idee di fermi.
dunque mi appropinquavo a scacciare demoni e odori dalla mia stanza quando sento un urlo provenire dal loculo di fronte: LA STANZA. THE ROOM. mery terry urlava in camera sua. ma non urlava parole, urlava urli. senza senso. probabilmente nel suo linguaggio significano qualcosa, ma per i non-raeliani sono manifestazioni semantiche senza costrutto genettiano.
l'eco della sua potentina voce si spandeva nella casa insieme alle ceneri delle verze fenici. che puntualmente, ogni settimana, rinascono dai fornelli più forti di prima.
senza bussare e chiedere permesso entra scalpitando in camera mia e mi fissa con le sue rughe d'espressione:
-pozzo urlare?
-no
-pozzo urlare?
-no
-e io voglio urlare. EEEEEHHHHHHHHHHHHHHHEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
-quello non è urlare: è looppare una vocale.
-EEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
-se esiste qualcosa di umano in te... basta!
-e io voglio urlare... e urlo.... mò non pozzo urlare? io urlo
-uniamo l'utile al dilettevole, allora. io ti riempio di botte e tu nel frattempo ti sfoghi finchè vuoi.
e inizia a correre per il corridoio gridando e spalancando tutte le porte, nel tentativo di sparare strilli in faccia a qualcuno. pare che nella bassa bergamasca, terra di poesie via radio e via pixel, abbiano sentito gli echi delle vocali meryterroniane.
nel frattempo rimango in camera fregandomene delle patologie che potevano aver scatenato l'iperfonia della mia coinquilina più vivace.
-cosa ti urli?
-sòffelice!
-gaudio magnum, nel senso di gelato.
-eh?
-niente. e dimmi, piccola cara, come mai sei felice? CHI ti rende oltremodo lieta?
-mio fratello!
-INCESTO!
-eh?
-perchè?
-mia cognata è inginta! glielo dicevo zempre: fammelo 'sto nipotno, fammelo 'sto nipotino...
-e dunque sei zia?
-zììììììììììììììììììì! EEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
-quando nasce?
-a zettembre. lei è inginta di 10 ggiorni
-di 10 giorni? come lo ha capito? è paragnosta?
-o forse non le vengono le mestruazioni da 10 giorni?
-direi che è l'ipotesi più probabile
-domani va dal ginecologo e fa il test
-scusa, ma prima di dire al mondo che è incinta, non ha fatto esami?
-ha fatto il test quello della farmacia
-ma cazzo! non si fa! hai mai visto il film "sposerò simon le bon"? una tipa crede di essere incinta perchè ha fatto il test dopo aver bevuto 60 litri di coca cola. se tua cognata poco poco ha mangiato qualcosa cucinato dalla suocera o dal suo principe consorte... avrà fatto diventare verde e citrugna la provetta!
-non ho capito
-non dubitavo.
-avrò un nipotino. EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
porchetta la miseria. non bastavano due esemplari meryterriani al mondo. ora abbiamo anche iniziato un processo di clonazione. pericolosissimo. perchè parte da una provetta di farmacia contaminata con crittogamici potentini e formaggi mescolati secondo la legge dei grandi numeri. non c'è mai fine al peggio.
Qualche frutto
darà forse ancora...
Generosa talvolta com'è la natura.
è in atto una clonazione. più pericolosa di dolly, più alienante di quanto possano ammettere i raeliani. o i rauliani. meglio conosciuti come "seguaci del liscio" dal nome del loro leader raul casadei.
settimana scorsa ero in camera mia. stavo accendendo un incenso per spazzare via dalla camera l'odore di verza cotta che mi aveva impregnato le architetture. mery terry si era dedicata al bricolage lagostina e aveva cotto dei cavoli e delle verze. io non so se abbiate mai sentito che odore hanno le verze cotte. discarica. o di scarica. provate voi a rilassarvi e a dormire in un letamaio. un fungo tossico che avrebbe distrutto hiroshima e nagasaki prima delle brillanti idee di fermi.
dunque mi appropinquavo a scacciare demoni e odori dalla mia stanza quando sento un urlo provenire dal loculo di fronte: LA STANZA. THE ROOM. mery terry urlava in camera sua. ma non urlava parole, urlava urli. senza senso. probabilmente nel suo linguaggio significano qualcosa, ma per i non-raeliani sono manifestazioni semantiche senza costrutto genettiano.
l'eco della sua potentina voce si spandeva nella casa insieme alle ceneri delle verze fenici. che puntualmente, ogni settimana, rinascono dai fornelli più forti di prima.
senza bussare e chiedere permesso entra scalpitando in camera mia e mi fissa con le sue rughe d'espressione:
-pozzo urlare?
-no
-pozzo urlare?
-no
-e io voglio urlare. EEEEEHHHHHHHHHHHHHHHEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
-quello non è urlare: è looppare una vocale.
-EEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
-se esiste qualcosa di umano in te... basta!
-e io voglio urlare... e urlo.... mò non pozzo urlare? io urlo
-uniamo l'utile al dilettevole, allora. io ti riempio di botte e tu nel frattempo ti sfoghi finchè vuoi.
e inizia a correre per il corridoio gridando e spalancando tutte le porte, nel tentativo di sparare strilli in faccia a qualcuno. pare che nella bassa bergamasca, terra di poesie via radio e via pixel, abbiano sentito gli echi delle vocali meryterroniane.
nel frattempo rimango in camera fregandomene delle patologie che potevano aver scatenato l'iperfonia della mia coinquilina più vivace.
-cosa ti urli?
-sòffelice!
-gaudio magnum, nel senso di gelato.
-eh?
-niente. e dimmi, piccola cara, come mai sei felice? CHI ti rende oltremodo lieta?
-mio fratello!
-INCESTO!
-eh?
-perchè?
-mia cognata è inginta! glielo dicevo zempre: fammelo 'sto nipotno, fammelo 'sto nipotino...
-e dunque sei zia?
-zììììììììììììììììììì! EEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
-quando nasce?
-a zettembre. lei è inginta di 10 ggiorni
-di 10 giorni? come lo ha capito? è paragnosta?
-o forse non le vengono le mestruazioni da 10 giorni?
-direi che è l'ipotesi più probabile
-domani va dal ginecologo e fa il test
-scusa, ma prima di dire al mondo che è incinta, non ha fatto esami?
-ha fatto il test quello della farmacia
-ma cazzo! non si fa! hai mai visto il film "sposerò simon le bon"? una tipa crede di essere incinta perchè ha fatto il test dopo aver bevuto 60 litri di coca cola. se tua cognata poco poco ha mangiato qualcosa cucinato dalla suocera o dal suo principe consorte... avrà fatto diventare verde e citrugna la provetta!
-non ho capito
-non dubitavo.
-avrò un nipotino. EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
porchetta la miseria. non bastavano due esemplari meryterriani al mondo. ora abbiamo anche iniziato un processo di clonazione. pericolosissimo. perchè parte da una provetta di farmacia contaminata con crittogamici potentini e formaggi mescolati secondo la legge dei grandi numeri. non c'è mai fine al peggio.
Qualche frutto
darà forse ancora...
Generosa talvolta com'è la natura.
29 gennaio 2003
CHI SI ACCONTENTA GODE
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-oh
-bu!
-bu
-bu! paura, eh?
-che paura, che paura, che paura. e tra me e me bisbiglio: i feel good, i feel good, i feel wonderful
-ilèèèèèèèèèè
-che cazzo c'è?
-volevo chiederti una cosa del nostro cellulare
-nostro? abbiamo la comunione dei beni adesso?
-perchè quando rispondo devo schiacciare due volte?
-perchè non hai impostato "risposta con ogni tasto->NO"
-uffa... che ci sta pure da impoztare il telefono?
-è un favore che ti fanno. puoi decidere tu come ti trovi più comoda.
-ilè
-va avanti, perdi un sacco di tempo con le interiezioni e non arrivi mai al sodo. ti arriveranno le marchette della pensione che starai ancora invocando il mio nome.
-come si fa a impoztare la sveglia?
-vai in impostazioni e sveglia e fai l'orario
-e il volume della radio?
-di fianco, i tasto a lato del display
-che è il display?
-lo schermo!
-ah. e quanto tempo ci mette a ricaricarsi?
-poco più di un'ora
-beh, io ce lo lascio 3 ore, allora
-teresa, non è una gara a chi ce lo lascia di più. 3 ore sono troppe. puoi staccarlo prima
arriva un sms e lei brontola. io, col canino da vampiro, passo all'indagine.
-è johnny?
-zì... quello mi scoccia
-dai, è innamorato!
-zì, ma mi scoccia. mi ha chiamato 4 volte 'sta settimana ma io non gli ho risposto. poi sabato ha richiamato e allora gli ho rizpozto.
-e che ti ha detto?
-che vuole uscire con me
-vai, cristo, vai!!!!
-no. mi ha chiesto se trovo che sia inzistente
-e gli hai detto di sì, che ti lasci in pace?
-no, mi pareva brutto.
-bisogna che ti decidi: o gli dici di lasciarti stare e che non ti interessa, oppure esci con lui e gli dai una possibilità.
-mi ha chiesto cosa penzo di lui e gli ho detto che è zimpatico
-cazzo, come dire: sei sfigato! l'hai ammazzato così!
-poi gli ho detto che non uscivo e lui mi ha chiesto se mi vedo con qualcuno
-e tu ovviamente hai detto sì per levartelo dalle palle! brava!
-no, non mi vedo con nessuno, io! gli ho detto che non mi vedo con nessuno!
-ho capito, cristo! non ho dubbi che tu non esca con uno del sesso opposto, ma dovevi mentire per uccidergli la speranza
-mi za che è vero...
-perchè?
-perchè mi ha detto che visto che non mi vedo con nessuno allora lui inziste... che non mi molla...
-un pazzo
-ha detto che questa settimana ci penza e poi mi manda un sms
-scusa, gli ci vuole una settimana?
-ha detto che lo deve scrivere bene!
-teresa, molla l'osso. se uno ci mette una settimana per 160 caratteri, ci metterà 6 anni a chiederti di sposarlo. e alla tua età e messa come sei, non puoi permetterti di perdere altro tempo prezioso.
ho visto un uomo che moriva per amore
-ilèèèèèèèèèèèèèèèèèè
-oh
-bu!
-bu
-bu! paura, eh?
-che paura, che paura, che paura. e tra me e me bisbiglio: i feel good, i feel good, i feel wonderful
-ilèèèèèèèèèè
-che cazzo c'è?
-volevo chiederti una cosa del nostro cellulare
-nostro? abbiamo la comunione dei beni adesso?
-perchè quando rispondo devo schiacciare due volte?
-perchè non hai impostato "risposta con ogni tasto->NO"
-uffa... che ci sta pure da impoztare il telefono?
-è un favore che ti fanno. puoi decidere tu come ti trovi più comoda.
-ilè
-va avanti, perdi un sacco di tempo con le interiezioni e non arrivi mai al sodo. ti arriveranno le marchette della pensione che starai ancora invocando il mio nome.
-come si fa a impoztare la sveglia?
-vai in impostazioni e sveglia e fai l'orario
-e il volume della radio?
-di fianco, i tasto a lato del display
-che è il display?
-lo schermo!
-ah. e quanto tempo ci mette a ricaricarsi?
-poco più di un'ora
-beh, io ce lo lascio 3 ore, allora
-teresa, non è una gara a chi ce lo lascia di più. 3 ore sono troppe. puoi staccarlo prima
arriva un sms e lei brontola. io, col canino da vampiro, passo all'indagine.
-è johnny?
-zì... quello mi scoccia
-dai, è innamorato!
-zì, ma mi scoccia. mi ha chiamato 4 volte 'sta settimana ma io non gli ho risposto. poi sabato ha richiamato e allora gli ho rizpozto.
-e che ti ha detto?
-che vuole uscire con me
-vai, cristo, vai!!!!
-no. mi ha chiesto se trovo che sia inzistente
-e gli hai detto di sì, che ti lasci in pace?
-no, mi pareva brutto.
-bisogna che ti decidi: o gli dici di lasciarti stare e che non ti interessa, oppure esci con lui e gli dai una possibilità.
-mi ha chiesto cosa penzo di lui e gli ho detto che è zimpatico
-cazzo, come dire: sei sfigato! l'hai ammazzato così!
-poi gli ho detto che non uscivo e lui mi ha chiesto se mi vedo con qualcuno
-e tu ovviamente hai detto sì per levartelo dalle palle! brava!
-no, non mi vedo con nessuno, io! gli ho detto che non mi vedo con nessuno!
-ho capito, cristo! non ho dubbi che tu non esca con uno del sesso opposto, ma dovevi mentire per uccidergli la speranza
-mi za che è vero...
-perchè?
-perchè mi ha detto che visto che non mi vedo con nessuno allora lui inziste... che non mi molla...
-un pazzo
-ha detto che questa settimana ci penza e poi mi manda un sms
-scusa, gli ci vuole una settimana?
-ha detto che lo deve scrivere bene!
-teresa, molla l'osso. se uno ci mette una settimana per 160 caratteri, ci metterà 6 anni a chiederti di sposarlo. e alla tua età e messa come sei, non puoi permetterti di perdere altro tempo prezioso.
ho visto un uomo che moriva per amore
28 gennaio 2003
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
dove eravamo rimasti? ah, sì, alla trilogia meryterryca: acneica-gerontofila-fogna. la tendenza acneica si manifesta quando la vedete, basta una distanza di 250 metri per avvistare le prime pustole. per le altre due voci, gerontofila e fogna, accomodatevi.
eravamo in cucina io, sarry, terry, maria ed elena. maria ed elena hanno superato i 60. mery terry è come se l'avesse già fatto. anzi, forse è nata che aveva 90 anni e si è fermata sempre lì.
vedendo me e sara indaffarate nelle libagioni, le 3 donne si appartano nell'altra stanza. terra nostra incombeva solenne. io vedo che mery terry si accoda alla transumanza di matrone e le dico:
-ma dai, non resti con noi?
-nonnò, vado dillà con loro.
ora, non pensiate che le abbia chiesto di rimanere perchè gradivo la sua presenza. volevo un po' di showtime per la sara. ma terry ha preferito la compagnia di due signore di accertata senilità piuttosto che quella di 2 coetanee (più o meno). per questo definita gerontofila.
finita terra nostra, quando ormai io e la mia amichetta eravamo a sgrollarci carote e pomodori, lei ritorna tra noi, e chiede l'unica cosa che avrebbe mai potuto chiedere a sara:
-che vi siete fatte da mangiare?
sara descrive gli gnocchetti al pomodoro e il pinzimonio, parola inizialmente arcana per mery terry. che si è capito benissimo che ha finto di sapere cos'è. davanti a un pasto così semplice e fresco (sara è vegetariana) mery terry ha abbozzato un sorriso di commiserazione, come a dire: io so fare di meglio. così ha continuato a digitare tasti di cellulare. probabilmente sms per johnny.
sara, in tutta la sua furbizia e incoscienza, le chiede:
-e tu che hai mangiato?
-ma niente... ho fatto una cena leggera... inzalata con ricotta (da qui il "fogna")
espressione schifata di sara che immagina i rivoli del latte di ricotta scivolare dagli angoli delle fauci di mery terry.
-ah... leggerino.. <-TONO IRONICO
-zì, leggero. perchè mi ero mangiata la pasta alle 4 e mica potevo maniare pezante... ho fatto una cozina cozì... <- TONO DI CHI NON HA COMPRESO L'IRONIA
sara a quel punto mi guarda. ha capito. e mi ha capito. forse per un attimo ha provato pure compassione, ma sa che posso cavarmela da sola. dopo aver lavato i piatti, asciugato teglie, rotto una tazzina e riso come matte, andiamo a letto. io le leggo una favola in cui mi invento al momento fatti più divertenti e sorprendenti di quelli descritti dal legittimo autore. una storia di orsacchiotti, figli e nonni, con l'ingresso inaspettato di una civetta. quando sara si è addormentata, prima di spegnere la luce, ho pensato che non gliel'avrei detto. che la sera prima, avvertendo mery terry del suo arrivo, tra noi due era intercorso questo dialogo.
-domani sera arriva la mia amica sara
-ah
-sta qua 3 giorni, fino a venerdì
-ah. ecchemmangia?
-è vegetariana. mangeremo verdure.
-vegetariana.. ihhhhhhhhhhhhhh
-perchè, che c'è?
- se vuoi ho delle polpette da darti!
-verdure impanate?
-no, carne. ma tanto micca se ne accorge!
-teresa?
-zì?
-al contrario tuo io ho delle amiche. e non sono per niente coglione.
-ma va, se ci metti un po' di formaggio micca lo sa che è carne... così le fai mangiare le proteiene che nella verdura non ci stanno!
-teresa?
-zì?
-buonanotte.
no, non credo. a sara questo non lo dirò mai.
comprerò le banane
le banane comprerò
scatolette colorate
carni rosa congelate
c'è di tutto intorno a me
dove eravamo rimasti? ah, sì, alla trilogia meryterryca: acneica-gerontofila-fogna. la tendenza acneica si manifesta quando la vedete, basta una distanza di 250 metri per avvistare le prime pustole. per le altre due voci, gerontofila e fogna, accomodatevi.
eravamo in cucina io, sarry, terry, maria ed elena. maria ed elena hanno superato i 60. mery terry è come se l'avesse già fatto. anzi, forse è nata che aveva 90 anni e si è fermata sempre lì.
vedendo me e sara indaffarate nelle libagioni, le 3 donne si appartano nell'altra stanza. terra nostra incombeva solenne. io vedo che mery terry si accoda alla transumanza di matrone e le dico:
-ma dai, non resti con noi?
-nonnò, vado dillà con loro.
ora, non pensiate che le abbia chiesto di rimanere perchè gradivo la sua presenza. volevo un po' di showtime per la sara. ma terry ha preferito la compagnia di due signore di accertata senilità piuttosto che quella di 2 coetanee (più o meno). per questo definita gerontofila.
finita terra nostra, quando ormai io e la mia amichetta eravamo a sgrollarci carote e pomodori, lei ritorna tra noi, e chiede l'unica cosa che avrebbe mai potuto chiedere a sara:
-che vi siete fatte da mangiare?
sara descrive gli gnocchetti al pomodoro e il pinzimonio, parola inizialmente arcana per mery terry. che si è capito benissimo che ha finto di sapere cos'è. davanti a un pasto così semplice e fresco (sara è vegetariana) mery terry ha abbozzato un sorriso di commiserazione, come a dire: io so fare di meglio. così ha continuato a digitare tasti di cellulare. probabilmente sms per johnny.
sara, in tutta la sua furbizia e incoscienza, le chiede:
-e tu che hai mangiato?
-ma niente... ho fatto una cena leggera... inzalata con ricotta (da qui il "fogna")
espressione schifata di sara che immagina i rivoli del latte di ricotta scivolare dagli angoli delle fauci di mery terry.
-ah... leggerino.. <-TONO IRONICO
-zì, leggero. perchè mi ero mangiata la pasta alle 4 e mica potevo maniare pezante... ho fatto una cozina cozì... <- TONO DI CHI NON HA COMPRESO L'IRONIA
sara a quel punto mi guarda. ha capito. e mi ha capito. forse per un attimo ha provato pure compassione, ma sa che posso cavarmela da sola. dopo aver lavato i piatti, asciugato teglie, rotto una tazzina e riso come matte, andiamo a letto. io le leggo una favola in cui mi invento al momento fatti più divertenti e sorprendenti di quelli descritti dal legittimo autore. una storia di orsacchiotti, figli e nonni, con l'ingresso inaspettato di una civetta. quando sara si è addormentata, prima di spegnere la luce, ho pensato che non gliel'avrei detto. che la sera prima, avvertendo mery terry del suo arrivo, tra noi due era intercorso questo dialogo.
-domani sera arriva la mia amica sara
-ah
-sta qua 3 giorni, fino a venerdì
-ah. ecchemmangia?
-è vegetariana. mangeremo verdure.
-vegetariana.. ihhhhhhhhhhhhhh
-perchè, che c'è?
- se vuoi ho delle polpette da darti!
-verdure impanate?
-no, carne. ma tanto micca se ne accorge!
-teresa?
-zì?
-al contrario tuo io ho delle amiche. e non sono per niente coglione.
-ma va, se ci metti un po' di formaggio micca lo sa che è carne... così le fai mangiare le proteiene che nella verdura non ci stanno!
-teresa?
-zì?
-buonanotte.
no, non credo. a sara questo non lo dirò mai.
comprerò le banane
le banane comprerò
scatolette colorate
carni rosa congelate
c'è di tutto intorno a me
VERITA'
molta gente mi dice che non crede che mery terry esista ma che sia solo il frutto della fervida mente di una scrittrice.
questa cosa è sbagliata per 3 motivi:
1)non sono una scrittrice
2)non sono fervida
3) la mia amica sarry è stata 3 giorni a casa mia la scorsa settimana e l'ha vista. ci ha parlato (come si può parlare a mery terry, ovvio). le è stata vicino. mery terry esiste.
sara è cresciuta con me. o io con lei, non lo so. e qualcosa dev'essere andato storto perchè lei con la pubertà è diventata l'emblema della femminilità, della bellezza e del sex-appeal. io con la pubertà sono semplicemente diventata il testimonial perfetto per i fanghi d'alga guam. tutto lì.
sara viene da me mercoledì, curiosa e ansiosa di incontrare mery terry. solo che si doveva andare a teatro. voglio dire, a teatro ci andavamo io e lei, non lei e mery terry. figuriamoci se mery terry va a teatro. l'unica cosa che ha visto in 2 anni è stata giampiero ingrassia.
insomma, io e sara ci prepariamo per il teatro alla velocità della luce e usciamo di corsa. ma prima ci fermiamo sulla soglia della cucina. e lì, a piantonare il suo bunker di elettrodomestici e di scorte di cibo congelato si erge magnifica Lei, la santa gerarda di potenza, il mito gourmante della rete, l'artusi geneticamente modificato: the mery terry. vedere sara che le allungava la mano incredula è stato come vedere alessandro cecchi paone che finalmente catturava il mostro di lochness. o achab che saliva a cavalcioni su moby dick. o il leviatano. un incontro mitico e mistico. sara le stringe la mano con tutta la sua grazia da ballerina e lei, tanto per essere gentile e garbata, le fa:
-piacere, maria tereza. ma io ti avevo già visto. sei già stata qui.
fantastico. un modulo del cervello di mery terry non è colpito da afasia. la sua memoria, dunque, funziona. questo riduce notevolmente le possibilità che funzionino l'area di broca o di wernicke.
sara la guarda incredula e rammenta di averla già intravista la volta precedente che era venuta a trovarmi. ma lo sgarbo con cui maria teresa le aveva fatto notare la dimenticanza (che io chiamerei rimozione, tipo quella di lucia nei promessi sposi) l'ha gelata. abbozziamo un sorriso di convenienza e ci fiondiamo in ascensore. chiuse nella cabina insonorizzata del lift sara sfodera la sua genetica gentilezza e tenta di dirmi:
-ma dai, non è così brutta...
io la guardo fucilandola con la retina. non ammetto bestemmie in casa mia. anche se si tratta dell'ascensore ed è in comune con gli altri condomini. mery terry è orrorifica. punto e basta. poi penso: ok sara, adesso la pensi così. dammi un altro giorno e cambierai idea.
e si va a teatro. se foste passati in corso di porta romana, mercoledì sera, mi avreste vista. ero abbarbicata come manolo sul cancello del carcano. dovevo rubare la locandina dello spettacolo, che sara assolutamente voleva. tutto questo all'una di notte, dopo aver aspettato che il traffico della city calasse e che nessun membro delle forze dell'ordine mi arrestasse. in quel caso, comunque, avrei finto l'infermità mentale dichiarando di essere l'uomo ragno.
si torna a casa, alle 2, dopo aver chiacchierato della vita, degli amori, del futuro e del domani. nel senso di giovedì. sara avrebbe gironzolato per la grande mela lombarda e io avrei lavorato. poi ci si ribeccava la sera per andare al cinema o a fare qualche follia. peccato che il lavoro sia durato fino a tardi e che, dovendo fare anche la spesa, io e la mia amichetta si sia rientrate alle 10 di sera. in cucina c'erano maria, mery terry e la nostra vicina elena. giovanna in contumacia da 2 settimane.
entriamo in camera, buttiamo lo shopping sui letti e sara mi guarda con aria assassina. pesca qualcosa nella sua borsa e decolla per la cucina. dalla stanza da letto la sento urlare:
-POSSO FARVI UNA FOTO?
io mi fiondo di là in un nanosecondo.
-allora, posso farvi una foto?
MERY TERRY- nooooooooooooooooooooooooooooooooo! che sto in piggiama!
-ma tanto ti prendo solo la faccia! (e mi strizza l'cchio come a dire: le piglio anche l'etichetta delle mutande, tranquilla)
fotogramma precedente: tutte a mettersi a posto i capelli
fotogramma successivo: foto di gruppo in cucina con particolare di me che abbraccio mery terry.
quindi esistono le prove. se la pellicola si è impressionata (e si è impressionata di sicuro), esiste un ologramma di mery terry.
non dubitate, increduli. testimonianze dal luogo incriminato confermano l'esistenza di un esemplare di mery terry.
e del dialogo culinario successivo, intercorso tra sarry e terry, vi racconterò domani. vi dico solo che la trilogia di aggettivi data da sara per definire la mia escrescente coinquilina è stata: acneica gerontofila fogna. l'avevo detto che avrebbe cambiato idea.
non c'è acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lì l'incendi abbrustolito
molta gente mi dice che non crede che mery terry esista ma che sia solo il frutto della fervida mente di una scrittrice.
questa cosa è sbagliata per 3 motivi:
1)non sono una scrittrice
2)non sono fervida
3) la mia amica sarry è stata 3 giorni a casa mia la scorsa settimana e l'ha vista. ci ha parlato (come si può parlare a mery terry, ovvio). le è stata vicino. mery terry esiste.
sara è cresciuta con me. o io con lei, non lo so. e qualcosa dev'essere andato storto perchè lei con la pubertà è diventata l'emblema della femminilità, della bellezza e del sex-appeal. io con la pubertà sono semplicemente diventata il testimonial perfetto per i fanghi d'alga guam. tutto lì.
sara viene da me mercoledì, curiosa e ansiosa di incontrare mery terry. solo che si doveva andare a teatro. voglio dire, a teatro ci andavamo io e lei, non lei e mery terry. figuriamoci se mery terry va a teatro. l'unica cosa che ha visto in 2 anni è stata giampiero ingrassia.
insomma, io e sara ci prepariamo per il teatro alla velocità della luce e usciamo di corsa. ma prima ci fermiamo sulla soglia della cucina. e lì, a piantonare il suo bunker di elettrodomestici e di scorte di cibo congelato si erge magnifica Lei, la santa gerarda di potenza, il mito gourmante della rete, l'artusi geneticamente modificato: the mery terry. vedere sara che le allungava la mano incredula è stato come vedere alessandro cecchi paone che finalmente catturava il mostro di lochness. o achab che saliva a cavalcioni su moby dick. o il leviatano. un incontro mitico e mistico. sara le stringe la mano con tutta la sua grazia da ballerina e lei, tanto per essere gentile e garbata, le fa:
-piacere, maria tereza. ma io ti avevo già visto. sei già stata qui.
fantastico. un modulo del cervello di mery terry non è colpito da afasia. la sua memoria, dunque, funziona. questo riduce notevolmente le possibilità che funzionino l'area di broca o di wernicke.
sara la guarda incredula e rammenta di averla già intravista la volta precedente che era venuta a trovarmi. ma lo sgarbo con cui maria teresa le aveva fatto notare la dimenticanza (che io chiamerei rimozione, tipo quella di lucia nei promessi sposi) l'ha gelata. abbozziamo un sorriso di convenienza e ci fiondiamo in ascensore. chiuse nella cabina insonorizzata del lift sara sfodera la sua genetica gentilezza e tenta di dirmi:
-ma dai, non è così brutta...
io la guardo fucilandola con la retina. non ammetto bestemmie in casa mia. anche se si tratta dell'ascensore ed è in comune con gli altri condomini. mery terry è orrorifica. punto e basta. poi penso: ok sara, adesso la pensi così. dammi un altro giorno e cambierai idea.
e si va a teatro. se foste passati in corso di porta romana, mercoledì sera, mi avreste vista. ero abbarbicata come manolo sul cancello del carcano. dovevo rubare la locandina dello spettacolo, che sara assolutamente voleva. tutto questo all'una di notte, dopo aver aspettato che il traffico della city calasse e che nessun membro delle forze dell'ordine mi arrestasse. in quel caso, comunque, avrei finto l'infermità mentale dichiarando di essere l'uomo ragno.
si torna a casa, alle 2, dopo aver chiacchierato della vita, degli amori, del futuro e del domani. nel senso di giovedì. sara avrebbe gironzolato per la grande mela lombarda e io avrei lavorato. poi ci si ribeccava la sera per andare al cinema o a fare qualche follia. peccato che il lavoro sia durato fino a tardi e che, dovendo fare anche la spesa, io e la mia amichetta si sia rientrate alle 10 di sera. in cucina c'erano maria, mery terry e la nostra vicina elena. giovanna in contumacia da 2 settimane.
entriamo in camera, buttiamo lo shopping sui letti e sara mi guarda con aria assassina. pesca qualcosa nella sua borsa e decolla per la cucina. dalla stanza da letto la sento urlare:
-POSSO FARVI UNA FOTO?
io mi fiondo di là in un nanosecondo.
-allora, posso farvi una foto?
MERY TERRY- nooooooooooooooooooooooooooooooooo! che sto in piggiama!
-ma tanto ti prendo solo la faccia! (e mi strizza l'cchio come a dire: le piglio anche l'etichetta delle mutande, tranquilla)
fotogramma precedente: tutte a mettersi a posto i capelli
fotogramma successivo: foto di gruppo in cucina con particolare di me che abbraccio mery terry.
quindi esistono le prove. se la pellicola si è impressionata (e si è impressionata di sicuro), esiste un ologramma di mery terry.
non dubitate, increduli. testimonianze dal luogo incriminato confermano l'esistenza di un esemplare di mery terry.
e del dialogo culinario successivo, intercorso tra sarry e terry, vi racconterò domani. vi dico solo che la trilogia di aggettivi data da sara per definire la mia escrescente coinquilina è stata: acneica gerontofila fogna. l'avevo detto che avrebbe cambiato idea.
non c'è acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lì l'incendi abbrustolito
22 gennaio 2003
DIALOGO TRA AMICHE
-sono andata in discoteca sabato
IO: che musica c'era?
-ogni sala aveva una musica diversa
-con chi sei andata?
-con una mia collega e un suo amico
-e hai ballato?
-no, non so ballare. la mia collega però ballava col suo amico
-e tu?
-seduta a guardare. mi piace guardare la gente che balla
-vabbeh, però dovresti muoverti un po'!
-ho conosciuto un ragazzo
-bello!
-si chiama johnny. è di avellino.
-cazzo, con uno di avellino, no!
-perchè no?
-perchè poi ti porta giù e vivi da matrona tutta la vita!
-ma tanto non mi piace. però gli ho dato il numero di telefono
-e perchè gliel'hai dato se non ti piace?
-perchè mi pareva maleducato dirgli di no!
-allora se ti chiedeva "me la dai'" gli dicevi sì per non essere scortese?
-che c'entra? nooooooooooooooooo
-potevi darglielo falso il numero!
-eh, sì, la fai facile! e poi che pensava di me?
-CHE GLI AVEVI DATO UN NUMERO FALSO! che poteva pensare?
-vabbeh, che brutta figura!
-con uno sconosciuto? chettifrega!
-continua a mandarmi messaggi e chiedermi di uscire!
-e vai!
-ma non mi piace!
-senti, alla tua età io prenderei quel che viene e mi accontenterei. sennò rimani zitella. non fare la difficile!
-ma non mi piace johnny!
-ma che cazzo gli hai dato il numero a fare!
-eh, siamo stati a parlare e me l'ha chiesto!
-che ti dice?
-vuoi saperlo?
-evidentemente se te lo cheido un po' di curiosità c'è!
-ha scritto: SAI COSA MI HA COLPITO DI TE? NON MI BASTEREBBE UNA NOTTE PER SPIEGARTELO!
abbandono la conversazione perchè johnny ha dei seri problemi:
ipotesi di problema 1): johnny non ha trovato niente di interessante nella mia amica e non sa come dirglielo ma vuole comunque intingere il suo plumcake nel twining di lei;
ipotesi di problema 2): johnny ha dei seri problemi con la lingua italiana e non riesce a esprimersi. quindi non sa comunicare.
nel caso 1) siamo di fronte a un mascalzone, quindi meglio lasciar perdere; nel caso 2) siamo di fronte a un analfabeta, che peggiora la situazione. quale situazione? quella della mia amica. che pensate un po', è mery terry. provate adesso a rileggere il dialogo con la consapevolezza che è lei. tutto diverso, eh?
ti cerco e tu
mi dài quel che vuoi
-sono andata in discoteca sabato
IO: che musica c'era?
-ogni sala aveva una musica diversa
-con chi sei andata?
-con una mia collega e un suo amico
-e hai ballato?
-no, non so ballare. la mia collega però ballava col suo amico
-e tu?
-seduta a guardare. mi piace guardare la gente che balla
-vabbeh, però dovresti muoverti un po'!
-ho conosciuto un ragazzo
-bello!
-si chiama johnny. è di avellino.
-cazzo, con uno di avellino, no!
-perchè no?
-perchè poi ti porta giù e vivi da matrona tutta la vita!
-ma tanto non mi piace. però gli ho dato il numero di telefono
-e perchè gliel'hai dato se non ti piace?
-perchè mi pareva maleducato dirgli di no!
-allora se ti chiedeva "me la dai'" gli dicevi sì per non essere scortese?
-che c'entra? nooooooooooooooooo
-potevi darglielo falso il numero!
-eh, sì, la fai facile! e poi che pensava di me?
-CHE GLI AVEVI DATO UN NUMERO FALSO! che poteva pensare?
-vabbeh, che brutta figura!
-con uno sconosciuto? chettifrega!
-continua a mandarmi messaggi e chiedermi di uscire!
-e vai!
-ma non mi piace!
-senti, alla tua età io prenderei quel che viene e mi accontenterei. sennò rimani zitella. non fare la difficile!
-ma non mi piace johnny!
-ma che cazzo gli hai dato il numero a fare!
-eh, siamo stati a parlare e me l'ha chiesto!
-che ti dice?
-vuoi saperlo?
-evidentemente se te lo cheido un po' di curiosità c'è!
-ha scritto: SAI COSA MI HA COLPITO DI TE? NON MI BASTEREBBE UNA NOTTE PER SPIEGARTELO!
abbandono la conversazione perchè johnny ha dei seri problemi:
ipotesi di problema 1): johnny non ha trovato niente di interessante nella mia amica e non sa come dirglielo ma vuole comunque intingere il suo plumcake nel twining di lei;
ipotesi di problema 2): johnny ha dei seri problemi con la lingua italiana e non riesce a esprimersi. quindi non sa comunicare.
nel caso 1) siamo di fronte a un mascalzone, quindi meglio lasciar perdere; nel caso 2) siamo di fronte a un analfabeta, che peggiora la situazione. quale situazione? quella della mia amica. che pensate un po', è mery terry. provate adesso a rileggere il dialogo con la consapevolezza che è lei. tutto diverso, eh?
ti cerco e tu
mi dài quel che vuoi
LA SVOLTA
alle elementari avevo i capelli lunghi fino al sedere, una bellezza. ma mia madre mi faceva sempre lo chignon e non potevo giocare sulla beltade del crine per appiopparmi quell'alessandro di cui sotto. poi, in quarta, mia madre mi metteva il grambiule. nero. non era obbligatorio. ero l'unica bambina della scuola a portarlo. e non potevo mostrare bei jeans, o belle magliette. ero calimero con colletto bianco. in più avevo degli occhiali orribili per correggere lo strabismo.
alle medie c'erano i paninari ma mia madre non mi comprava mai roba firmata. non avendo uno stipendio mio perchè il lavoro minorile in italia era stato quasi del tutto debellato, non potevo comprare nulla della best company e del charro. non mi si notava. ma almeno non avevo più il grembiule.
al liceo portavo un orribile ciuffo anni '80 (essendo che erano gli anni '80), a ventaglio. avevo la frangetta che sembrava tagliata da un marmista e una coroncina di capelli neri a contornarmi il viso. immobilizzato con 8 quintali di lacca graphic. se mi fossi stampata contro un muro, il ciuffo non avrebbe potuto essere più perpendicolare al punto vita.
all'università ero anonima, ogni tanto mi truccavo ma in mezzo a 300 ragazze era difficile che emergesse la mia carica sensual-erotica.
poi, la svolta. 2 anni fa faccio per caso la particina in "adesso sesso" dei vanzina. mi ero preparata. ho detto: "vanzina è un erotomane e mi guarderà tette e culo senza fissarmi negli occhi nemmeno un istante". me lo presentano dicendogli:
"signor vanzina, questa è ilenia".
io ero già pronta a inferocirmi per essere stata trattata da donna oggetto, invece vanzina neanche mi caga. non pretendo che mi parlasse o mi guardasse negli occhi. guardami tette e culo, cribbio! invece nulla. il tettologo e culologo più famoso d'italia non nota parti anatomiche femminili in me. non scorge nulla di vulvico sotto la gonna.
è stato lì che ho deciso che doveva esserci la svolta. che dovevo mostrare la chincaglieria. perchè si doveva vedere la mercanzia.
non è che adesso vada in giro con la scollatura ombelicale o una minigonna inguinale. però mi sento femminile e valorizzo la mia donnità. e se un giorno mi chiedessero a chi devo dire grazie per aver maturato la mia identità sessuale, dirò: I FRATELLI VANZINA.
un giorno che avevo rotto col passato
alle elementari avevo i capelli lunghi fino al sedere, una bellezza. ma mia madre mi faceva sempre lo chignon e non potevo giocare sulla beltade del crine per appiopparmi quell'alessandro di cui sotto. poi, in quarta, mia madre mi metteva il grambiule. nero. non era obbligatorio. ero l'unica bambina della scuola a portarlo. e non potevo mostrare bei jeans, o belle magliette. ero calimero con colletto bianco. in più avevo degli occhiali orribili per correggere lo strabismo.
alle medie c'erano i paninari ma mia madre non mi comprava mai roba firmata. non avendo uno stipendio mio perchè il lavoro minorile in italia era stato quasi del tutto debellato, non potevo comprare nulla della best company e del charro. non mi si notava. ma almeno non avevo più il grembiule.
al liceo portavo un orribile ciuffo anni '80 (essendo che erano gli anni '80), a ventaglio. avevo la frangetta che sembrava tagliata da un marmista e una coroncina di capelli neri a contornarmi il viso. immobilizzato con 8 quintali di lacca graphic. se mi fossi stampata contro un muro, il ciuffo non avrebbe potuto essere più perpendicolare al punto vita.
all'università ero anonima, ogni tanto mi truccavo ma in mezzo a 300 ragazze era difficile che emergesse la mia carica sensual-erotica.
poi, la svolta. 2 anni fa faccio per caso la particina in "adesso sesso" dei vanzina. mi ero preparata. ho detto: "vanzina è un erotomane e mi guarderà tette e culo senza fissarmi negli occhi nemmeno un istante". me lo presentano dicendogli:
"signor vanzina, questa è ilenia".
io ero già pronta a inferocirmi per essere stata trattata da donna oggetto, invece vanzina neanche mi caga. non pretendo che mi parlasse o mi guardasse negli occhi. guardami tette e culo, cribbio! invece nulla. il tettologo e culologo più famoso d'italia non nota parti anatomiche femminili in me. non scorge nulla di vulvico sotto la gonna.
è stato lì che ho deciso che doveva esserci la svolta. che dovevo mostrare la chincaglieria. perchè si doveva vedere la mercanzia.
non è che adesso vada in giro con la scollatura ombelicale o una minigonna inguinale. però mi sento femminile e valorizzo la mia donnità. e se un giorno mi chiedessero a chi devo dire grazie per aver maturato la mia identità sessuale, dirò: I FRATELLI VANZINA.
un giorno che avevo rotto col passato
16 gennaio 2003
QUANDO LA VITA VA COME DEVE ANDARE
quando ero piccola e la pubertà non aveva ancora rovinato il mio equilibrio psico-fisico con ormoni e mestruazioni, amavo disperatamente alessandro, che non mi ha mai filato di striscio. era bello, moro, con le lentiggini, gli occhi verdi e aveva 6 anni. fino ai 10 anni l'ho amato alla follia. per il suo compleanno della 5 elementare (quindi il 10°, se so ancora contare) gli ho regalato il pallone di zico, con un vero autografo falso del grande campione. e lui l'ha scartato, apprezzato, esaltato. forse mi ha persino detto grazie. e invece di darmi un bacio è andato in cortile a giocare con gli altri maschi della classe. noi femmine lì a mangiare popcorn e bere fanta. desolation.
alle medie ho avuto il batticuore per enrico, che non mi cagava neanche lui. moro, con gli occhi verdi, senza lentiggini e con qualche anno in più di me. per lui mi sono fatta la permanente. ma non una permanente qualsiasi. LA MIA PRIMA PERMANENTE. lui era in colonia con gli altri amichetti e io li raggiungevo dopo. mi sono detta: lo spiazzo e arrivo su con dei capelli fantastici, da restarci secco. mi vedrà e impazzirà. peccato che invece di avere una parrucchiera avevo una ovino-coltrice. la mia permanente era una permanente pecorina. dei ricci piccolissimi, tipo michael jackson nei jackson five (prima della camera iberbarica, dunque). sembravo uno di quei mosaici del mausoleo di ravenna, che hanno quelle aureole giganti e circolarissime, tutte gialle. io ero tutta nera, praticamente un hula-hoop di riccioli intorno alla testa. quando sono arrivata in colonia enrico è impazzito, ma dal ridere. ero una roba tricologicamente comica. e sfumavano via via le mie opportunità di conquista. desperation.
con enrico ci ho riprovato al ritorno dalla colonia, quando i frequenti lavaggi avevano destabilizzato i ricci merinos. c'era la cena per vedere le diapositive della vacanza. io mi preparo e mi dico: avrò una pelle strepitosa. siccome non avevo ancora perizia e non sapevo dell'esistenza delle creme di helena rubinstein, mi sono spalmata del camay. così, del bagnoschiuma direttamente sulla faccia. a mia discolpa devo dire che la pubblicità era ingannevole perchè diceva: camay, per una pelle di seta. micca esplicitavano di diluire con acqua per ottenere schiuma. beh, a causa di uno spot traditore, mi sono ritrovata alla cena con delle chiazze rosse da reazione allergica. tutti hanno pensato che avessi contratto una malattia infettiva (no, venerea no: a quell'epoca e in quegli anni verdi era impensabile) e mi hanno mandato a casa. isolation.
dopo anni ho rivisto alessandro. ha perso i capelli, le lentiggini e l'età. è rimasto con 2 occhi verdi (per carità, micca gli si augura la perdita di organi vitali) ma porta gli occhiali. enrico adesso è sposato, ha ancora occhi e capelli ma si è rivelato non essere il mio tipo. troppo precoce nel costruirsi una famiglia.
quindi, in fondo, devo dire grazie alla ceppiratti che realizzò il pallone di zico, alla mia parrucchiera di allora e alla camay. perchè hanno fatto andare le cose nel modo giusto. senza i piccoli inconvenienti che mi hanno causato, adesso non sarei la compagna di george clooney.
Mi ritorni in mente
bello come sei, forse ancor di più
quando ero piccola e la pubertà non aveva ancora rovinato il mio equilibrio psico-fisico con ormoni e mestruazioni, amavo disperatamente alessandro, che non mi ha mai filato di striscio. era bello, moro, con le lentiggini, gli occhi verdi e aveva 6 anni. fino ai 10 anni l'ho amato alla follia. per il suo compleanno della 5 elementare (quindi il 10°, se so ancora contare) gli ho regalato il pallone di zico, con un vero autografo falso del grande campione. e lui l'ha scartato, apprezzato, esaltato. forse mi ha persino detto grazie. e invece di darmi un bacio è andato in cortile a giocare con gli altri maschi della classe. noi femmine lì a mangiare popcorn e bere fanta. desolation.
alle medie ho avuto il batticuore per enrico, che non mi cagava neanche lui. moro, con gli occhi verdi, senza lentiggini e con qualche anno in più di me. per lui mi sono fatta la permanente. ma non una permanente qualsiasi. LA MIA PRIMA PERMANENTE. lui era in colonia con gli altri amichetti e io li raggiungevo dopo. mi sono detta: lo spiazzo e arrivo su con dei capelli fantastici, da restarci secco. mi vedrà e impazzirà. peccato che invece di avere una parrucchiera avevo una ovino-coltrice. la mia permanente era una permanente pecorina. dei ricci piccolissimi, tipo michael jackson nei jackson five (prima della camera iberbarica, dunque). sembravo uno di quei mosaici del mausoleo di ravenna, che hanno quelle aureole giganti e circolarissime, tutte gialle. io ero tutta nera, praticamente un hula-hoop di riccioli intorno alla testa. quando sono arrivata in colonia enrico è impazzito, ma dal ridere. ero una roba tricologicamente comica. e sfumavano via via le mie opportunità di conquista. desperation.
con enrico ci ho riprovato al ritorno dalla colonia, quando i frequenti lavaggi avevano destabilizzato i ricci merinos. c'era la cena per vedere le diapositive della vacanza. io mi preparo e mi dico: avrò una pelle strepitosa. siccome non avevo ancora perizia e non sapevo dell'esistenza delle creme di helena rubinstein, mi sono spalmata del camay. così, del bagnoschiuma direttamente sulla faccia. a mia discolpa devo dire che la pubblicità era ingannevole perchè diceva: camay, per una pelle di seta. micca esplicitavano di diluire con acqua per ottenere schiuma. beh, a causa di uno spot traditore, mi sono ritrovata alla cena con delle chiazze rosse da reazione allergica. tutti hanno pensato che avessi contratto una malattia infettiva (no, venerea no: a quell'epoca e in quegli anni verdi era impensabile) e mi hanno mandato a casa. isolation.
dopo anni ho rivisto alessandro. ha perso i capelli, le lentiggini e l'età. è rimasto con 2 occhi verdi (per carità, micca gli si augura la perdita di organi vitali) ma porta gli occhiali. enrico adesso è sposato, ha ancora occhi e capelli ma si è rivelato non essere il mio tipo. troppo precoce nel costruirsi una famiglia.
quindi, in fondo, devo dire grazie alla ceppiratti che realizzò il pallone di zico, alla mia parrucchiera di allora e alla camay. perchè hanno fatto andare le cose nel modo giusto. senza i piccoli inconvenienti che mi hanno causato, adesso non sarei la compagna di george clooney.
Mi ritorni in mente
bello come sei, forse ancor di più
14 gennaio 2003
MUSEI E ORRORI
so perchè esistono i musei. perché non c'è abbastanza spazio per contenere certe categorie di cose: non abbastanza spazio per i quadri, non abbastanza spazio per i fossili, non abbastanza spazio per le cere. e non abbastanza spazio per gli orrori. casa mia è il museo di mery terry: di quadri (perfetta come squarcio di fontana), di fossili (un esemplare unico di donna non-sapiens dell'era potentinozoica), di cere (meglio cerette: quelle che si dovrebbe fare spessamente) e orrori. culinari, ovviamente.
prima di partire per le vacanze ho chiesto a mery terry quale sarebbe stato il menu del suo pranzo di natale.
-chessò... lazagne, ravioli...
-no, non hai capito. il TUO pranzo di natale, non il mio. lasagne e cappelletti sono piatti tipici emiliani. con potenza non c'entrano. cosa mangiate VOI?
-quello che mangi tu! ecchemmangio?
EMULAZIONE, EMULAZIONE, EMULAZIONE. TED BUNDY, CHIKATILO, UNABOMBER.
-voglio dire, avrete un piatto tipico...
-non mi viene!
delusion. speravo di regalarvi come cadeau qualche prelibatezza campanilistica. e invece nulla. poi, come per incanto, avviene una sinapsi. in mery terry. un neurone dell'emisfero destro si incontra fortuitamente con un neurone dell'emisfero sinistro. e il tutto è ancora più miracoloso se si pensa che ha luogo in un cervello che ospita al massimo 4 neuroni. che non vanno assolutamente mai d'accordo tra loro.
-ilèèèèèè...
-che c'è?
-bù!
-paura da matti. peggio di dario argento.
-mi sò ricordata!
-cosa?
-che mangiamo noi a natale!
-dimmi, dimmi... <-DISSE IL LUPO A CAPPUCCETTO ROSSO
-la colazione è tradizione
-la colazione è tradizione tutte le mattine, teresa! è anche un buon modo di sopravvivere fino a mezzogiorno!
-voglio dirti... la colazione è speciale
-ansimo dalla voglia di saperlo (con una bustina di biochetasi in una mano e un cucchiaio di citrosodina nell'altro)
-alla mattina ci alziamo e mangiamo pane, burrino e sarde. si prende il pane, ci si spalma il burrino, si mettono le sarde e si mangiano cozì. sò buonizzime!
-ma se alla mattina mangi le sarde, poi passi la giornata a pagare i danni morali alle persone che narcotizzi con tuo fiatino da cloaca!
-eh?
-lascia stare... poi? altre cose?
-no, un po' quello che mangiate voi! noi siamo bbravi a fà dolci! marò!
e taccio. perchè sapere che ti alzi la mattina con la prospettiva delle sarde è già un peso sufficiente per la mia mera terra. mery terry.
ieri sera, poi, ha dato il meglio di sè, raccontandomi e mostrandomi il suo percorso alimentare della giornata.
arriva a casa alle 3 e mangia, pranza. alle 8 cena, con le meraviglie che vi descrivo ogni giorno con spirito pioneristico. se ha un buchino nella stomaco, poi, non è che sgranocchia qualcosa o si prepara una tisana. lei si cucina "uno spuntino". ieri sera, alle 11.22 (so l'ora precisa perchè spegnevo il cellulare dopo una lunga chiacchierata), sento un profumo venire dalla cucina. mi fiocino coscente che lo facevo contro il mio stesso interesse e la vedo fornicare ai fornelli. con una precisione da staffettista, nel momento esatto in cui io mi siedo a tavola lei catapulta la sua gourmandise nel piatto. e ritorna al lavandino per mettere a bagno la pentola.
sono rimasta 15 secondi da sola con quella carne morta a fianco a me. e io, che di carne ne mangio tanta, non riuscivo a capire a quale animale fosse un giorno appartenuta. era un ammasso di ciccia bianca quasi trasparente, ammucchiata in un punto del piatto. un altro pezzo, invece, era un ammasso di carne sul beige ammassato attorno a un osso. un osso che per essere seppellito da un cane necessiterebbe di un'escavatrice d'ausilio.
-teresa? questa carne è per domani?
-no, per mò. tenevo fame.
-e cosa ti sei cucinata?
-chennesò. agnello, capretto. è carne diggiù.
che culo. mentre milioni di famiglie italiane sorseggiano filtrofiore bonomelli, io fumo passivamente olezzo di agnello incaprettato. non solo sulle stecche di marlboro ma anche sulle confezioni di carne a destinazione mery terry dovrebbero scrivere: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. dei coinquilini soprattutto.
No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente.
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò.
so perchè esistono i musei. perché non c'è abbastanza spazio per contenere certe categorie di cose: non abbastanza spazio per i quadri, non abbastanza spazio per i fossili, non abbastanza spazio per le cere. e non abbastanza spazio per gli orrori. casa mia è il museo di mery terry: di quadri (perfetta come squarcio di fontana), di fossili (un esemplare unico di donna non-sapiens dell'era potentinozoica), di cere (meglio cerette: quelle che si dovrebbe fare spessamente) e orrori. culinari, ovviamente.
prima di partire per le vacanze ho chiesto a mery terry quale sarebbe stato il menu del suo pranzo di natale.
-chessò... lazagne, ravioli...
-no, non hai capito. il TUO pranzo di natale, non il mio. lasagne e cappelletti sono piatti tipici emiliani. con potenza non c'entrano. cosa mangiate VOI?
-quello che mangi tu! ecchemmangio?
EMULAZIONE, EMULAZIONE, EMULAZIONE. TED BUNDY, CHIKATILO, UNABOMBER.
-voglio dire, avrete un piatto tipico...
-non mi viene!
delusion. speravo di regalarvi come cadeau qualche prelibatezza campanilistica. e invece nulla. poi, come per incanto, avviene una sinapsi. in mery terry. un neurone dell'emisfero destro si incontra fortuitamente con un neurone dell'emisfero sinistro. e il tutto è ancora più miracoloso se si pensa che ha luogo in un cervello che ospita al massimo 4 neuroni. che non vanno assolutamente mai d'accordo tra loro.
-ilèèèèèè...
-che c'è?
-bù!
-paura da matti. peggio di dario argento.
-mi sò ricordata!
-cosa?
-che mangiamo noi a natale!
-dimmi, dimmi... <-DISSE IL LUPO A CAPPUCCETTO ROSSO
-la colazione è tradizione
-la colazione è tradizione tutte le mattine, teresa! è anche un buon modo di sopravvivere fino a mezzogiorno!
-voglio dirti... la colazione è speciale
-ansimo dalla voglia di saperlo (con una bustina di biochetasi in una mano e un cucchiaio di citrosodina nell'altro)
-alla mattina ci alziamo e mangiamo pane, burrino e sarde. si prende il pane, ci si spalma il burrino, si mettono le sarde e si mangiano cozì. sò buonizzime!
-ma se alla mattina mangi le sarde, poi passi la giornata a pagare i danni morali alle persone che narcotizzi con tuo fiatino da cloaca!
-eh?
-lascia stare... poi? altre cose?
-no, un po' quello che mangiate voi! noi siamo bbravi a fà dolci! marò!
e taccio. perchè sapere che ti alzi la mattina con la prospettiva delle sarde è già un peso sufficiente per la mia mera terra. mery terry.
ieri sera, poi, ha dato il meglio di sè, raccontandomi e mostrandomi il suo percorso alimentare della giornata.
arriva a casa alle 3 e mangia, pranza. alle 8 cena, con le meraviglie che vi descrivo ogni giorno con spirito pioneristico. se ha un buchino nella stomaco, poi, non è che sgranocchia qualcosa o si prepara una tisana. lei si cucina "uno spuntino". ieri sera, alle 11.22 (so l'ora precisa perchè spegnevo il cellulare dopo una lunga chiacchierata), sento un profumo venire dalla cucina. mi fiocino coscente che lo facevo contro il mio stesso interesse e la vedo fornicare ai fornelli. con una precisione da staffettista, nel momento esatto in cui io mi siedo a tavola lei catapulta la sua gourmandise nel piatto. e ritorna al lavandino per mettere a bagno la pentola.
sono rimasta 15 secondi da sola con quella carne morta a fianco a me. e io, che di carne ne mangio tanta, non riuscivo a capire a quale animale fosse un giorno appartenuta. era un ammasso di ciccia bianca quasi trasparente, ammucchiata in un punto del piatto. un altro pezzo, invece, era un ammasso di carne sul beige ammassato attorno a un osso. un osso che per essere seppellito da un cane necessiterebbe di un'escavatrice d'ausilio.
-teresa? questa carne è per domani?
-no, per mò. tenevo fame.
-e cosa ti sei cucinata?
-chennesò. agnello, capretto. è carne diggiù.
che culo. mentre milioni di famiglie italiane sorseggiano filtrofiore bonomelli, io fumo passivamente olezzo di agnello incaprettato. non solo sulle stecche di marlboro ma anche sulle confezioni di carne a destinazione mery terry dovrebbero scrivere: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. dei coinquilini soprattutto.
No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente.
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò.
INCONTRI NOTTURNI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
l'altra notte in casa c'era un gelo inumano. se la temperatura fosse scesa di un altro grado il gatto delle nevi sarebbe entrato a fare la rotta in casa. ad un certo punto mi è sembrato di veder passare l'orso della coca cola col pinguino de longhi. tra gatti, orsi, pinguini e mery terry in casa avevo un bello zoo.
mi sono rifugiata sotto le coperte sperando di riuscire a sopravvivere. e naturalmente sperando che mery terry non lo facesse. se moriva crionizzata si conservava anche giovane. mi addormento tutta intirizzita sognando zucchine refrigerate e salsicce mantecate quando, al tepore del piumone, dopo un sonno di qualche ora, mi sveglio nel cuore della notte. una pipì, una pipì, una pipì... che a momenti la facevo sul posto. mi staglio nel buio e apro piano piano la porta, cercando di individuare in sistema braille l'entrata del bagno. entro, evacuo (ovviamente dirottando il flusso di urina sulle pareti del water, in modo da non fare rumore) ed esco come una ladra. ed è lì che l'infarto si nasconde insidioso.
-ilèèèè
a quel punto mi giro e vedo qualcosa che assomiglia a un essere umano venirmi incontro. per un attimo ho pensato fosse solo un errore di prospettiva. invece era lei. tutta avvolta nel suo pigiama grigio topomorto, con i capelli sconvolti e con un'aura indecifrabile che l'avvolgeva. qualcosa non mi convinceva della sua immagine ma a quell'ora non avevo voglia di star lì a guardare il pelo. soprattutto il suo, che è lungo e ispido. e potentino. coltivato a roba unta e rancida.
-ma porco cazzo, teresa, cosa ci fai alzata?
-mò devo andà a fà cose...
-che cose?
-pipì. anche tu?
-già dato.
-zenti...
-sì
-ci sta freddo in caza...
-da cosa l'hai capito?
-la caldaia non va!
-per forza non va. sei arrivata a casa alle 3 e non l'hai accesa! c'è una sottile e geniale differenza tra ON e OFF...
-ma io non ho poi tanto freddo...
è a quel punto che capisco. non stavo parlando con un primate ma con uno stand ambulante di vestiti. sopra al pigiamone grigio topomorto che mi perseguita da 2 anni, trovavano singolare abbinamento una giacca fucsia di lana, un paio di calzettoni pieni di pelucchi grumosi, una sciarpa con le frange e un oggetto che si stringeva al petto.
-cos'è che stringi al cuore con così tanto affetto?
-la borza dell'acqua calda. me la metto in fondo ai piedi. io tengo zempre freddo ai piedi e me la metto laggiù.
-ma ci devi anche pisciare con la boule?
-con che?
-con quella borsa lì!
a quel punto ho un sospetto atroce. so che è troppo tardi, la domanda l'ho già fatta. ho l'ansia che mi risponda: "ci piscio dentro così l'urina non va conzumata! così ho sempre un ricambio caldo da mettere ai piedi!". non dirlo, teresa, non dirlo. non dirlo, ti prego.
-no! si è raffreddata l'acqua e la rimetto via!
-ah! che sollievo! senti, ma che ci fai vestita come se andassi a cortina?
-mi copro!
-sai che hai ragione? dato che la natura ti ha dotato di uno scafandro umano poco generoso, almeno copri quello che può essere di disturbo alla quiete pubblica! brava. buonanotte.
e me ne vado a dormire, con la consapevolezza di aver formulato una serie di accostamenti linguistici che non ha capito. ma che sicuramente non le hanno disturbato il sonno. di disturbato, lei, ha ben altre cose. a partire dall'attività culinaria.
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
l'altra notte in casa c'era un gelo inumano. se la temperatura fosse scesa di un altro grado il gatto delle nevi sarebbe entrato a fare la rotta in casa. ad un certo punto mi è sembrato di veder passare l'orso della coca cola col pinguino de longhi. tra gatti, orsi, pinguini e mery terry in casa avevo un bello zoo.
mi sono rifugiata sotto le coperte sperando di riuscire a sopravvivere. e naturalmente sperando che mery terry non lo facesse. se moriva crionizzata si conservava anche giovane. mi addormento tutta intirizzita sognando zucchine refrigerate e salsicce mantecate quando, al tepore del piumone, dopo un sonno di qualche ora, mi sveglio nel cuore della notte. una pipì, una pipì, una pipì... che a momenti la facevo sul posto. mi staglio nel buio e apro piano piano la porta, cercando di individuare in sistema braille l'entrata del bagno. entro, evacuo (ovviamente dirottando il flusso di urina sulle pareti del water, in modo da non fare rumore) ed esco come una ladra. ed è lì che l'infarto si nasconde insidioso.
-ilèèèè
a quel punto mi giro e vedo qualcosa che assomiglia a un essere umano venirmi incontro. per un attimo ho pensato fosse solo un errore di prospettiva. invece era lei. tutta avvolta nel suo pigiama grigio topomorto, con i capelli sconvolti e con un'aura indecifrabile che l'avvolgeva. qualcosa non mi convinceva della sua immagine ma a quell'ora non avevo voglia di star lì a guardare il pelo. soprattutto il suo, che è lungo e ispido. e potentino. coltivato a roba unta e rancida.
-ma porco cazzo, teresa, cosa ci fai alzata?
-mò devo andà a fà cose...
-che cose?
-pipì. anche tu?
-già dato.
-zenti...
-sì
-ci sta freddo in caza...
-da cosa l'hai capito?
-la caldaia non va!
-per forza non va. sei arrivata a casa alle 3 e non l'hai accesa! c'è una sottile e geniale differenza tra ON e OFF...
-ma io non ho poi tanto freddo...
è a quel punto che capisco. non stavo parlando con un primate ma con uno stand ambulante di vestiti. sopra al pigiamone grigio topomorto che mi perseguita da 2 anni, trovavano singolare abbinamento una giacca fucsia di lana, un paio di calzettoni pieni di pelucchi grumosi, una sciarpa con le frange e un oggetto che si stringeva al petto.
-cos'è che stringi al cuore con così tanto affetto?
-la borza dell'acqua calda. me la metto in fondo ai piedi. io tengo zempre freddo ai piedi e me la metto laggiù.
-ma ci devi anche pisciare con la boule?
-con che?
-con quella borsa lì!
a quel punto ho un sospetto atroce. so che è troppo tardi, la domanda l'ho già fatta. ho l'ansia che mi risponda: "ci piscio dentro così l'urina non va conzumata! così ho sempre un ricambio caldo da mettere ai piedi!". non dirlo, teresa, non dirlo. non dirlo, ti prego.
-no! si è raffreddata l'acqua e la rimetto via!
-ah! che sollievo! senti, ma che ci fai vestita come se andassi a cortina?
-mi copro!
-sai che hai ragione? dato che la natura ti ha dotato di uno scafandro umano poco generoso, almeno copri quello che può essere di disturbo alla quiete pubblica! brava. buonanotte.
e me ne vado a dormire, con la consapevolezza di aver formulato una serie di accostamenti linguistici che non ha capito. ma che sicuramente non le hanno disturbato il sonno. di disturbato, lei, ha ben altre cose. a partire dall'attività culinaria.
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
09 gennaio 2003
ted bundy, andrei chikatilo, john wayne gacy.
jeffrey dahmer, donato bilancia, charles manson.
lo strangolatore di boston, unabomber, mery terry.
sono solo alcuni dei nomi dei serial killer più famosi della storia. e tutti hanno cominciato nello stesso modo: emulazione.
martedì sera rientro dalle vacanze ansiosa di rivedere la mia merry. e devo dire che l'ho trovata davvero male. ingrassata (non oso pensare a cosa ha trangugiato in questi giorni), brufolata (una colonia di pustole le infestava 1 guancia. una sola), trifolata, mantecata e scipita. forse anche un po' citrugna. ma se la preoccupazione per la sua salute fisica stentava ad avanzare, era per la visione di ciò che si stava preparando. alle 9 di sera cuoceva salsicce e patate arrosto sul fuoco. ma in una teglia da forno. sarà un nuovo modo di cucinare. omeopatico, forse. o forse psicopatico. direi la seconda.
-ilèèèèè...
-eccola! che suono soave!
-ciao!
-ciao, bentornata!
-zenti...
-dimmi (lo spirito del natale, un po' come ad uncle scrooge, mi era rimasto)...
-volevo dire...
-il lupo perde il pelo ma non il vizio: finiscile le frasi...
-ci sta il forno che non funziona. vedi un po' ze riesci a giustarlo?
-AGGiustarlo!
-che c'ha?
-influenza, catarro nelle bombole, fuliggine nelle vie respiratorie alte. che cazzo vuoi che sappia io? la spina è attaccata... probabile che la spia antiperditadigas sia rotta: il fuoco si accende ma poi si spegne subito...
-maronna... emmò che faccio?
-tipo... usare il fornello come stai già facendo?
-ma questa è carne bbuona. l'ho portata daggiù. è carne diggiù. la devo cozumare sennò va a male. sai che facciamo?
-scordatelo! io non mangio la tua carne perchè sennò la devi buttare! quella carne si è fatta 15 ore sulla freccia salentina, in una valigia, fuori dal frigo. non se ne parla neanche.
-però è peccato...
-dispiace un casino anche a me <- FALSA IPOCRITA DI MERDA
è a quel punto che noto, sul tavolino della cucina, un cellulare. nokia, 8310, cover blu. ravano nella mia borsa e cerco il mio. lo guardo come se lo vedessi per la prima volta: nokia, 8310, cover blu. nokia, nokia. 8310, 8310. cover blu, cover blu.
-teresa?
-zì?
-hai comprato il cellulare uguale al mio?
-ZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!! non zei contenta?
-non è che ne tragga 'sto gran vantaggio...
-mi piaceva
-immagino!
EMULAZIONE. il cellulare si unisce alla lista di oggetti che mery terry mi emula. senza contare che ogni 2x3 mi chiede spiegazioni sul telefonino come se fossi il manuale d'uso. EMULAZIONE. di bagnoschiuma, estetiste, orologi. EMULAZIONE. di pentole, cellulari e chissàchealtro. EMULAZIONE. e nella testa mi risuonano solo 3 parole: chikatilo, bundy, mery terry.
comunque adesso ho un po' paura
jeffrey dahmer, donato bilancia, charles manson.
lo strangolatore di boston, unabomber, mery terry.
sono solo alcuni dei nomi dei serial killer più famosi della storia. e tutti hanno cominciato nello stesso modo: emulazione.
martedì sera rientro dalle vacanze ansiosa di rivedere la mia merry. e devo dire che l'ho trovata davvero male. ingrassata (non oso pensare a cosa ha trangugiato in questi giorni), brufolata (una colonia di pustole le infestava 1 guancia. una sola), trifolata, mantecata e scipita. forse anche un po' citrugna. ma se la preoccupazione per la sua salute fisica stentava ad avanzare, era per la visione di ciò che si stava preparando. alle 9 di sera cuoceva salsicce e patate arrosto sul fuoco. ma in una teglia da forno. sarà un nuovo modo di cucinare. omeopatico, forse. o forse psicopatico. direi la seconda.
-ilèèèèè...
-eccola! che suono soave!
-ciao!
-ciao, bentornata!
-zenti...
-dimmi (lo spirito del natale, un po' come ad uncle scrooge, mi era rimasto)...
-volevo dire...
-il lupo perde il pelo ma non il vizio: finiscile le frasi...
-ci sta il forno che non funziona. vedi un po' ze riesci a giustarlo?
-AGGiustarlo!
-che c'ha?
-influenza, catarro nelle bombole, fuliggine nelle vie respiratorie alte. che cazzo vuoi che sappia io? la spina è attaccata... probabile che la spia antiperditadigas sia rotta: il fuoco si accende ma poi si spegne subito...
-maronna... emmò che faccio?
-tipo... usare il fornello come stai già facendo?
-ma questa è carne bbuona. l'ho portata daggiù. è carne diggiù. la devo cozumare sennò va a male. sai che facciamo?
-scordatelo! io non mangio la tua carne perchè sennò la devi buttare! quella carne si è fatta 15 ore sulla freccia salentina, in una valigia, fuori dal frigo. non se ne parla neanche.
-però è peccato...
-dispiace un casino anche a me <- FALSA IPOCRITA DI MERDA
è a quel punto che noto, sul tavolino della cucina, un cellulare. nokia, 8310, cover blu. ravano nella mia borsa e cerco il mio. lo guardo come se lo vedessi per la prima volta: nokia, 8310, cover blu. nokia, nokia. 8310, 8310. cover blu, cover blu.
-teresa?
-zì?
-hai comprato il cellulare uguale al mio?
-ZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!! non zei contenta?
-non è che ne tragga 'sto gran vantaggio...
-mi piaceva
-immagino!
EMULAZIONE. il cellulare si unisce alla lista di oggetti che mery terry mi emula. senza contare che ogni 2x3 mi chiede spiegazioni sul telefonino come se fossi il manuale d'uso. EMULAZIONE. di bagnoschiuma, estetiste, orologi. EMULAZIONE. di pentole, cellulari e chissàchealtro. EMULAZIONE. e nella testa mi risuonano solo 3 parole: chikatilo, bundy, mery terry.
comunque adesso ho un po' paura
07 gennaio 2003
eccomi qua, reduce da 15 giorni di vacanza e di astinenza da pc, internet e blog. e chisseloimmaginava che la befana mi avrebbe portato un premio? ebbene, grazie a personalità confusa scopro di aver vinto il premio come miglior blog umoristico dell'anno e come personaggio blog. non io, mery terry. quindi il viaggio premio che c'era in palio lo farò fare a lei. una bella vacanza nel cratere dello stromboli. da consumarsi preferibilmente entro domani. prima che si quieti, insomma.
tanto per dire che ringrazio sentitamente per questo award. mi riempie d'orgoglio. sono solo preoccupata per chi ha stilato la classifica. o è troppo buono o è reduce dal cottolengo. in quest'ultimo caso, devo averlo avuto vicino in corsia.
e così stasera rivedo la mia amata mery terry. che è diventata il mio nuovo modo di fare gli auguri. ai miei amici, per le feste, ho spedito: "merry terry christmas". solo a quelli che potevano capirne il senso, ovviamente.
lei, la vera terry, o mera terry, mi ha telefonato la sera della vigilia o giù di lì.
-ilèèèèèè
-chi parla?
-zò mariateresa!
-ma nella rubrica ho segnato un altro cellulare! tu non sei teresa! confessa: che ne hai fatto di lei? l'hai inghiottita?
ride
-zò io!
-ciaooooooo.... che c'è?
-zenti, ti volevo ringraziare per il penzierino che mi hai lasciato sul letto la mattina che sei partita!
precisazione del caso: la mattina che sono partita per le vacanze ho lasciato un regalino di natale a mery terry. gliel'ho appoggiato sul cuscino con un biglietto d'auguri (da vera bastarda sono stata tentatissima di scrivere anche a lei "merry terry christmas". ma poi si monta la testa. oppure -che è peggio- monta della panna che ormai è caglio o della maionese fatta con le uova che hanno già le piume. no grazie, meglio "tanti auguri" e basta). il regalo era EDUCATIVO. cerco sempre di fare regali utili. le ho donato un sacchetto di robe da mangiare. di quelle sane, fatte come dio comanda e soprattutto non rancide o scadute. c'era un po' di tutto dentro e ci ho infilato una scopetta, che dicono porti fortuna. ragazzi, era natale anche per me. il cuore non ha retto all'iniezione di bontà degli spot bauli.
-ti volevo dire... bella la scopetta!
-cazzo teresa, ti ho regalato uno sfracco di robe e tu noti la scopetta? fanculo, dovevi notare la roba da mangiare! <-QUESTO E' QUELLO CHE AVREI VOLUTO DIRE. IN REALTA' HO SOLO DETTO->
-figurati... è un pensierino!
-un bel penzierino!
-penSierino, con la S!
-penZierino! e io c'hoddetto?
-vabbeh... tutto bene?
-zì. allora buone feste. ci rivediamo l'anno prozzimo.
-augu...
click. e mette giù. una donna priva di qualsiasi rituale di commiato. mi ha mozzato gli auguri a metà. e mi ci gioco le palle che del mio regalo ha tenuto la scopetta e il resto l'ha buttato via. il mio terrore è che per ricambiare mi abbia portato in cambio delle schifezze potentine. che già fanno in schifo in partenza. figuriamoci dopo un viaggio di 15 ore sulla freccia salentina! saranno arrivate a piedi da sole!
tu non mi lasci mai
ti cerco e tu ... e tu ci sei
ti cerco e tu, mi dai quel che puoi
tanto per dire che ringrazio sentitamente per questo award. mi riempie d'orgoglio. sono solo preoccupata per chi ha stilato la classifica. o è troppo buono o è reduce dal cottolengo. in quest'ultimo caso, devo averlo avuto vicino in corsia.
e così stasera rivedo la mia amata mery terry. che è diventata il mio nuovo modo di fare gli auguri. ai miei amici, per le feste, ho spedito: "merry terry christmas". solo a quelli che potevano capirne il senso, ovviamente.
lei, la vera terry, o mera terry, mi ha telefonato la sera della vigilia o giù di lì.
-ilèèèèèè
-chi parla?
-zò mariateresa!
-ma nella rubrica ho segnato un altro cellulare! tu non sei teresa! confessa: che ne hai fatto di lei? l'hai inghiottita?
ride
-zò io!
-ciaooooooo.... che c'è?
-zenti, ti volevo ringraziare per il penzierino che mi hai lasciato sul letto la mattina che sei partita!
precisazione del caso: la mattina che sono partita per le vacanze ho lasciato un regalino di natale a mery terry. gliel'ho appoggiato sul cuscino con un biglietto d'auguri (da vera bastarda sono stata tentatissima di scrivere anche a lei "merry terry christmas". ma poi si monta la testa. oppure -che è peggio- monta della panna che ormai è caglio o della maionese fatta con le uova che hanno già le piume. no grazie, meglio "tanti auguri" e basta). il regalo era EDUCATIVO. cerco sempre di fare regali utili. le ho donato un sacchetto di robe da mangiare. di quelle sane, fatte come dio comanda e soprattutto non rancide o scadute. c'era un po' di tutto dentro e ci ho infilato una scopetta, che dicono porti fortuna. ragazzi, era natale anche per me. il cuore non ha retto all'iniezione di bontà degli spot bauli.
-ti volevo dire... bella la scopetta!
-cazzo teresa, ti ho regalato uno sfracco di robe e tu noti la scopetta? fanculo, dovevi notare la roba da mangiare! <-QUESTO E' QUELLO CHE AVREI VOLUTO DIRE. IN REALTA' HO SOLO DETTO->
-figurati... è un pensierino!
-un bel penzierino!
-penSierino, con la S!
-penZierino! e io c'hoddetto?
-vabbeh... tutto bene?
-zì. allora buone feste. ci rivediamo l'anno prozzimo.
-augu...
click. e mette giù. una donna priva di qualsiasi rituale di commiato. mi ha mozzato gli auguri a metà. e mi ci gioco le palle che del mio regalo ha tenuto la scopetta e il resto l'ha buttato via. il mio terrore è che per ricambiare mi abbia portato in cambio delle schifezze potentine. che già fanno in schifo in partenza. figuriamoci dopo un viaggio di 15 ore sulla freccia salentina! saranno arrivate a piedi da sole!
tu non mi lasci mai
ti cerco e tu ... e tu ci sei
ti cerco e tu, mi dai quel che puoi